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Procida: Delegazione “Capraro” incontra Fedeli e Renzi

PROCIDA – (c.s.) Ieri, 29 ottobre, una delegazione di allievi della Secondaria di Primo Grado, accompagnati dalla Dirigente Scolastica, prof.ssa Giovanna Martano, da alcuni docenti e da un genitore, hanno incontrato la Ministra Fedeli e Matteo Renzi per chiedere un intervento legislativo urgente che consenta ai ragazzi delle Secondarie di Primo Grado, con l’accordo dei genitori, a seconda dei contesti territoriali, la possibilità di rientrare da soli a casa al termine delle lezioni.

L’incontro è stata l’occasione anche per illustrare un progetto a cui sta lavorando la scuola, che sarà presentato nell’ambito di un concorso bandito dal Senato della Repubblica, con scadenza a gennaio: una proposta di legge, scritta a 4 mani con i ragazzi, per consentire il rientro in autonomia a casa, al termine, appunto, delle attività didattiche.

“Si tratta di un’iniziativa, la stesura della Legge che.vorrei (dal titolo del concorso nazionale) — ha detto la Dirigente Scolastica — che nasce dall’esigenza forte dei ragazzi di un’autonomia che, fino ad oggi, sembrava acquisita, in una realtà, come l’isola di Procida, che consente una “serenità” anche ai genitori. Inoltre, forte é la necessita di un intervento legislativo urgente che consenta anche ai genitori che lo desiderano, di recuperare una dimensione di “normalità”.

Il Ministro ha comunicato che a breve sara presentato un emendamento che dovrebbe risolvere la questione. Aspettiamo fiduciosi!

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Un commento

  1. La chiara matrice politica dell’iniziativa “La legge che vorrei”, avvenuta limpidamente in una cornice in cui vi era anche la presenza di un leader politico che attualmente non riveste incarichi istituzionali, che ha visto coinvolti i giovani studenti procidani, accompagnati dalla dirigente “Ex Politica” (o forse anche senza Ex ma di questo non ho alcuna notizia) getta nel più puro sconforto chi crede che la scuola debba essere un luogo ‘laico’ in cui si possa e anzi si debba parlare di politica ma con quell’equidistanza che possa consentire un corretto processo di crescita dell’identità del pensiero critico del giovane studente. Invece no. Da queste parti sembra che non funzioni così. E quanto scritto in questo comunicato suona più come una denuncia che non come una notizia positiva (per il famoso emendamento non è che la Ministra fosse in attesa della delegazione procidana per potersi mettere all’opera).
    Lodevole il fatto che si arrivi ad esprimere direttamente ad un Ministro un’esigenza o una problematica, ma forse l’articolo dovrebbe anche dotarsi di un minimo di onestà intellettuale attraverso una seppur minima analisi che contempli l’argomento dell’avvicinarsi delle elezioni politiche e che quindi queste iniziative potrebbero avere una lettura intrisa di pura propaganda politica a cui le nostre istituzioni scolastiche locali hanno candidamente aderito con studenti al seguito.
    Il prossimo passo quale sarà? Portare i bambini delle elementari alla festa dell’Unità spiegandogli che vedranno Mangiafuoco?
    L’appartenenza politica è un sacrosanto diritto ma la si coltivi fuori della scuola!!!

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