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Napoli: La Ceramica Bauhaus, una finestra sul modernismo

NAPOLI – La Ceramica Bauhaus, una finestra sul modernismo, è il nuovo appuntamento nell’ambito delle mostre autunnali, organizzate dalla Galleria Arti Decorative di Napoli; dal 13 ottobre, sono riunite per la prima volta a Napoli, 23 pezzi di ceramica provenienti da collezioni private.

La mostra a cura di Giorgio Napolitano, Stefano Causa e Maria Grazia Gargiulo, viene accompagnata dalla realizzazione di un piccolo catalogo. Questa è un esposizione che suggerisce e invita a riflettere su realtà artistica, studiata ma poco visibile.

Essa introduce per la prima volta a Napoli e probabilmente in Italia il capitolo ceramico dalla scuola del Bauhaus. E’ importante sottolineare che la relazione tra arte, artigianato ed industria è il punto cruciale dei principi produttivi del direttore della scuola Walter Gropius e caratterizzante già la prima fase dell’attività del Bauhaus. L’artigiano avrà un nuovo ruolo più aderente alle necessità del mercato; egli farà lavoro di ricerca, di progettazione, mantenendo vivo il rapporto tra oggetti e tradizione; nelle officine laboratorio produrrà modelli standard e prototipi che saranno successivamente realizzati nelle fabbriche industriali.

Come non vedere in questa prospettiva l’evoluzione del moderno design!

Stefano Causa scrive: Il pretesto della mostra è documentare, per excerpta, i passaggi stilistici da una sede all’altra di quella scuola. Ma a guardar bene la sequenza dei pezzi esposti offre una veduta angolata sull’arte mitteleuropea tra le due guerre. Vi sono episodi di rapacità creativa (nelle alzate, databili tra il 1923 e il ’29, di Margarete Hyman Loebstein si rivedono, per gemmazione o rapina, soluzioni di Kandinsky). O si scoprono giochi metamorfici (i disegni dei piatti di Louise de Laporte Harkort, collocabili nella seconda metà degli anni ‘20, alludono a profili di gasteropodi). E vi sono, naturalmente, maestri e caposcuola: Otto Lindig, morto nel 1966 e direttore del laboratorio di ceramica a Weimar; nonché lo svizzero Werner Burri.

Ma quante volte si era vista a Napoli la ceramica del Bauhaus? Sono una ventina di oggetti selezionati in un intervallo di circa un ventennio (dal 1919 al ’30) e che dialogano in una galleria corsara che, da anni, spinge, con alterno riscontro e altrettanto coraggio, sul pedale delle arti decorative di primo ‘900. Come a dire: l’unica finestra napoletana sul cortile dell’Art Deco e del modernismo. Io mi affaccerei volentieri….”

I visitatori rimarranno affascinati dalla proposta dei curatori, il percorso che sarà allestito con ceramiche, presenta anche un’importante esposizione dei libri dedicati al Bauhaus, con una serie di immagini che hanno accompagnato la storia del Bauhaus.

Questa mostra sarà occasione per suscitare nuove riflessioni su uno dei movimenti artistici più indagati del Novecento.

Successivamente all’inaugurazione saranno dedicate due giornate di studio e un dibattito sul Bauhaus, nel giorno 18 ottobre, una conferenza sarà lo spunto per un dibattito sul Modernismo.

 

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Un commento

  1. …Mi raccomando agli organizzatori della mostra di ceramiche d’inizio secolo…non esponete i preziosi pezzi in sale dove il biglietto d’ingresso scoraggi i meno abbienti..la mostra e’ per tutti e da tutti ” deve essere fruibile ”
    Un suggerimento sarebbe esporli al MADRE dove il lunedì e’ ingresso libero o al PAN dove non si stacca biglietto d’ingresso . Oppure dove ci sia almeno un giorno settimanale ad accesso libero . Saluti per tutti .

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