Procidani a Montecitorio: i “Cugini” Montesi Abbandonano la Nave della Protesta. Straripano le Chiacchiere di Iannuzzi

Il sindaco Iannuzzi Dimentica i Marinai Rapiti, Procida S’Infuria: “Il Suo Appoggio è Solo a Parole

Di Melania Scotto D’Aniello
Redazione Freebacoli

imageSi è svolta mercoledì scorso, in piazza Montecitorio, a Roma la manifestazione di protesta organizzata dal comitato “Liberi Subito” di Procida. I manifestanti si sono recati a Roma per far sentire la propria voce in merito al sequestro della petroliera ‘Savina Caylin’ e della nave mercantile ‘Rosalia D’Amato’, ostaggio da mesi dei pirati lungo le coste della Somalia.

Nella capitale una folla di centinaia di persone ha protestato, sin dalle prime ore del mattino per chiedere al Governo italiano di risolvere il problema degli ostaggi a bordo della navi sequestrate dai pirati ed ancorate sulla costa somala.

Non riesce a partire, da parte delle istituzioni una soluzione utile a sbloccare la situazione. Il troppo silenzio fa male ai familiari dei marittimi tenuti in ostaggio, ormai allo stremo delle loro forze e in condizioni di vita precarie.

I pirati somali, come consuetudine, hanno chiesto un riscatto per restituire nave ed equipaggio e imagesono disposti ad attendere anche dei mesi e anni per raggiungere il loro scopo. Del resto sono giù trascorsi oltre sei mesi dal giorno del sequestro e altrettanti passeranno se nessuno, governo o armatore, pagherà il riscatto. Sei mesi in cui questi undici lavoratori del mare italiani e i loro compagni di sventura indiani e filippini stanno vivendo l’incubo più brutto della loro vita. E’ risaputo che la prigionia in Somalia è un vero e proprio inferno e i marittimi la vivono come animali in gabbia. Il governo e l’armatore sembrerebbero continuare a tergiversare mentre i pirati si mostrano sempre più spazientiti e chiedono solo ‘money, money’.

  • Monte di Procida Diserta la Protesta

imageProfonda delusione da parte di alcuni montesi che si sono stretti attorno al dolore dei “compaesani”, i vicini di casa procidani, nei confronti dei quali il sindaco di Monte di Procida, Franco Iannuzzi aveva espresso tutta la propria solidarietà, insieme con l’Amministrazione da lui capitanata.

Ma, come si suol dire “verba volant facta manent”, nessuna rappresentanza ha fatto sentire la propria voce, non un membro della classe dirigente “intima” del Popolo della Libertà, compagna della politica attuale ma lontana, nella realtà dai consanguinei dell’isola del Golfo di Napoli. La medesima storia, un’unica cultura nonché le stesse tradizioni che da sempre accompagnano i due Comuni posti l’uno di fronte all’altro sembrerebbero essere stati posti nel dimenticatoio da parte dell’Assise nonostante, il più piccolo dei comuni flegrei abbia patito per anni gli stessi dolori, le stesse preoccupazioni.

“Anche i montesi hanno una grande tradizione marinara per questo possiamo capire cosa significa lavorare per mare ovvero il grande sforzo che i nostri compaesani e i nostri amici procidani fanno nello stare per molti mesi a bordo di queste enormi navi- aveva dichiarato il sindaco Iannuzzi solo qualche settimana fa – Bisogna mettere in campo tutte le iniziativa volte alla liberazione ed alla salvezza degli ostaggi. Sono disponibile fin da subito ad appoggiare le iniziative istituzionali che il mio collega procidano Vincenzo Capezzuto voglia intraprendere per chiedere ancora la liberazione degli ostaggi”.

Il sindaco Capezzuto e la sua comunità erano lì mercoledì, però, da Monte di Procida nessuna imagerappresentanza istituzionale siano essi di maggioranza od opposizione. Tanti gli striscioni di denunce, suppliche, affinché i nostri marittimi possano finalmente far ritorno a casa. Ben visibile, a chiare lettere, un manifesto recitava “I MARITTIMI CHE GIRANO IL MONDO NON PORTANO SOLDI AI POLITICI, ECCO PERCHE’VENGONO IGNORATI !!!”. E’ l’evidenza dei fatti e non c’è normativa che tenga. Mandiamo militari in guerra per la pace, non abbiamo una politica di tutela e salvaguardia di chi, per noi, solca i mari sfidando le intemperie e ..purtroppo, ancora nel 2011, gli attacchi di sciacallaggio e pirateria.

Ci si chiede, intanto, come fanno i nostri RAPPRESENTANTI a dormire sogni tranquilli, con la testa sul loro cuscino in piuma d’oca mentre dall’altra parte del letto c’è un “fratello” che piange e, dall’altra parte del mondo, un “cugino” con un mitra puntato alla tempia, sporco, affamato e che potrebbe rientrare nella conta delle vittime che persone, fuori di senno, mietono come fossero cadaveri da collezione. Ma scagliarsi contro le istituzioni sarebbe riduttivo dal momento che, a sostegno delle centinaia di procidani vicini ai lavoratori marittimi sequestrati dai pirati si erano prodigati con tanto di “pubblicità” e “sponsorizzazioni” non poche associazioni del territorio.

ASS MARINERIA MONTESEIn particolare, ad aver ancorato in porto sicuro noncurante della tempesta che c’è fuori, dopo tanto rumors proprio gli “amici” della “Marineria Montese” che con tanto di brochure annunciavano:

“La nostra associazione aderisce all’iniziativa del Comitato procidano “Liberi Subito” per la manifestazione organizzata a Roma il 7 settembre. Tutti i soci, gli amici e i marittimi in genere che volessero aderire all’iniziativa possono confermare disponibilità, entro Sabato 3 settembre, presso la nostra sede sociale al Corso Garibaldi 16, o contattare il nostro Presidente Giovanni Mazzella di Reginella al n. 3387314620. Siate solidali con i colleghi procidani, aderite in tanti”.

Dov’è finita l’associazione? Probabilmente sarà naufragata insieme con i buoni propositi imbarcati sulla marcia zattera della classe dirigente montese!

Melania Scotto D’Aniello
Redazione Freebacoli

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