Home > Perchè il Comune cede le quote di partecipazione in Isola di Procida Navigando. Lettera aperta del vice Sindaco Luigi Muro

Perchè il Comune cede le quote di partecipazione in Isola di Procida Navigando. Lettera aperta del vice Sindaco Luigi Muro

Riportiamo la lettera aperta sulla questione “Marina di Procida”, che il vice Sindaco Luigi muro ha inviato al Sindaco, algi Assessori e Consiglieri Comunali, al Difensore civico, ai Partiti politici, alle Associazioni del settore e alla Stampa.

Egr. Sigg.ri

Alla ripresa delle attività dopo la pausa estiva sento la necessità di indirizzarvi la presente lettera che contiene una serie di considerazioni su una questione che nei prossimi tempi sarà centrale nel dibattito istituzionale e politico di Procida.

Mi riferisco alla pubblicazione del bando volto alla acquisizione di dichiarazioni di interesse all’acquisto del pacchetto azionario di minoranza di cui il Comune di Procida è detentore nella società Isola di Procida navigando spa.

Dopo aver lavorato per circa dieci anni da Sindaco e negli ultimi anni quale delegato ai porti turistici ritengo giusto e doveroso lasciare una traccia scritta delle considerazioni che ci hanno spinto ad adottare la delibera in oggetto al fine di contribuire non solo al giusto e fisiologico dibattito in corso ma soprattutto per mettere ciascuno innanzi alle proprie presenti e future responsabilità ,senza tanti giri di parole.

Orbene non voglio scendere nell’autocelebrazione ricordando come sin dal 1997 ,grazie ad un finanziamento della giunta Rastrelli,si è proceduto ad affrontare ,tra i tanti interventi strutturali poi eseguiti, il nodo strategico della ultimazione del porto turistico di Sancio cattolico.

Tale opera aveva visto il suo concepimento nel lontano 1978 e da anni versava in uno stato comatoso nel quale proliferava degrado e abusivismo.

Le opere sono state realizzate fino a quando ,all’inizio degli anni 2000,la Regione Campania,titolare del potere concessorio, costituendo la società di scopo “ Campania Navigando ”ha indicato al Comune la costituzione della società “ Isola di Procida navigando spa”.

La Regioni ,a fronte di espresse richieste da parte del Comune,ha sin da subito messo in chiaro che la sua società di scopo dovesse avere il controllo ( 51 %) della società. Il Comune è riuscito ad ottenere la sottoscrizione di un protocollo di intesa che salvaguardi i diritti della comunità e le ricadute territoriali.

Tale posizione della Regione è stata di recente (inaugurazione del porto del luglio scorso) confermata pubblicamente dall’assessore Cascetta.

Questa è la storia,per grandi linee,che ha portato alla nascita della società che gestisce il porto ed alla realizzazione del porto turistico stesso.

Non è questa la sede per discutere di altro e pertanto,dichiarandomi disponibile ad affrontare tutte le tematiche in un dibattito pubblico,vorrei limitare questa mia alla attuale vicenda della cessione del pacchetto azionario in capo al Comune.

Prima di tutto è bene ribadire che la legge finanziaria del passato governo impone agli enti locali di procedere alla cessione delle quote azionarie delle società partecipate non aventi fini istituzionali.

Infatti il Comune ha l’obbligo di mettere sul mercato anche altre società, come parco letterario ecc., cosa che è in corso di esecuzione.

Fuori luogo è il richiamo allo Statuto comunale da parte di chi avversa la cessione sia perché lo Statuto NON può derogare da una legge sia perché lo Statuto Comunale contiene principi generali e non richiami a società specifiche come appunto quella del porto.

In giro c’è tanta confusione,un po’ diffusa in mala fede,un po’ per scarsa informazione, un po’ per la cronica incapacità delle amministrazioni di comunicare le proprie scelte amministrative.

E’proprio per questo che cerco di mettere in chiaro i concetti ispiratori della nostra scelta non prima di aver stigmatizzato alcune semplificazioni fuori luogo e certamente in mala fede perché provengono da settori politici e imprenditoriali che sanno bene come stanno le cose.

LA PRIMA FALSA SEMPLIFICAZIONE è quella secondo cui l’Amministrazione sta procedendo alla vendita del porto!

Questa affermazione è FALSA:

1. il Comune non vende il porto in quanto non è proprietario dello stesso!

2. Il Comune non vende il porto in quanto non è gestore dello stesso essendo titolare del pacchetto minoritario della società.

IL COMUNE STA PROCEDENDO A VERIFICARE LA POSSIBILITA’ DI CEDERE IL DETTO PACCHETTO AZIONARIO COME DA PRECISO OBBLIGO DI LEGGE!!!

Ma c’è di più !

Io sostengo con la forza della ragione e mi rivolgo a tutti coloro che vogliono affrontare il problema con la necessaria onestà intellettuale,che la cessione delle quote di minoranza della società in oggetto può trasformarsi in una operazione virtuosa per la comunità isolana.

Prima di spiegarne le ragioni vorrei ricordare quali sono le motivazioni che spingono a creare un porto turistico :

1. creazione di un forte indotto turistico-commerciale;

2. creazione di posti di lavoro diretti ed indiretti;

3. possibile utile per le casse comunali,laddove il Comune sia socio.

Orbene, NESSUNA di queste tre motivazione è scalfita dalla annunciata cessione delle quote: infatti i primi due obiettivi sono ottenuti per la sola esistenza del porto turistico che oramai è una realtà al di là del soggetto proprietario, il terzo abbisogna di un ragionamento più complesso ma facilmente comprensibile.

Il vantaggio per le casse comunali potrebbe essere rappresentato dalla divisione degli utili derivanti dalla gestione della società che ( come si sa….. ) è calcolato depurando gli incassi da tutti gli oneri compresi quelli fiscali, di investimento ecc.

Diversa è la gestione del piccolo privato le cui dinamiche non interessano la presente discussione che affronta una società a capitale pubblico e quindi rigidamente sottoposta al rispetto delle leggi,anche fiscali.

Chi vuole ragionare seriamente sa bene che con la cessione delle quote di minoranza il Comune potrebbe eliminare i mutui che gravano sul bilancio per circa 700.000,00 euro all’anno ed affrontare situazioni debitorie derivanti da antichi e meno antichi contenziosi di cui ci è sempre fatti carico nel principio della continuità amministrativa.

Solo per esempio si ricorda che nel 1996/97 l’Amministrazione Muro fu costretto a contrarre un mutuo con lo Stato per sanare il precedente dissesto per l’importo di circa euro 4.000.000.

E nel corso degli ultimi 10 anni ha dovuto fronteggiare sentenze derivanti da vecchi contenziosi ( es. casa comunale, Scuola media,punta Solchiaro ecc.).

L’esempio di punta Solchiaro valga per tutti: Il Comune per anni ha sversato su quel lembo magnifico della nostra costa i rifiuti che ivi venivano anche bruciati.

Non tutti sanno che quella proprietà era privata!!!

Era ovvio che i proprietari intentassero causa al Comune che fu condannato a restituire il terreno ed a pagare circa 1.800.000.000 di lire di danno.

Dopo una lunga trattativa la punta Solchiaro è divenuta di proprietà del Comune che ha pagato invece di un miliardo e ottocento milioni per poi restituirla, circa 1 miliardo per diventarne proprietario!!!

Ritornando al discorso principale,se il Comune riuscisse,cedendo le quote,a non pagare più i circa 700.000 euro all’anno di mutui le sue casse avrebbero un utile certamente maggiore del miglior utile preventivabile dalla gestione del porto.

Infatti non pagando più tale somma è come se entrassero 700.000 euro di utile!!!

Se a questo si aggiunge la eliminazione di contenziosi che, con la possibilità di effettivo pagamento derivante dalla liquidità ,potrebbero chiudersi a prezzi vantaggiosi si comprende come una operazione obbligatoria per legge possa trasformarsi in una cosa virtuosa.

Si potrebbe obiettare : chi garantisce che l’Amministrazione usi il ricavato per tali nobili ragioni?

La risposta è semplice : è sufficiente una delibera di Consiglio comunale che vincoli la destinazione della somma ricavata a tali obiettivi!

Ma, a parte quanto innanzi,c’è in campo un rischio ben più forte per gli interessi del Comune: ipotesi che va messa “nero sul bianco” a futura memoria!

E’ notorio ai più che è in corso una privatizzazione delle società nazionali che potrebbe portare nel giro di poco tempo la società “ madre” Italia navigando spa( che detiene l’80 % di Campania navigando) a collocare sul mercato le sue partecipazioni.

In tale ipotesi,che certamente non dipende dalla volontà dell’Amministrazione comunale,potremmo trovarci in breve tempo un socio di maggioranza privato che potrebbe a colpi di aumento di capitale ( non sostenibili dal socio Comune) estromettere il Comune stesso dalla società o limitarne fortemente la presenza.

Questa ipotesi,lungi dall’essere un mero spauracchio,rientra nella normale gestione delle società e causerebbe al Comune un vero e proprio danno oltre che una beffa per non aver saputo leggere gli eventi in maniera preventiva nonostante i segnali chiari che provengono dai Governi ( anche di colore diverso) rispetto alle privatizzazioni.

Io mi sottraggo dal puerile,maligno e superficiale modo di ragionare di alcuni e pertanto sia pure con estrema attenzione, con animo non certamente felice ma con il senso di responsabilità che a mio avviso distingue un amministratore serio da un capopopolo senza obiettivi, ho provato a spigare le ragione vere sottese all’adozione di tale deliberato.

Mi auguro che le persone che vogliano migliorare il dibattito e le proposte ancora in campo siano sufficientemente responsabili per isolare i mestatori e coloro che giocano al “ tanto peggio tanto meglio”.

Procida, 30.9.08

Cordiali saluti

Luigi Muro

Potrebbe interessarti

Pubblicato nella radio del Procidano il Consiglio Comunale del 30 aprile 2014

In questo Consiglio: Esame ed approvazione del rendiconto finanziario 2013; Modifiche ed integrazioni Regolamento Consiglio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *