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Le primarie strumento partecipativo per risollevare le sorti dell’isola

partito democratico procidadi Michele Romano

La proposta delle “Primarie” non è una questione di lana caprina ma di sostanza in quanto risponde all’urgente esigenza di cambiamento nel modo di amministrare l’isola, impantanata in una melma di disservizi che pongono a rischio la vivibilità della collettività. Tale situazione, nel corso degli anni, è stata alimentata, tranne rare eccezioni, da uno strisciante conservatorismo consociativo, da cui si evince, come affermava il filosofo Hegel, che tutte le vacche sono nere, per cui è risultato omologabile l’approccio verso l’organizzazione, eccetto scaramucce per meri interessi personali, sull’organizzazione di servizi vitali ed essenziali per la “Polis” (socio-sanitari, comunali, trasporti, ambientali, etc). Esempio illuminante è rappresentato delle ultime elezioni del 2010, in cui, le candidature al Consiglio Comunale, potevano essere intercambiabili (perché indifferenti a qualsiasi opzione politica), escludendo l’esemplare e nobilissima figura del caro Peppino Cioffi e, chi veniva da una militanza politica riconosciuta, come Dino Ambrosino e qualche altro. Gli effetti nocivi di tale ambigua promiscuità stanno davanti agli occhi di tutti, osservando lo stato pietoso in cui versano i settori sopraindicati. Ecco perché, per il bene della comunità, un confronto partecipativo fatto di idee, di valori, di contenuti, di progetti, di linee guida, possa far emergere, anche nella diversità dei profili soggettivi che, insieme si sottoporranno alla valutazione dei cittadini, una visione chiara e limpida di come affrontare e cercare di migliorare le problematiche territoriali e come orientare il futuro prossimo sotto lo sguardo mikhaelico.

Il grande sociologo Bauman ritiene che esistono tre categorie di persone: gli ottimisti, i pessimisti e gli speranzosi. Il mio augurio che diventi maggioranza questa ultima dimensione perché, a differenza delle altre due, tutte dentro una visione di becero individualismo, apre il cuore e la mente verso gli altri. Cosa vuole significare questa digressione? Deve passare la consapevolezza che il flusso di una via democratica permanente è il percorso obbligato per costruire il bene comune.

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3 commenti

  1. *******ATTENZIONE QUESTO COMMENTO PROVIENE DAI PC DEL COMUNE DI PROCIDA******
    Caro Michele vorrei se mi è consentito fare qualche breve considerazione. Ma Tu sei la stessa persona che si candidò a Sindaco con un progetto di grande aggregazione a sinistra ( UNIONE PER PROCIDA) che oltre a perdere le elezioni,nel corso della consiliatura disunì tutti gli aderenti a quella aggregazione politica? Quindi se ciò dovesse corrispondere al vero mi farei un attimo un esame di coscienza e penserei ha non suggerire ciò che non sono stato in grado di fare.

  2. Ora mi spiego

    perchè la sinistra non vincerà mai.

    Buttandola,anch’io ,in filosofia,penso,che sarebbe meglio scendere dall'”etereo aristotelico”

    ,professato da Romano, al “terrestre fattibile”( di geppino p.).

  3. Giancarlo Di Marco

    credio che le categorie di baumann siano un po da asilo nido
    piutosto leggere gramsci:
    pessimista con l’intelligenza, ma ottimista per la volontà!!!!!!!

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