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Procida. Creature della notte, miti antichi e moderni; questi i temi del secondo incontro de “I mercoledì dell’ombrellone ”

di Pasquale de Candia – “Il fantastico si divide a metà: esiste il fantastico visionario, cioè l’introduzione del irreale nel reale da ritrovare nei generi della fantascienza, del fantasy, del romanzo gotico con il maestro storico Edgar Allan Poe e dell’horror. D’altra parte esiste il fantastico mentale, quotidiano, cioè l’entrata di elementi irreali nella realtà che però si estrinsecano a livello mentale”.

Diego Di Dio iniza il suo intervento con la definizione di fantastico secondo Calvino e con questa premessa di base i tre relatori Diego Di Dio, Francesca Borgogna, Gemma Assante e la scrittrice giornalista Simonetta Santamaria, legati insieme dal filo del tema del fantastico, si alternano tra creature della notte e figure mitologiche antiche e moderne. La prima figura analizzata è quella del vampiro, che per eccellenza è il conte Dracula, personaggio ispirato alla figura e alle leggende sul conte Vlad III vissuto nel 1400. Questo personaggio mitico ma allo stesso tempo malvagio viene analizzato attraverso la penna di Bram Stoker, con il suo romanzo epistolare “Dracula” pubblicato nel 1897. Grazie alle dettagliate descrizioni e ai personaggi perennemente circondati e oppressi da atmosfere cupe e angoscianti, questo libro è diventato un cult dell’editoria di genere. Durante l’analisi del personaggio, Dracula perde i suoi connotati fisici e luciferini e diventa la metafora del lato oscuro dell’essere umano che non si vede ma c’è ed esiste in tutti. Con il secondo intervento si cambia punto di vista ed il fantastico è visto secondo la chiave “mitologica moderna”.

Per Francesca Borgogna la lettura oltre ad essere un piacere, è una continua ricerca e presenta “L’Aleph”(parola che in ebraico significa infinito) di Jorge Luis Borges del 1952, una raccolta di racconti ambientati in luoghi visitati e con persone reali che vengono reinventati nella mente dell’autore. Borges è un grandissimo scrittore che è stato ed è tutttora non solo un punto di riferimento per la letteratura sudamericana, ma anche per i grandi scrittori italiani come Umberto Eco e Calvino per i personaggi al limite della realtà. Con il racconto “La casa di Asterione”, Borges mostra la triste condizione di un essere mitologico che vive rinchiuso in una casa che si trasforma e diventa un labirinto non solo fisico; ma soprattutto mentale. Si analizza la figura del Minotauro che per la letteratura in passato non era il personaggio principale e non era l’eroe; ma questo mostro orrendo veniva bistrattato in tutti i modi perchè rappresentava la colpa. Borges recupera l’umanità nascosta in questa figura, ponendola in primo piano come protagonista e il Minotauro aspetta il suo redentore Teseo per capire chi è prima di morire. Francesca Borgogna invita il pubblico a porre il fantastico su di un piano metafisico, che oscilla continuamente tra reale e irreale. È la ricerca dell’uomo e della propria identità, del rapporto con l’infinito, con il tempo e lo spazio, che sono coordinate non più certe. Tutto sembra scorrere fino a cogliere in qualcosa una contraddizione, che apre uno spiraglio nuovo sull’esistenza. La realtà è tutta una finzione e noi aspiriamo a cercare e scoprire cosa c’è dietro; ma non ci arriveremo mai. Camminando sul filo del fantastico come quotidiano mentale anche l’intervento di Gemma Assante, con il “Barone rampante” di Italo Calvino del 1957, mostra un mito moderno. Per un capriccio Cosimo il barone a sedici anni sale su di un albero e si accorge, dopo un periodo di meditazione e riflessione per capire prima di tutto se stesso, che da lì può osservare la realtà con altri occhi, cioè vederla in modo più obbiettivo. Cosimo non si distacca o si allontana da essa ma la scruta e cerca di capirla al meglio e vuole coglierne ogni aspetto e sfumatura. Grazie all’incontro con un brigante, Cosimo capisce l’importanza della cultura perchè la cultura è per il brigante, grazie allo scambio reciproco con Cosimo, un fattore di elevazione che determinerà un nuovo corso della sua vita; Cosimo inoltre conosce i valori dell’amore che è il sale e dà sapore alla vita e dell’amicizia attraverso vari personaggi che incontra nella sua vita. Le numerose e ricche descrizioni diventano poesia e rendono al meglio il punto di vista del barone, trasmettendo al lettore tutte le sue sensazioni ed emozioni, rendendolo partecipe della sua condizione di eremita volontario.

L’incontro si conclude con la scrittrice Simonetta Santamaria, che racconta in una piccola e breve rassegna le sue opere partendo dagli esordi con il racconto “Quel giorno sul Vesuvio”, che le valse il premio “Lovercraft” come migliore racconto horror, passando a “Donne in noir”, undici storie che raccontano le vicende di donne che sono costrette ad uccidere, fino a “Dove il silenzio muore”, romanzo che inizia nel  112 d.C. in Egitto, con una setta agnostica che vuole portare Apopis il dio del buio sulla terra. Gli eventi e i personaggi si intersecano e si intrecciano fino ad arrivare ai giorni nostri, incollando il lettore fino all’ultima pagina, con un finale a sorpresa e qualche risvolto commovente.

In ultimo il libro più recente, “Vampiri”, un “non-trattato” sul personaggio che ha ispirato numerosi scrittori e registi, partendo dal personaggio di Nosferatu di Murnau fino ad arrivare a Twilight. È una raccolta illustrata ricchissima di curiosità, aneddoti, miti e leggende che non vuole essere il solito trattato sull’argomento. Tra polemiche sull’editoria moderna e critiche dell’autrice riguardo alle preclusioni sessuali  e pregiudizi sulle scrittrici moderne, anche il secondo incontro de “I mercoledì dell’ombrellone- un libro per l’Estate” volge al termine riservando ancora tante sorprese per i successivi due eventi che chiuderanno la rassegna estiva dell’associazione culturale “Libriamoci”.

Prossimo appuntamento con il terso incontro, mercoledì 4 agosto GM bar Via roma ore 21,oo con “lo stato dell’arte a Procida”. Non mancate!

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