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Procida: finanziamento europeo di 450.000 Euro, l’isola laboratorio di energia pulita

PROCIDA – Nei giorni scorsi il Sindaco Dino Ambrosino e l’Assessore Antonio Carannante sono volati in Norvegia per essere presenti ad Harstad dal 3 al 5 luglio e rappresentare il Comune di Procida al meeting del progetto GIFT (Geographical Islands Flexibility) finanziato dal programma di europeo Horizon 2020 con un budget complessivo di più di nove milioni di euro, di questi una quota di 450.000 euro sono destinati al Comune di Procida.

Di certo una buona notizia per l’isola di Graziella  destinata così a diventare un laboratorio europeo di ricerca sul tema delle energie rinnovabili in collaborazione col Dipartimento di ingegneria astronautica elettrica ed energetica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Per approfondire l’argomento e saperne di più ci siamo sentiti con l’assessore Antonio Carannante che ha curato il progetto per il Comune di Procida.

Assessore Carannante com’è andata?

«Direi benissimo. Come annunciammo a febbraio scorso, abbiamo ricevuto tale finanziamento e in questi giorni in Norvegia si è tenuto il primo incontro tra tutti i partner del progetto per analizzare i dati di consumi elettrici raccolti. In questo senso voglio ringraziare Università La Sapienza di Roma che ci assiste tecnicamente».

 Nello specifico quali sono le impressioni che porta a Procida?

«Un’esperienza di respiro internazionale che ci arricchisce umanamente e come amministratori. Sono stati due giorni intensi, durante i quali tutti i partner del progetto hanno analizzato i primi dati dei consumi elettrici di Procida e di Harstad, ma anche programmato il lavoro futuro: il tutto con professionisti di livello europeo. Siamo poi stati accolti dal Sindaco del posto, e con lei e la sua giunta ci siamo confrontati su tante tematiche. Vivono una realtà diversa, hanno una densità di popolazione molto inferiore, ma quello che colpisce è che hanno una grande attenzione verso le tematiche ambientali nonostante siano ricchi di una natura comunque incontaminata: segno di una grande lungimiranza. Abbiamo conosciuto poi Zoran, uno scienziato sloveno ideatore di questo progetto: un uomo incredibile, con una visione davvero globale, che lascia il segno».

 Come nasce la partecipazione del Comune di Procida a questo progetto?

«Abbiamo un bel rapporto con l’ANCIM (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori), in passato abbiamo anche ospitato un convegno. Ragionando con loro ho avanzato la candidatura di Procida per questo progetto avveniristico di respiro europeo. Abbiamo superato la concorrenza di diverse isole italiane. Siamo contenti, è davvero un bell’attestato di stima per Procida. Siamo un laboratorio europeo di ricerca sul tema delle energie rinnovabili. Si possono aprire bei scenari per la nostra isola».

Nello specifico di cosa si tratta?

«E’ un progetto che coinvolge 17 partner provenienti da 7 diversi paesi europei: Slovenia, Grecia, Francia, Olanda, Norvegia, Portogallo, oltre l’Italia, includendo 9 imprese del settore, 2 Comuni, 3 Centri di ricerca e 2 Università. Si pone l’obiettivo di sviluppare sistemi innovativi per permettere alle isole di fornire una sensibile quantità di energia rinnovabile: in questo modo si potranno ridurre i consumi elettrici, quindi i costi finali per il consumatore, e al contempo far diminuire l’emissione di gas effetto sera».

 Lo scopo del progetto è quello di incentivare sempre più l’accumulo di energia rinnovabile (da praticare con sistemi di stoccaggio) da distribuire poi attraverso una rete dei soggetti interessati. Il tutto attraverso l’installazione di sistemi di stoccaggio multi-vettore, la gestione intelligente di stazioni di ricarica di veicoli elettrici e la gestione dei carichi di alcuni consumatori particolarmente “energivori” cioè grandi consumatori di energia, e gestito in maniera ottimale da un cosiddetto Virtual Power System (VPS).  Questa fase iniziale prevede quindi un’analisi molto dettagliata di tutti i consumi di energia elettrica sull’isola di Procida, per cui siamo chiamati a trasmettere dati precisi».

 Quali le ulteriori fasi da sviluppare?

«Nell’ambito di tale progetto l’isola di Procida rappresenterà un punto focale essendo stato selezionata come uno dei due casi studio europei (insieme all’isola di Harstad in Norvegia). Nei 4 anni, i partner svilupperanno e dimostreranno le soluzioni nelle due isole scelte in Europa (Procida-Italia e Hinnoya-Norvegia). I partner studieranno inoltre la possibilità di replicare tali soluzioni almeno su un’isola greca e una italiana, e rispettivamente l’isola di Evia e Favignana. Nel complesso, tali isole, in termini di clima, mix energetico, popolazione e attività sono state considerate come luoghi dove è possibile trovare soluzioni adattabili a situazioni differenti. A tal proposito infatti, il progetto ha iniziato a costruire un tavolo di lavoro con associazioni che hanno già raccolto le isole europee che studieranno la replicabilità nei loro territori. Il progetto ha lo scopo di fornire soluzioni sostenibili con un forte impatto sul mercato e piani di lavoro che possano largamente divulgare le soluzioni identificate e replicarle su tutte le principali isole europee ed oltre».

 Assessore ci puoi raccontare qualche particolare?

«La parte più difficoltosa è stata quella successiva, un vero percorso ad ostacoli reso ancor più complicato dalla nota carenza di personale del Comune di Procida. Si tenga conto che tutta la procedura di accreditamento si svolge su una piattaforma informatica europea dove si interagisce unicamente in lingua inglese. Per questo motivo devo ringraziare Anna Imputato, una nostra giovane concittadina, impiegata in una società di navigazione internazionale, che conosce bene la lingua inglese e che con entusiasmo ha subito accolto l’invito a collaborare. Anche grazie al suo prezioso supporto, insieme ovviamente alla Sapienza di Roma, stiamo portando avanti tutto l’iter amministrativo».

A quando la prossima tappa?

«Abbiamo ottenuto di organizzare a Procida nel marzo 2020 il prossimo meeting di aggiornamento dei lavori. Sarà un evento importante dove la nostra isola sarà ancora più al centro di questo progetto di respiro europeo.

Procida al centro dell’Europa, quindi?

«L’importanza strategica dell’intera azione è davvero ampia, perché nell’incentivare la produzione di energie rinnovabili incentiva le cd. buone pratiche, portando tanti effetti positivi: riduzione dei consumi, dei costi finali e tutelando sempre più l’ambiente, e quindi migliorando il nostro stile di vita. In prospettiva, ad esempio, abbiamo già proposto di valutare la possibilità di convertire verso le auto elettriche. A ciò si aggiunga che tutto questo ha ovviamente una ricaduta positiva anche in termini turistici verso dei visitatori più sensibili, con benefici economici ulteriori sul territorio. Ritengo sia un progetto che corona quest’esperienza amministrativa culturalmente attenta alla tutela dell’ambiente e che si unisce ai lavori degli assessori Titta Lubrano e Rossella Lauro: dalla divulgazione nelle scuole di educazione ambientale fino alla tutela dei piccoli pescatori passando per la lotta alla plastica. Un progetto di cui andare fieri e che dà ulteriore senso a questa nostra esperienza amministrativa».

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