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Pio Monte dei Marinai: “Opera Pia laicale di patronato esclusivo del ceto marinaro di Procida”

PROCIDA – Venerdì scorso, presso la sala consiliare “V. Parascandola, si è tenuta una seduta di Consiglio Comunale “aperta” per affrontare la questione relativa al nuovo Statuto del Pio Monte dei Marinai. Dalla discussione è stato redatta una delibera, votata all’unanimità, che di seguito riportiamo:  “IL CONSIGLIO COMUNALE,

Premesso: Che nel 1617, su iniziativa degli armatori di bastimenti della marina mercantile di Procida, venne istituito il “PIO MONTE DEI MARINAI”, ovvero un’associazione di mutuo soccorso composta dai proprietari di imbarcazioni e marinai di fede cattolica che si impegnavano a corrispondere “una quadra di parte dei guadagni” al fine di sostenere i marinai poveri e le loro famiglie e di riscattare quelli caduti prigionieri dei pirati;

che tale Ente venne ufficialmente riconosciuto dal Viceré del tempo con l’approvazione dello statuto costitutivo in data 12 aprile 1617 con tutti gli specifici assetti di funzionalità, durata e modalità di elezione e rinnovo del suo governo prevedendo, tra l’altro, l’acquisizione di immobili per i marittimi poveri, nonché la costruzione di una Chiesa in onore della Madonna della Pietà, San Giovanni Battista e San Leonardo, e fissando, infine, i criteri di esecuzione delle “opere di carità e le altre cose somiglianti”;

Che, successivamente alla proclamazione del Regno d’Italia, il Pio Monte venne regolato al pari delle altre istituzioni pie laicali, dalla legge del 3 agosto 1862 (“legge Rattazzi”) sull’amministrazione delle opere pie;

Che, al fine di scongiurare la sua soppressione, il Consiglio Comunale di Procida in data 19 settembre 1871 compilò e approvò un nuovo statuto organico del Pio Monte, successivamente su proposta  del Ministro degli Interni (Lanza), con Regio Decreto firmato da Vittorio Emanuele II Re d’Italia, composto da 45 articoli che definiva, all’art.1, il Pio Monte dei Marinai di Procida un’”Opera pia laicale di patronato esclusivo del ceto dei padroni, capitani e marinai delle diverse barche, feluche e tartane esistenti in quell’epoca”; precisando altresì che l’Ente aveva lo scopo, di dar vita ad opere di carità e beneficienza a favore di coloro che appartenevano al ceto marinaro e loro figli e congiunti ,e che oltre di eseguire pratiche di pietà e religione;

Che, nonostante la sua natura e la consistenza del suo patrimonio, il Pio Monte non venne inserito negli enti previsti dalla legge del 17 luglio 1890 (legge Crispi) di riforma delle opere pie e istituzione delle I.P.A.B. (Istituzioni Pubbliche Assistenza e Beneficienza);

Che viceversa, successivamente alla stipula dei Patti del Laterano dell’11 febbraio 1929, con Regio Decreto del 18 maggio 1939 n.1199 venne dichiarato il suo prevalente scopo di culto e religione e quindi riconosciuto come “Confraternita Pio Monte dei Marinai”;

che, a seguito dell’accordo di revisione del concordato Stato-Chiesa del 1929, stipulato in data 18 febbraio 1984, la Repubblica Italiana emanò la legge del 20 maggio 1985 n.222 sugli Enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, con la quale la Confraternita Pio Monte dei Marinai chiese, in quanto Ente Ecclesiastico già riconosciuto, l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche presso il Tribunale di Napoli (n.264 del registro delle persone giuridiche) ai sensi dell’art.6 della su richiamata legge 222/1985, registro attualmente gestito dalla Prefettura di Napoli;

Sottolineato che da circa 50 anni il Pio Monte dei Marinai di Procida non viene amministrato da un governo ordinario eletto dall’assemblea generale dei marittimi, ma da un commissario nominato dalla Curia Arcivescovile di Napoli, sostituendo un commissario con un altro commissario, senza soluzione di continuità;

Che la natura di Ente Ecclesiastico avente finalità prevalente di solidarietà e beneficenza è documentata dallo statuto che risale al 1871 (attualmente vigente) nonchè dalla continua e concreta azione messa in atto sempre anche dai commissari curiali, come si evince, “ad abundantiam”, dalle relazioni dei commissari curiali Cap. Scotto di Carlo Nicola e Ing. Carabellese Mario rese al termine del loro incarico;

che la natura di ente con attività prevalente di assistenza e beneficenza, venne evidenziato anche nel ricorso alla Commissione Tributaria di Napoli, presentato nel 1991 dall’allora Commissario del Pio Monte avv. Marcello Truoiano, per ottenere il riconoscimento dall’esenzione INVIM di circa 400.000.000 di lire e che tale ricorso venne accolto dalla Direzione Generale dell’Agenzia delle Entrate della Campania ai sensi dell’art.25 del D.P.R. 643/72;

che peraltro l’eventuale deposito di Statuto redatto unilateralmente non appare sufficiente ad impedire la possibilità di estinzione dell’Ente con le conseguenze previste dal disciplinare provvisorio delle Confraternite della Diocesi di Napoli   e dalla circolare della C.E.I. n.28 del 1°marzo 1999.

Rilevato

che nel novembre 2018, a seguito della sottoscrizione di circa 1500 firme da parte dei marittimi procidani o loro congiunti e discendenti, nonché dal Sindaco in carica e da cinque Sindaci emeriti, e di diverse assemblee pubbliche, fu inviato All’Arcivescovo di Napoli la richiesta di una modifica condivisa dello Statuto del Pio Monte dei Marinai per adeguarlo ai tempi attuali e favorire la gestione ordinaria del Pio Sodalizio;

che a tal fine venne costituito un Comitato di Consulenza formato dal Sindaco e/o suo delegato nonché dagli ex sindaci presenti sul territorio e dai presidenti delle Associazioni marittime di Procida o loro delegati e da un rappresentante la civica Assemblea;

che il suddetto Comitato per circa un anno si è incontrato a Napoli presso gli Uffici Curiali e a Procida con i responsabili dell’Ufficio Arciconfraternite della Diocesi al fine di addivenire a una riforma condivisa dello Statuto del Pio Monte dei Marinai;

che in data 18 ottobre 2019, il Direttore dell’Ufficio Diocesano Arciconfraternite chiedeva al Sindaco di: “… voler trasmettere a questo Ufficio eventuali spunti e riflessioni che, a Suo parere, potrebbero assumere rilevanza ed essere perciò accolti nell’emanando nuovo testo statuario…” ritenendo che il Comitato in parola non avesse valore rappresentativo;

rilevato, viceversa, il pieno valore rappresentativo del suddetto Comitato stante altresì la partecipazione dell’Amministrazione comunale nella persona del Sindaco pro tempore;

che il carattere del Pio Monte dei Marinai di Procida, quale Associazione Pia Laicale, avente prevalente finalità di mutuo soccorso, beneficienza e solidarietà per il ceto marinaro di Procida nonché attività religiose, si evince dall’art. 2 co.2 della L. 222/1985, tenuto conto di quanto disposto dall’art.16 della stessa legge; così come dallo statuto dell’Ente approvato con Regio Decreto del 1871 ed attualmente vigente, nonché dalle concrete azioni e dalla costante prassi amministrativa, come evidenziato e specificato e che in ogni caso il presunto prevalente carattere di religione e culto deve essere (ai sensi degli artt. 2 e 16 della L. 222/1985): “accertato di volta in volta”.

Visti gli artt. 2,3,6 e 16 della legge n. 222/1985

A voti unanimi, espressi nei modi e nelle forme di legge

DELIBERA

1) di ritenere la suddetta premessa parte integrante del presente atto e di intraprendere tutte le attività necessarie con la Curia al fine di addivenire a una versione condivisa dello Statuto del Pio Monte dei Marinai di Procida, quale Associazione Pia Laicale, avente prevalente finalità di mutuo soccorso, beneficienza e solidarietà per il ceto marinaro di Procida nonché attività religiose, ai sensi dell’art.2 co. 2 della L222/1985, tenuto conto di quanto disposto dall’art. 16 della stessa legge;

2) Ribadire ulteriormente “ad adiuvandum” il prevalente carattere di “Opera Pia laicale di patronato esclusivo del ceto marinaro di Procida”;

3) Ratificare le attività e le risultanze del Comitato e a delegare per tutto quanto sopra il Comitato composto dal Sindaco e/o suo delegato, il Presidente del Consiglio Comunale e/o suo delegato nonché gli ex Sindaci presenti sul territorio, dai Presidenti delle Associazioni marittime di Procida o loro delegati rappresentanti il ceto marinaro e un rappresentante civico dell’Assemblea dei cittadini;

4) Inviare copia a Sua Eminenza Cardinale Crescenzio SEPE, Arcivescovo Metropolita di Napoli e ai componenti il Clero di Procida, la volontà unanime del civico consesso, massima espressione democratica della comunità procidana, precisata nel presente ordine del giorno, per dare continuità al lavoro finora svolto dalla Direzione Diocesana delle Arciconfraternite con il Comitato Pro-Pio Monte dei Marinari di Procida”.

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Un commento

  1. BUONGIORNO MI RIVOLGO AI GIOVANI AFFINCHE’ SI INTERESSINO MAGGIORMENTE ALLE VICENDE DI UN ENTE CHE FA PARTE DELLA NOSTRA MEMORIA .
    GRAZIE
    DOTT. MAURO RUOCCO
    COMITATO PIO MONTE MARINAI

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