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Marina di Procida: L’Associazione “Marina Grande Isola di Procida” non è più un interlocutore di garanzia

renato marconi marina di procidaIn questi giorni si è riaccesa la discussione sulla disponibilità dei posti barca nel Marina di Procida, per i diportisti procidani rientrati nella “fascia debole” di reddito. Da questo punto di vista, dopo l’emanazione del bando e la “rottura” con l’associazione sportiva “Marina Grande Isola di Procida” abbiamo parlato con l’amministratore delegato di Marina di Procida SpA, ing. Renato Marconi

Ing. Marconi come e perché si arriva all’emanazione di questo bando per l’assegnazione dei posti per i diportisti locali?

Prima di approfondire il tema da Lei posto vorrei ricordare le ragioni originarie dell’impegno della Marina di Procida ad accogliere fino a 100 piccole imbarcazioni ad un canone simbolico che ormai non copre neanche più i costi vivi. (La Concessione Demaniale è nel frattempo cresciuta di oltre il 50%!). All’epoca (2004) Regione, Comune e Società avevano stabilito di garantire a quei diportisti meno abbienti che in numero di circa 60, prevalentemente in estate, occupavano l’area del futuro Marina. Questi procidani, non potendosi permettere miglior ricovero, affrontavano il rischio, allora presente, di una scarsa protezione dal mare.

Io stesso, insieme con l’allora Assessore Regionale Cascetta ed il Sindaco Muro incontrammo queste persone, anziani pescatori o uomini di mare che avevano percorso, da imbarcati, tutti gli oceani e che non volevano privarsi del semplice svago della “pescatina„ giornaliera con natanti  che andavano dai 3-4 metri di lunghezza ai 6 metri (in minima parte).

Il Consiglio Comunale si espresse a protezione di tali concittadini parlando di residenti procidani da lungo tempo e di “fasce deboli„ di reddito, la Regione impose l’obbligo al momento della Concessione Demaniale e la Società, certa di fare cosa socialmente ed eticamente corretta e doverosa, sottoscrisse volentieri. Da allora molte cose sono cambiate e, come spesso accade, sia noi che la Capitaneria di Porto locale abbiamo cominciato a sentire profumo di “furbi”. Molti degli anziani con cui avevamo parlato sono nel frattempo scomparsi ed a rappresentare le  “fasce deboli”  si sono imposte persone che chiamare economicamente svantaggiate è addirittura comico. Ovviamente come diretta conseguenza di questo andazzo i natanti sono cresciuti di dimensione fino a lunghezze di 7,80 m, lontanissime da quelle per cui erano stati presi gli accordi originari.

Negli ultimi due anni al sottoscritto è risultato chiaro che l’Associazione, cui era stato affidato l’assolvimento dei compiti di verifica dei requisiti base, non rispondeva più al proprio impegno, ormai interessata a garantire fasce di residenti per nulla deboli (commercianti, professionisti, pensionati benestanti) e con imbarcazioni di dimensioni sempre maggiori. A tale riguardo non dimentichiamo che il Presidente dell’Associazione, Aurelio Scotto di Perta, fruitore di un posto barca agevolato per un natante di 7,50 m, è un agiato pensionato il cui figlio, giovine brillante ed intraprendente, è uno dei migliori imprenditori dell’Isola e sottolineo migliori.

Verificato pertanto tutto questo, sia da noi sia dalla Capitaneria di Porto, siamo addivenuti allo scioglimento dell’accordo a suo tempo stilato ed a garantire direttamente gli aventi diritto ovvero i diportisti procidani ivi residenti da lungo tempo, appartenenti a fasce di reddito deboli e proprietari direttamente di un natante di piccole dimensioni.

Tali diportisti sono maggioritari nell’Associazione ma non erano più adeguatamente difesi ed anzi venivano cinicamente strumentalizzati. Da ciò il Bando pubblico: vogliamo ritornare ad interloquire solo e soltanto con gli aventi diritto. La fiducia che il Comune e la Società avevano riposto nell’Associazione è stata tradita e non lo diciamo solo noi.

Questo vuol dire che l’associazione sportiva Marina Grande Isola di Procida che dal 2008 ha interloquito con la società di gestione è fuori gioco?

Esatto: l’Associazione Marina Grande non è più ormai interlocutore riconosciuto e valido. Dopo gli esiti dell’indagine di Polizia Giudiziaria eseguita dalla Capitaneria di Porto ha perso la nostra fiducia. Negli accordi si era erta a Garante dei requisiti necessari, visti i risultati di questa “attività di vigilanza”, certamente l’Associazione ha perso tale prerogativa di garanzia.

Potremmo trovarci nella situazione che i diportisti, soci dell’associazione che non rispondono al bando potrebbero ritrovarsi, sempre se rientrano nelle condizioni delle stesso, senza più il posto barca?

Sicuramente si. La partecipazione al Bando è indispensabile per l’assegnazione del posto barca al prezzo simbolico a suo tempo stabilito. Peraltro potrà notare che il Bando è stato strutturato in modo da favorire solo i diportisti a basso reddito, da più lungo tempo residenti a Procida, con imbarcazioni di dimensioni modeste; però salvaguardando e favorendo coloro i quali hanno negli ultimi cinque anni ormeggiato presso di noi.

Questa ritengo sia una decisione di civiltà che taglia fuori completamente furbi e furbetti e che consente il rispetto degli impegni sociali a suo tempo presi.

Certo potrebbe risultare anche vincente nella graduatoria qualcuno proveniente da altre marinerie dell’Isola, ma sicuramente non ci sarà più nessuno dei non aventi diritto.

Ogni anno verificheremo i requisiti e confermeremo il diritto di ormeggio fino al termine della nostra Concessione Demaniale. Solo così, riteniamo, potremo salvaguardare i più deboli dalle mire degli affaristi o degli arruffapopolo.

Quale ruolo sta avendo il Comune di Procida, suo socio al 49%, in questa situazione?

Il Comune di Procida, come sempre, sta seguendo con attenzione la vicenda a garanzia degli impegni a suo tempo presi e tesi a garantire i procidani economicamente più deboli.

In questi giorni giungono voci secondo le quali l’associazione sportiva Marina Grande Isola di Procida avrebbe deliberato di inviare una richiesta alla Regione Campania per chiedere la revoca della concessione in quanto non verrebbero rispettate le condizioni per i diportisti locali. Quale la sua posizione?

Da che pulpito! Relativamente a lettere della Associazione Marina Grande alla Regione aventi come obiettivo la revoca della nostra Concessione sono determinato a difendere la Società sia in sede penale (la lettera contiene evidenti falsità e calunnie), sia civile (il danno emergente sarà valutato dal Giudice e prevedo un importo ingentissimo del quale dovranno rispondere, secondo le norme di Legge per questo tipo di organizzazioni, in solido e personalmente, Presidente e Consiglieri dell’Associazione).

Ritengo infatti che la Legge italiana sia lenta ma giusta e mi sono sempre ad essa affidato con risultati sempre positivi.

La Società ha sempre rispettato gli impegni presi con la Regione e con il Comune ed il Bando ne è una manifesta dimostrazione. L’onere della Marina di Procida è di difendere il diritto di ormeggio dei diportisti locali più disagiati non gli interessi particolari di una Associazione, che peraltro neanche esisteva all’epoca del rilascio della Concessione!

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Un commento

  1. Il sig. Marconi

    ci vorrebbe far credere che le cose stiano come Egli le canta. Ma non penso stiano esattamente cosi.

    Per prima cosa penso,ci sia un “peccato originale”.I PROCIDANI

    tutti,nel momento dell’accettazione,nel 2004,sono stati trattati come dei clandestini,a cui dare un ” contentino ” per metterli a tacere,con il beneplacito di Muro e del sistema camorristico-clientelare della politica regionale e nazionalei.Allora andava bene tutto,ora che è successo?

    Qual’è stato il”motivo scatenante ” che ha prodotto questa inversione di marcia,con l’emanazione del bando?

    Se ci sono state delle irregolarita,bastava sanarle,correggerle, e,invece no! Che è successo veramente?

    Non si sa,qualcuno ipotizza la non piu affidabilita … politica… del Pres.dell’Ass,non lo so,qualcuno mi spieghi…

    Comunque,a parte tutto,quello che piu dispiace a me,è che noi procidani stiamo stati estromessi dalle nostre acque,dai nostri porti,sempre sottomessi al politico di turno come pecoroni….

    invece noi procidani,a mio parere,dobbiamo imparare a essere solidali e a lottare tutti uniti per il .

    bene della nostra gente e di quella che verra.

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