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Politica procidana tra Demoni e Santi

michele romanoDi Michele Romano

Nel valutare con attenzione gli interventi riportati dalle pagine di questo giornale dei maggiori protagonisti della politica procidana, anche in prospettiva delle elezioni comunali del 2015, mi è venuto in mente un passaggio di un racconto mitologico che qui, letteralmente espongo. Un giorno, il diavolo se ne stava seduto tutto triste sotto un albero. Passò un santo, lo guardò e disse: abbiamo sentito dire che tu non riposi mai, sei eternamente occupato a fare del male in un posto o nell’altro. Cosa te ne stai a fare seduto sotto un albero? Il diavolo, con aria depressa, rispose: sembra che il mio lavoro sia stato preso dai preti, e io non ho più nulla da fare, sono completamente disoccupato. A volte medito il suicidio, perché questi preti fanno davvero un bel lavoro e hanno trasformato la libertà in una prigione, la verità in una serie di dogmi; hanno trasferito tutto dal piano della consapevolezza a quella del sonno. Salvando l’innocenza dei sacerdoti locali, bisogna dire che la tipologia di questi abiti talari è su misura per i nostri cari amici politici, perché alcuni ostentano una dimensione immemore della condizione in cui versa l’isola sotto la loro ventennale guida, altri propongono il cambiamento attraverso la sostituzione delle famiglie che veramente hanno tenuto banco sul territorio in modo devastante, con altri gruppi familiari (salvando solo quella dell’attuale sindaco) che bussano alla porta del potere. Certamente con queste prospettive vedo buio pesto per i prossimi e futuri destini della nostra Terra. Ma la presenza micaelica induce alla speranza perché ci sono pregevoli risorse sommerse che aspirano al profondo e radicale cambiamento di cui si ha bisogno che sta nell’assioma che “il NOI prevalga sull’IO”. Di ciò ne ho avuto conferma colloquiando con un giovane insegnante nonché artista e vice presidente del Consiglio Comunale che mi ha rappresentato le proprie modalità dell’impegno pubblico come spirito di servizio, valore aggiunto con specifiche competenze e non come mestierante con tutte le serie conseguenze del caso.

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2 commenti

  1. Debbo confessare il mio peccato,

    leggo sempre gli articoli di M. Romano ,perchè, principalmente ,non mi annoiano mai…

    Infatti ….,i discorsi sono sempre gli stessi,le tautologie pure,i canovacci degli scritti seguono sempre la stessa linea,le conclusioni ,pure…

    mi pare di leggere sempre lo stesso libro…, e,gli attacchi mirati sempre allo stesso obbiettivo…
    non c’è da stupirsi…., oltre.. non si va.
    Non c’è mai una disamina critica e obbiettiva ,delle cose e dei personaggi,mai autocritiche..,nemmeno l’ombra di un ragionamento a 360 gradi,

    sempre e solo invettive…

    Ho l’impressione che la presenza micaelica ,in questo caso, c’entri ben poco….

  2. Capt. Gennaro CIBELLI

    Carissimo Michele Romano,
    apprezzo sempre i suoi scritti, li trovo intelligenti ed interessanti, però di tanto in tanto sono mirati e di parte, come ad esempio quest’ultimo!
    Cerchi di essere più obiettivo e realistico ed eviti di tirare l’acqua al suo mulino!
    Procida non ha bisogno affatto di ciò, Procida al contrario ha bisogno di un progetto serio e condivisibile da mettere in atto e realizzare le più breve tempo possibile.
    Le persone contano ben poco, serve uno sforzo comune per far emergere appunto quelle risorse preziose di cui la nostra amata isola è ricca!
    Solo così si può invertire una rotta tracciata male, anzi malissimo, da colui e, non smetterò mai di ripeterlo, l’Avv. Luigi Muro che da vent’anni ha condotto Procida su una secca, quella del fallimento le cui falle purtroppo sono ben visibili agli occhi di tutti! Anzi di tutti i Procidani veri!

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