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Procida: edilizia settore in difficoltà per la scarsa programmazione

PROCIDA – (Comunicato Stampa Gruppo “Per Procida”) – Al di là della gestione quotidiana della cosa pubblica come gruppo “Per Procida” non possiamo fare altro che sottolineare la scarsa, se non del tutto inesistente, attenzione che sta porgendo l’Amministrazione Ambrosino&Co. verso un settore importante come l’edilizia, da sempre volano dell’economia non solo dell’isola di Procida.

Ebbene, leggendo l’apposita sezione dell’Albo Pretorio on line, si può riscontrare come, da inizio d’anno, passato il giro di boa, sono poco più di 50 i permessi di costruzione rilasciati. Se a questi si sottraggono i piccoli interventi e i cambi di destinazione d’uso, ci si rende conto di quanto irrilevante, oramai, sia diventato il peso economico del comparto nell’economia dell’isola. Fattore ancora maggiormente preoccupante, inoltre, è la lentezza con la quale vengono rilasciati permessi a costruire per coloro che hanno presentato istanza ai sensi della legge 47/85 e 724/94 con le relative successive modifiche ed integrazioni, cosa che ha una ricaduta negativa immediata anche sulle già magre casse del Comune di Procida sempre alla ricerca di liquidità.

Anche dove si potrebbero ottenere risultati positivi attraverso, ad esempio, il miglioramento e riqualificazione delle cortine dei waterfront di Marina Grande, Corricella e Chiaiolella, si procede a colpi di ordinanza, a volte anche contraddittorie (è mai possibile che attività commerciali chiudano in estate per modificare l’impianto di condizionamento o rifare la facciata esterna?) senza alcuna discussione preliminare con le associazioni di categoria, cosa che rende poco credibili i tempi “Ordinati” per l’esecuzione dei lavori e comporterà ulteriore disagio per le attività commerciali sia per i proprietari di immobili ricadenti in tale zone.

Così come per il trasporto pubblico il gruppo “Per Procida” ritiene indispensabile che amministrazione, forze politiche, associazioni, imprese, professionisti si siedano a un tavolo per avviare una seria pianificazione complessiva del territorio che passi anche per la valorizzazione delle tante risorse presenti sull’isola e che, non di rado, vengono mortificate a fronte di pseudo “santoni” provenienti dalla terraferma.

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