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Procida: Il Giorno dopo il furto all’ABBAZIA di SAN MICHELE

La cassaforte dell’Abbazia di Terra Murata che , domenica notte, ha resistito al saccheggio dei nuovi “saraceni” che hanno depredato arredi sacri e altri oggetti di valore dell’antico tempio benedettino, è stata aperta e svuotata dal curato Monsignor Del Prete. In attesa delle invocate nuove misure di sicurezza, il tesoro di San Michele, che vi era custodito, è stato portato al sicuro in un luogo segreto.
Intanto procedono a tutto spiano le indagini condotte dalla Stazione dei Carabinieri isolana, guidata dal maresciallo Salvatore Cuppone, e dal nucleo operativo della Compagnia, diretto dal tenente Pierangelo Iannicca, in collaborazione con i colleghi dell’Arma specializzati in furti delle opere d’arte.
Non viene tralasciata alcuna ipotesi e si stanno vagliando con attenzione le tracce lasciate dai malviventi, come un paio di guanti, abbandonato sul pavimento della chiesa e alcune gocce di sangue riscontrate sui vetri infranti per rubare i pastori del presepe napoletano del 1700. E’ certo ormai che i ladri conoscessero bene i luoghi come pure le abitudini dell’Abbazia di Terra Murata. La scelta di forzare la porta della Canonica, situata nella parte posteriore della chiesa, per poi percorrere il corridoio fino alla cassaforte, l’incursione nei sotterranei per depredare i pastori, gli angioletti e il bambino Gesù , divelti dalle statue delle madonne e di San Gaetano, come pure le corone e i diademi in argento, fanno pensare alla presenza di un basista isolano o, comunque, a persone che conoscevano a menadito ambiente e territorio. Si stanno controllando le targhe delle autovetture e i furgoni sbarcati nell’isola nei giorni scorsi, come pure gli automezzi partiti nella prima mattinata di lunedì ( ci sono alcune corse notturne da Procida per Pozzuoli usate dai commercianti per trasferirsi ai mercati continentali di frutta e verdura), si sta procedendo all’interrogatorio di ormeggiatori, pescatori e dei ragazzi dei Misteri che, in questo periodo, a Terra Murata, di fronte all’ex Carcere, stanno preparando le tavole iconografiche da portare in processione il giorno del Venerdì Santo. Tutto per ricostruire la dinamica del saccheggio e individuare i responsabili. C’è massimo riserbo tra gli inquirenti ma si respira un clima di cauto ottimismo ” sperando di fare un bel regalo al Cardinale Arcivescovo Crescenzio Sepe”, che giorno 22 sbarcherà nell’isola che fa parte della Diocesi Napoletana.
Il curato Monsignor Michele Del Prete, che ha ricevuto la solidarietà degli altri parroci e di numerosi fedeli dell’isola, lancia l’ennesimo appello: “L’Abbazia di Terra Murata rappresenta la Procida di ieri, di oggi e del domani. E’ urgente un’azione di tutela in tutti i sensi. Tutti, in particolare il Comune a cui, in base alla Legge del 4 giugno 1899, è stata affidata dallo Stato la manutenzione e cura, devono fare la loro parte”. Pronta e positiva la risposta del sindaco Gerardo Lubrano: ” Stiamo approntando un’opera di custodia e vigilanza che, nell’ambito dei sistemi di video sicurezza che saranno installati a breve su tutto il territorio, prevede per Terra Murata e l’Abbazia, un intervento di grande ed efficace affidabilità”.
DOMENICO AMBROSINO da “IL MATTINO” del 18 marzo 2009

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