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“Munnezza Story di Procida”: il servizio e le imprese (seconda parte)

Dopo la prima puntata del: “Munnezza story di Procida” dedicata a Punta Solchiaro , eccoci alla nostra seconda puntata che questa volta tratterà: “il servizio e le imprese” . Buona lettura.

Sul finire degli anni ’80 il servizio di riscossione, spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani sull’isola di Procida era piuttosto macchinoso. Il Comune emetteva la bolletta della TARSU; c’erano gli operatori ecologici comunali per lo spazzamento delle strade; c’era una ditta esterna, affidataria del Comune, che raccoglieva gli RSU  per poi trasferire il tutto nei compattatori, di ancora un’altra ditta, e mandare in discarica (all’epoca sembra che il materiale da trasferire al macero si aggirasse intorno ai 3.400.000.000 di Kg oggi siamo quasi al doppio: dati presenti su infoprocida.net). Nel ‘87, a seguito di una assegnazione per il trasporto in terraferma di cinque mesi ed un corrispettivo superiore ai 400milioni, sbarca a Procida l’impresa SPRA di Ottaviano, che svolgerà il servizio per oltre cinque anni.

Leggiamo cosa scrive “Il Golfo” del 25/03/2003:

Torna sul tappeto una vecchia vicenda che riguarda amministratori di un recente passato. Recentemente la Giunta ha deliberato per proporre al Consiglio Comunale una ipotesi transattiva su una vertenza che vede come protagonista la Ditta SPRA Di Ottaviano che per diversi anni si è occupata della raccolta e trasporto in terraferma dei rifiuti urbani. Con atto di citazione del 21.11.98 il sig.Umberto La Marca nella qualità di Procuratore Speciale della soc. SPRA aveva convenuto in giudizio il Comune di Procida nonché i sigg.ri Aniello Scotto di Santolo, Capezzuto Antonio, Aiello Michele, Retaggio Giacomo, Romano Vittorio, Forestieri Tommaso nella qualità di Amministratori all’epoca dei fatti posti a fondamento dell’Atto Giudiziario. La richiesta della Ditta di Ottaviano consisteva, e consiste, in una somma pari a 936.761.165 delle vecchie lire oltre IVA, interessi legali e commerciali fino all’effettivo soddisfo a far data dal momento dell’esigibilità dei singoli crediti, tutti relativi al servizio svolto per l’Ente. Il Comune ha proposto opposizione all’atto di citazione , cosi come i vari amministratori chiamati in causa che, a loro volta, con esclusione di Forestieri, hanno scaricato le responsabilità sui capi sezione comunali; Il procedimento è tuttora in corso mentre fra le parti è avanzata una ipotesi transattiva che prevede il pagamento di 500.000,00 Euro oltre 7500,00 Euro per spese legali da pagare in 5 anni. Una ipotesi questa giudicata dalla Giunta , proponendola al Consiglio Comunale che dovrà deliberare in merito , praticabile “valutati gli atti e tenuto conto in un’ottica di buon andamento della P.A. che suggerisce la valutazione nel merito dei contenziosi al fine di evitare situazioni peggiorative dal punto di vista economico in caso di soccombenza. Naturalmente nel giudizio dovrebbe aver inciso soprattutto la dilazione del pagamento del credito nonché la mancata aggiunta di interessi legali e commerciali. La SPRA ha ceduto i crediti vantati nei confronti del Comune di Procida al sig. Umberto La Marca . La Giunta ha, quindi, deliberato di : “Accogliere la proposta transattiva e per l’effetto proporre al Consiglio la transazione a titolo omnicomprensivo del contenzioso in premessa specificato per un importo di Euro 500.000,00 da pagarsi in 5 rate anticipate annuali oltre 7.500,00 per spese legali. Il tutto in favore del sig. Umberto La Marca meglio generalizzato in premessa e giusta atto di cessione di credito per notaio Paolo Morelli del 12.7.95 comunicato al Comune di Procida il 23.7.97 n. 12108. 2) Proporre il presente deliberato al Consiglio Comunale per la valutazione e gli indirizzi di competenza. Vedremo, ora, cosa deciderà il Consiglio.”

Da documentazione raccolta, della SPRA di Ottaviano, si legge: http://emilianodimarco.splinder.com/post/22284203:

“[…] Lo studio della commissione, pubblicato nella “Relazione sugli assetti societari delle imprese operanti nel ciclo dei rifiuti”( articolo 1, comma 1, lettera d, legge 10 aprile 1997, n. 97 – relatore: Presidente Scalia), ci consegna un documento fondamentale per leggere e comprendere la complessa trama del business collegato ai rifiuti fino alla fine degli anni ’90 (i dati della relazione si riferiscono agli assetti societari al maggio 1998), utile ancora oggi in attesa del termine dell’istruttoria della DDA sulla vicenda dei rifiuti in Campania.  … La La Marca Enterprise s.r.l., impresa della famiglia La Marca di Ottaviano (NA), è stata costituita nel marzo 1988, posta in liquidazione nel 1997 ma nuovamente attiva dal febbraio 1998, dopo la revoca della messa in liquidazione. Il capitale sociale era di lire 171 milioni e l’amministratore unico risultava essere Diomede Pisanti, subentrato a Pietro Gaeta dal 1990, che risultava essere stato anche amministratore unico della Ines Sud s.r.l. fino al dicembre 1989 e consigliere della Spra s.p.a. sino al settembre 1996.

Spra s.p.a. e Nuova Spra Ambiente s.p.a. sono due nomi della stessa società che si occupano ovviamente di rifiuti. Costituita nel dicembre 1972 come Spra s.p.a., ha cambiato nome nel 1998, fondendosi per incorporazione con la Emas Ambiente del gruppo Colucci Appalti di San Giorgio a Cremano (Na). La sede della società è a Napoli , fino al 1997 nella società figuravano diversi componenti della famiglia La Marca, insieme a membri dei Colucci.

I Colucci, attivi sin dagli anni ’80 nel settore dei rifiuti hanno dato vita nel corso degli anni ad altre società con i La Marca e con membri della famiglia dell’ex sindaco di Ottaviano, Antonio Agostino Ambrosio, detto “Tonino o’ biondo”, la cui amministrazione nel novembre 2009 è stata sciolta per infiltrazione mafiosa, la De.Le.Co., la S.A.I., e la Cooperativa San Marco, colpite da interdittiva antimafia in quanto permeabili “ai voleri della criminalità organizzata e segnatamente al clan Fabbrocino”, inoltre “I collegamenti tra il Colucci e Vittorio Ambrosio (rappresentante legale della De.Le.Co. nonché direttore tecnico della S.a.i. e figlio del consigliere di maggioranza Gennaro Ambrosio), emergono in modo chiaro dalla decisione del Consiglio di Stato laddove si riconosce la presenza occulta del Colucci e del collegamento di questi con il gruppo La Marca collegata alla società Nuova SPRA, anch’essa interdetta ai fini antimafia”.

Da ulteriore fonte:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=34413 (Camera dei Deputati – Senato della Repubblica XIV Legislatura Resoconto stenografico della Commissione d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti: PARTE SEGRETA DELLA SEDUTA N. 26 DEL 10 DICEMBRE 2002, DECLASSIFICATA AI SENSI DELLA DELIBERA DELLA COMMISSIONE DEL 15 FEBBRAIO 2006.), si legge:

[…] La DES è inserita in un organigramma di società che si controllano reciprocamente, in cui spicca la rilevante, determinante partecipazione dei gruppi imprenditoriali facenti capo alle famiglie La Marca di Ottaviano, Colucci e Pisante collegate alla società Nuova Spra gravata da informativa ostativa antimafia, anche in considerazione dell’accertamento di collegamenti indiretti con soggetti collegati al clan Fabbrocino.”

A conclusione di questa del “Mnnezza story di Procida” ci preme sottolineare almeno due aspetti. In primo luogo, considerato la burocrazia italiana, potrebbero essere sopraggiunti ulteriori dispositivi delle Autorità competenti, quali ad esempio sentenze del TAR, Consiglio di Stato, etc. che hanno ribaltato l’interdittiva antimafia a carico dei soggetti riportati in precedenze e per questo saremo ben lieti di darne adeguato spazio qualora ci venissero forniti dai diretti interessati, unitamente a precisazioni o quant’altro ritenessero necessari. In secondo luogo, è doveroso far rilevare come la lettura di alcune relazioni, oggi disponibili su internet, era di difficile reperibilità all’epoca dei fatti considerato che lo sviluppo di internet è cosa assai recente.

Certo rimane una domanda: Ma è possibile che in un lasso di tempo così ampio, nelle alte sfere, nessuno abbia mai segnalato o saputo nulla?

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