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Procida. Una Montagna di Balle

L’ “emergenza” è tornata a riempire le pagine di tanti giornali (sebbene le province di napoli e caserta non ne fossero mai uscite, in realtà!)
Per comprendere cosa stia in realtà succedendo, giacchè gli articoli dei media non vanno oltre la “sorpresa” di Bertolaso e le versioni ufficiali (protesta dei cittadini “nimby”, forse-la-camorra,…) vale la pena rivedere l’ottimo documentario che InsuTV realizzò oramai molti mesi fa.

[vimeo 6000381]

Riuscirà qualche giornalista a porre un paio di quelle domande giuste che possano fare la differenza tra stampar veline e fare informazione?
ad esempio (voglio suggerirne una io): “visto che nei pochi quartieri dove si fa la raccolta Porta-a-Porta, si raggiungono dati eccellenti perchè non estendere DA SUBITO il servizio in tutta la città?”.

Prchè non avviarla da subito anche a Procida, ma questa volta senza scherzare più e facendo sul serio. La gente è sensibile e preparata.  Dobbiamo renderci conto che siamo corresponsabili di questa situazione e meno rifiuti produrremo (il Sindaco emani subito l’ordinanza per lo STOP all’uso dei sacchetti di plastica, anche con riduzione degli imballaggi e con l’introduzione di buste biodegradabili e incentivando l’uso della sporta di tela/adesione campagna PORTA LA SPORTA, magari lavorando a incentivi per l’uso dei pannolini lavabili e di prodotti alla spina quali latte, detersivi ecc.) meno ne conferiremo in discarica (assurdo distribuire nella mensa soclastica l’acqua in bottiglai di plastica) contribuendocosì a salvare la nostra Regione Campania e le sue terre fertili dal disastro ecologico.

Sopratutto separano la frazione secca da quella umida (sembra che il comune di Procida voglia partire con la raccolta dell’organico in breve tempo, entro questo mese) e recuperando materia. Vigilando che il sacco giallo sia per ora separato bene dagli operai SEPA (aumentare i controli in seno all’azienda) e dopo andando alla separazione a monte dei materiali da differenziare.

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