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Procida. Convocata la Consulta per la mobilità marittima. Il senso della riunione.

Si terrà a Napoli il 26 settettembre alle ore 10 presso l’AGC Trasporti della Regione  la Consulta per la mobilità marittima da tenersia Napoli 26 sett. alle ore 10 presso l’AGC Trasporti della Regione Campania. In una lettera aperta all’ingegere Mazzamurro/ Presidente dell’ACAM, Nicola Lamonica dell’Autmare si chiede:

Qual è il senso della riunione?

Quali prospettive reali con un tavolo operativo monco?

Ci saremo! La tanto auspicata riunione tematica riservata al settore marittimo della Consulta Regionale per la Mobilità di cui all’art. 29 della legge Regionale 3/2002 è stata da Te convocata. Essa è il frutto della incalzante iniziativa dell’associazionismo. L’incontro tanto atteso avviene a distanza di oltre sei anni dalla legge istitutiva della Consulta ( legge R. 3/2002 ) e ad oltre due anni dall’insediamento della stessa avvenuto il 19 luglio 2006. Dalla riunione di venerdì prossimo sono escluse alcune associazioni ( penso a quelle del mondo del turismo con la Federalberghi in testa, a Generazione attiva, all’Ass.ne Disabili di Rosa Iacono, …); sono stati esclusi gli Enti locali. Da qui gl’interrogativi in testata. Alla detta riunione, manca nell’invito, anche il Sindacato.

Il senso della proposta fatta dall’Autmare nel recente incontro è stato vanificato. La detta Associazione, mio tramite, chiedeva espressamente la presenza dei nove Sindaci del Golfo di Napoli per uniformare le aspirazioni istituzionali locali a quelle dell’associazionismo; tutti insieme in un unico protocollo d’intesa che, superando l’attuale frammentazione di indirizzi che caratterizza al negativo l’impegno degli Enti Locali, potesse lasciare poco margine alla “fantasia regionale”. Eppure sarebbe stato interessante, oltre che utile, il confronto e verificare se quanto da essi unitariamente sottoscritto, e non ancora realizzato, sia ancora attuale nel campo delle regole, dei diritti e dell’economia delle isole. Richiamo qui in particolare, per quanto riguarda l’isola d’ Ischia, il documento del 09/01/’06, che è rimasto lettera morta ( in allegato ). La Regione Campania, nella sua complessa e poco trasparente e poco funzionante articolazione ( dal Governatore/ Assessorato, all’AGC, all’Acam ), ha avuto la capacità di gestire il settore in una maniera privatistica e sulle volute divisioni del fronte istituzionale locale con l’accoglienza di esigenze settoriali piuttosto che definire i contorni ed i contenuti di un progetto più ampio e di verificare la compatibilità di essi con lo stesso. Osceni silenzi si sono verificati ed anche raggiri di legge che hanno determinato lo sfascio in cui oggi si trova il settore, specialmente sulla tratta flegrea. Ma Capri già si movimenta per le imminenti novità che la coinvolgono nel campo degli orari e degli approdi, mai concordate.

Le conseguenze nel settore sono drammatiche da ogni punto: c’è una Caremar che vogliono far morire e niente di concreto c’è in cantiere nonostante la sua autosufficienza economica ampiamente dimostrata se scorporata dalla Tirrenia ed assegnataria di altri servizi essenziali; vige un rapporto strano, fatto di accordi fuori protocollo e di tolleranze e di omissioni istituzionali, tra i privati armatori e la Regione sulle questioni tariffarie, sulla gestione e sul controllo delle corse obbligatorie ( corse dette OSP), sulle corse straordinarie che sono vantaggiose solo per il profitto di chi le propone, sulla qualità del naviglio e dell’accoglienza, sulla sicurezza; sul libero mercato, sulle tariffe e sui controlli. Mancano collegamenti veloci Ischia-Pozzuoli, manca la corsa scolastica Ischia-Procida, mancano regole condivise per la gestione della bigliettazione, degli abbonamenti, delle prenotazioni. Non c’è nessuna regola per il rimborso, anche nei casi di eccedenza rispetto ai tempi previsti. L’accoglienza a terra è nulla a Casamiccila T. , a Pozzuoli ed al Molo Beverello; è precaria a Procida ed a Capri.
A questo Punto la seguente domanda è d’obbligo: sarà la detta riunione di venerdì 23 una riunione dispersiva e di routine, dove ognuno fa “ l’elenco delle cose che non vanno” o, piuttosto, come è auspicabile e Tu stesso ci assicuri, caro ing. Mazzamurro, un tavolo di confronto tecnico con conclusioni condivise che impegnino poi la Commissione Consiliare Regionale e la Giunta per gli adempimenti necessari? Vedremo! cordialmente

Nicola Lamonica

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