lille venerdi santo
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Procida: Avviata la macchina organizzativa per la “Processione del Venerdì Santo”.

lille venerdi santoPassate le festività natalizie ed entrati nel periodo di Quaresima, l’interesse di tutti i procidani è oramai rivolto all’evento principe della cultura e tradizione dell’isola di Arturo: La Processione del Venerdì Santo. La processione del Venerdì Santo di Procida è un evento antichissimo, risalente alla fine del Seicento, organizzata dalla “Congrega dei Turchini“, che ha sede presso la Chiesa di San Tommaso d’Aquino in via Marcello Scotti, per la quale, come ci specifica il Gabriele Scotto di Perta, Priore e profondo conoscitore della materia, si può affermare che la data di nascita della “Venerabile Congregazione dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine”, meglio conosciuta, appunto, come Confraternita dei Turchini per il colore della “mozzetta” che ne contraddistingue una parte della “divisa”, sia avvenuta il 18 Febbraio del 1588, mentre le sue Regole e i suoi Capitoli (Statuto) furono dettate dai Padri Gesuiti della Compagnia di Gesù il 16 Maggio del 1627. Ma cosa sono i “misteri”? I “misteri” sono delle tavole, costruite con struttura portante in legno e in ferro, di lunghezza non superiore agli 8 metri e larghezza massima 2 metri, portate a braccio, sopra le quali vengono rappresentate scene e parabole riportate nei Vangeli così come nel Vecchio e Nuovo Testamento, utilizzando i materiali più disparati che vanno dal legno, alla cartapesta, al das, e, ultimamente, anche elementi di riciclo quali bottiglie di plastica, vetro, carta e cartoni. Il “mistero” quindi, in base ad un Regolamento, che quest’anno prevede alcune novità, e che tutti si impegnano a rispettare, viene iscritto presso la sede della Congrega la quale, attraverso un’apposita Commissione di “saggi”, presieduta dal Priore, ne verifica la rispondenza ai requisiti tecnico – costruttivi così come controlla che le raffigurazioni riportate non siano a sfondo blasfemo, o a carattere offensivo, e rispondano al tema prestabilito. Sino a qualche tempo fa, diciamo inizi anni ’80,  i luoghi deputati ad ospitare “i misteri” erano gli ampi magazzini ubicati lungo il porto di Sancio Cattolico (Via Roma), antichi depositi utilizzati per il ricovero delle barche a vela prima e delle reti di pescatori dopo, nonché  i “portoni”, ovvero gli androni dei palazzi gentilizi di epoca settecentesca costruiti dagli armatori procidani, che si affacciano, con i loro portali di piperno, principalmente tra Via Vittorio Emanuele e Via Principe Umberto, zona che cade in pieno centro storico. A partire dagli anni ‘90, però, vuoi perche i locali che prima ospitavano barche e reti hanno cambiato destinazione d’uso, accogliendo esercizi commerciali, bar e ristoranti, vuoi per le dimensioni sempre crescenti dei “misteri” e vuoi, ancora,  per le intemperanze alcune volte manifestate dai ragazzi, questa usanza è andata venendo meno. Ed è così che nasce, nel 2004, per opera di un’ associazione denominata “Ragazzi dei Misteri”, e successivamente, nel 2010, l’associazione “L’isola dei Misteri”,  la cittadella dei misteri, collocata nel borgo antico di Terra Murata, dove, in collaborazione con l’Ente Locale, vengono resi disponibili alcuni spazi rientranti nella maggiore consistenza dell’ex struttura carceraria, chiusa definitivamente nel 1986, anno in cui l’ultimo “inquilino” venne trasferito a Poggioreale, a cui si aggiungono, per aumentare la superficie coperta disponibile per le lavorazioni, alcune tende  mobili a carattere temporaneo che, proprio in questi giorni, per volontà dell’amministrazione comunale, hanno aumentato la disponibilità con l’acquisto di nuovi impianti. “Dall’epoca della sua costituzione e fino a tutt’oggi – dice Gabriele Scotto di Perta – la Congregazione dei Turchini svolge i suoi compiti statutari e di culto, senza trascurare attività cultuali e culturali di ampio respiro. Ed è proprio in questa ottica che, oltre ad un libro di prossima uscita dedicato alla Congrega e alla Processione del Venerdì Santo, si inserisce il concorso fotografico che, dopo il grande interesse e la buona partecipazione registrata nel 2012, riproponiamo all’attenzione di tutti in quanto, in primo luogo, vuole rappresentare un momento di condivisione e il consolidamento di una tradizione orami radicata nel DNA di ogni procidano.”

Guglielmo Taliercio

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