Per Margherita De Rubertis, nel giorno della sua morte

di Nicola Lamonica

PROCIDA – Lontani ricordi giovanili, che richiamano vecchie amicizie di famiglia e i miei primi incontri con i De Rubertis a Piazza dei Martiri (da studente del Nautico e poi da Universitario per studiare con il compianto Antonio), mi legano a Margherita di cui oggi piango con i familiari e con Procida che ha avuto il privilegio di conoscerla e di apprezzarla la Sua dipartita.

La ricordo  nella Sua carica di saggezza, pregnante di vita e di entusiasmo, che la lega al Nautico come Presidente del Consiglio D’Istituto, per affermarne vecchi valori e per lanciarlo nel contesto di un’Italia che tende al rinnovamento nella sua formazione scolastica; la ricordo per il Suo impegno politico e sociale perché la Procida dei Suoi sogni, quella delle giustizie e dei valori, trionfasse sulla deriva culturale e sul qualunquismo, istituzionale e collettivo, che cercava di farsi spazio; la ricordo nella Sua amarezza quando si accorse che tra i valori da difendere non c’era quello storico ed ambientale dell’area limitrofa a Punta Pizzaco che l’insipienza amministrativa dell’epoca volle profanare con un’ignobile localizzazione di un sito di accumulo e trasferenza dei rifiuti del Comune di Procida.

Ed è proprio su quest’ultimo ricordo – difficile per Lei da trattare per l’accostamento che i detrattori artatamente mettevano in campo tra l’interesse privato e quello pubblico – che afferma la Sua signorilità e la Sua grandezza che riscopro sempre più nelle varie circostante politiche che ci hanno unito; sulla detta scellerata scelta avverto la Sua tristezza per l’incomprensione soprattutto culturale che subiva.

Gioie ed amarezze sono legate alla vita di ognuno, ma per tutti, poi, le gioie fanno dimenticare le avversità e le contrarietà della vita; e così fu anche per Margherita che per la forza interiore che la contraddistingueva si è resa grande anche nel momento del dissenso e dell’amarezza continuando nell’affermazione dei Suoi ideali di sempre; non trascurando mai quelli familiari, di moglie e di madre affettuosa.

La sua morte mi rattrista profondamente e di Lei conserverò un ricordo duraturo e bello perché le idee progressiste di Margherita, che rimane saldamente legata a pagini nobili della politica procidana, lasciano in me un segno indelebile a cui ognuno nel presente e nel futuro potrà attingere se vorrà cimentarsi per una svolta radicale e di sostanza della vita sociale e politica di Procida.

Al marito Luigi, ai figli, al fratello Giosuè ed alla famiglia tutta le mie più vive parole di cordoglio e di affetto.

Le foto di Margherita De Rubertis sono tratte da un articolo di Anna Giordano pubblicato da “Espressioni procidane” on line del 29 dicembre 2012

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