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Perché è stato spostato il dipinto di S. Antonio Abate?

sant-antonio-abate[1]Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta, scritta il 4 giugno scorso dalla nota artista procidana Antonietta Righi ed indirizzata a Don Vincenzo Vicidomini, parroco della chiesa di S. Antonio Abate, avente ad oggetto la rimozione della tela raffigurante il Santo e realizzata dalla stessa Antonietta Righi.

“Mi è giunta notizia, ed ho constatato di persona, che dopo meno di un anno, è stata rimossa, dalla parete sovrastante l’altare maggiore della Chiesa omonima, la tela raffigurante S Antonio Abate, da me realizzata a titolo di devozione, su commissione del precedente parroco, Padre Juan.

Il dipinto è stato progettato e realizzato con dimensioni e prospettiva per quella allocazione.

La nuova sistemazione sulla parete retrostante una delle porte interne laterali d’ingresso la rende non visibile a chi entra e, viste le notevoli dimensioni del dipinto, di pessima osservazione per chi esce, sia per l’impatto a breve distanza che per assenza di adeguata prospettiva.

Ignoro i motivi che hanno determinato tale decisione che se fosse conseguenza di un Suo personale giudizio, evidenzio come ad esso sia stato sacrificato il dovuto rispetto verso chi ha profuso impegno e devozione, al servizio della fede.

Ove, infine, fosse dettata dalla volontà di mortificare un segno lasciato da Padre Juan,  sarebbe un gesto veramente miserevole. Personalmente voglio continuare a non voler credere alle voci di continui litigi e dispetti tra alcuni dei pochi preti che ancora operano nell’isola e che contribuirebbero all’allontanamento crescente dei credenti praticanti.

Volendo, per tutto quanto innanzi, ritenere che la rimozione sia avvenuta per motivi di altra natura, mi permetto invitarLa, anche se non dovesse ritenere meritevole di rispetto la mia opera, il mio impegno e le mie modeste capacità artistiche, a voler considerare la possibilità di una migliore allocazione della tela, più consona e più rispettosa del Santo stesso raffigurato e cercare di mettere il Signore nella parte più alta del nostro cuore. Filiali saluti. (Antonietta Righi)”.

Ovviamente saremo ben lieti di ospitare qualsivoglia replica o chiarificazione da parte dei diretti interessati.

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5 commenti

  1. si dice che a pensare male si fa peccato, io questo peccato voglio farlo deliberatamente, un terno non l’azzecco, ma sono certo che il tutto è scaturito dal fatto che il quadro in questione sia stato commissionato da PADRE JUAN e non dall’attuale parroco…..per cui se 2 + 2 fa 4 non c’è da meravigliarsi se si fa un altro sgarbo a PADRE JUAN che tanto e molto si è distinto nelle comunità in cui ha svolto la sua missione al servizio della gente e dei bisognosi……..sapete tra i pochissimi sacerdoti presenti sull’isola credo che la sola cosa imperante sia l’invidia contro la quale tante e molte volte si è scagliato l’attuale Pontefice……..ma come suol dirsi ra na recchia me trase e rall’ate m’esce

  2. Non sono di Procida ma frequento l’isola da molti anni, ho avuto modo di apprezzare la tela di Antonietta Righi nella chiesa di Sant’Antonio trovandola ricca di quella magia e sensibilità che nasce nell’animo di un’artista al di sopra di ogni intrigo. Trovo molto strano che qualche insano motivo, molto lontano da quanto predicato da Gesù, possa aver causato la rimozione dall’altare maggiore del dipinto.

  3. guglielmo taliercio

    anna moscatelli
    La decisione di rimuovere dall’altare maggiore il dipinto che la Signora Righi, con tanta generosità e devozione, ha donato alla chiesa di S.Antonio Abate è un’offesa, oltre che ai fedeli, anche all’isola di Procida che ha dato i natali ad un’artista del calibro della nostra Antonietta. Antonietta, nonostante il suo grande talento, è una delle persone più umili e semplici che io abbia mai conosciuto, e, in un mondo di palloni gonfiati tutto fumo e apparenze, merita a pieno titolo che una delle sue opere abbellisca una delle chiese dell’isola. Le auguro che, in quest’inizio d’estate, il buon senso alla fine prevalga e che il parroco regali nuovamente ai fedeli la gioia di entrare in chiesa e poter ammirare il dipinto nell’unica sua collocazione possibile.
    Grazie per l’ospitalità

  4. BRAVO GUGLIELMO….SPERIAMO DAVVERO CHE PREVALGA IL BUON SENSO E CHE L’OPERA SIA RICOLLOCATA AL SUO POSTO……..E NON PREVALGA LA CATTIVA ABITUDINE ANCHE DA PARTE DEL CERO COME NELLA POLITICA…….QUEL CHE FACCIO IO E’ BENE E QUELLO CHE FANNO GLI ALTRI SIA DA BUTTARE

  5. Antonietta Righi

    …non ho ancora ricevuto risposta alla mia accorata lettera, né dal membra vice domini, né tanto meno dai vari rappresentanti sia ecclesiastici , che inevitabilmente si ricordavano di me per esigenze di lavori di restauro, che comunali.Ringrazio tutti cordialmente per l’attenzione data a questo mio problema fino ad ora irrisolto! Antonietta Righi.

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