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Procida: Il punto della situazione sui collegamenti marittimi

di Nicola Lamonica
Il I° Aprile è tornato l’aliscafo a Forio dopo che per oltre due settimane l’Alilauro aveva negato le sue corse: un fatto non nuovo se si ritorna indietro nel tempo che richiama alla memoria blocchi mensili, sempre nei periodo di bassa stagione, in uno alle tante corse occasionali negate senza giustificazione alcuna; sempre “ perdonati”. Siamo di fronte ad un’arroganza aziendale che trova il suo sostegno in una gestione politica istituzionale, a dir poco allegra, delle regole insite nell’affidamento delle linee; una politica che registra la cattiva abitudine ( ed è solo un eufemismo!) di considerare veniale un fatto assai grave qual è l’interruzione di pubblico servizio.

Un fatto sconcertante non isolato, quello che è accaduto a Forio, che richiama anche il comportamento di altre società che fanno il bello e cattivo tempo nel settore del trasporto “pesante “ sopprimendo ad libitum corse OSP, sempre nel periodo di magra; intanto la pubblica Caremar manifesta una palese e sospetta incapacità ad offrire alcune servizi anche per avere unità navali bloccate da tempo nei cantieri per mancanza di soldi, in verità pochi spiccioli rispetto alle forti entrate che le vengono per convenzione statale.

La realtà del Golfo registra, pertanto, un sistema di trasporto marittimo che è al collasso dal un punto di vista dell’efficienza e dell’organicità della proposta e che si rianima principalmente sotto la spinta dell’utile d’azienda che è sicuro nei mesi di maggiore presenza turistica. Cioè ci troviamo di fronte ad un trasporto marittimo che serve essenzialmente per far fare soldi a qualcuno e che non tutela chi vive e lavoro sulle isole, e non tutela neanche il diritto allo studio degli studenti.

Come è successo a Forio, dove l’emergenza alla testata del pontile viene superata miracolosamente senza alcun intervento, per incanto si riattivano in primavera anche gli altri collegamenti sempre OSP negati e a fare paciere tra la protesta popolare e la Regione, che è responsabile di tanto sfascio, c’è il Prefetto di Napoli che, invece di prendere provvedimenti drastici rispetto alle reiterate interruzioni di pubblico servizi, riunisce gli armatori che si rendono responsabili di dette interruzioni e gli altri intorno al Suo tavolo per mediare con essi una soluzione, non ultima sull’agevolazione dell’IVA che altri sfortunati imprenditori pagano.

Siamo alla frutta istituzionale? E’ la sconfitta della Stato anche in questo campo?

Sono, questi, interrogativi seri, anzi gravi soprattutto in un momento difficile su scala nazionale che vede la politica a rimorchio dei banchieri. Oggi, in Campania e nello specifico settore dei trasporti marittimi si registra una pagina nera che segna negativamente la credibilità delle istituzioni; una pagina che si consuma davanti al Prefetto di Napoli, indipendentemente dalle conclusioni a cui si arriverà e dalla bontà o meno di esse.

E vuoi vedere che nel nome della “governabilità “del sistema si continuerà nella logica delle lottizzazioni dei porti e verranno negate le corse forio-pozzuoli che sapientemente ha chiesto il Sindaco di Forio?

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