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Procida: comunità indifesa davanti alle intemperie sanitarie

Di Michele Romano

PROCIDA – Povera e derelitta “polis micaelica”! La navigazione che deve condurre i suoi cittadini all’approdo del sacrosanto diritto alla salute si trova dentro una tempesta di enorme dimensione che c’è il fondato rischio di essere spinti negli abissi marini. Vari sono i marosi minacciosi. Il punto di partenza e rappresentato dal provvedimento restrittivo intrapreso dal Commissario di Governo e dalla Giunta regionale, con la riduzione del pronto soccorso salvavite ad un semplice punto di rianimazione, irto di pericoli e di tragiche conseguenze tanto da condurre l’intero popolo a riversarsi nelle agorà isolane. A questo punto cosa si scopre? Di trovarsi dentro un triangolo mortale delle Bermuda composto dal populismo demagogico in cui c’è dentro anche coloro che hanno governato per lungo periodo il paese, il cui operato inerente al settore è ben noto; dalla presuntuosa imperizia e inadeguatezza degli attuali amministratori; dal senso limaccioso ed egocentrico, chiuso nei propri sorditi interessi, senza un’offerta di qualità, di una parte significativa degli operatori sanitari a scapito della popolazione e di quelli operatori (medici, infermieri, amministrativi, etc.) che tirano la carretta quotidiana dei servizi socio-sanitari con dignità, generosità, impegno e competenza.

Emblematico, in tal senso, è lo stato di profondo disagio in cui vive la componente sana ed operosa del personale della continuità assistenziale territoriale schiacciata dentro l’enclave di una procedura apicale ventennale sempre più indolente ed aggressivamente passiva rafforzata, negli ultimi tempi, da figure con pregnanti conflitti di interesse. Almeno su tale situazione smetta l’ASL NA2 Nord di essere matrigna e porga un salutare rimedio.

Comunque, caro Arcangelo, inventiamoci qualche ancora di salvezza per questa comunità, totalmente, indifesa davanti alle intemperie sanitarie.

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Un commento

  1. POLIS MICAELICA alla grande ! Evviva

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