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Procida, il Sindaco scrive ai colleghi ischitani: Sosteniamo indulto contro le ruspe

sindaco capezzutoUn’iniziativa coraggiosa, che vuole mostrare anche la vicinanza tangibile verso centinaia di famiglie che corrono il rischio di vivere un dramma sociale unico, quale è quello di ritrovarsi senza un tetto sulla testa. Il sindaco di Procida, Vincenzo Capezzuto, questa mattina ha inviato una lettera ai sei sindaci dell’isola d’Ischia (Giosi Ferrandino, Paolino Buono, Rosario Caruso, Francesco Del Deo, Carmine Monti ed il commissario prefettizio di Casamicciola Maria Rosaria Gamerra) nella quale propone un incontro e la successiva stesura di un documento congiunto per sostenere la battaglia portata avanti dai comitati anti ruspe della Campania, che in un documento hanno scritto al capo dello Stato Giorgio Napolitano chiedendo – in caso di indulto o amnistia – che nel provvedimento rientrino anche coloro che si sono macchiati del reato di abusivismo edilizio. Questo il testo della missiva inoltrata da Capezzuto: “Gentili colleghi, i media locali e regionali hanno dedicato ampio spazio all’iniziativa dei comitati anti-ruspe della Campania, che hanno indirizzato una nota al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiedendo di attivarsi affinché nel paventato provvedimento di indulto o amnistia attualmente in discussione, possano rientrare anche coloro che si sono macchiati del reato di abusivismo edilizio, finendo non soltanto con l’ottenere una condanna penale ma anche la sanzione accessoria della demolizione di quella che spesso è l’unica abitazione, costruita per dare un tetto alla propria famiglia. L’iniziativa, laddove riguardi cittadini che si sono macchiati di tale reato non certo per finalità speculative (come è abbastanza evidente nel caso dei cittadini di Ischia e Procida e come peraltro testimoniato in maniera decisamente eloquente dagli abbattimenti fin qui eseguiti su disposizione dell’a.g. competente), ha senza dubbio una sua logica e nobile finalità laddove si consideri che potrebbero vedersi cancellati i reati coloro che si sono macchiati di colpe ben più gravi. Il che, non me ne voglia nessuno, costituirebbe un evidente controsenso. Per questo motivo sono a richiedervi di indire un incontro alla presenza dei primi cittadini delle nostre due isole per la stesura di un documento congiunto in grado di rafforzare l’iniziativa dei comitati, con l’intento di unire le forze e far sentire in maniera marcata presso le Istituzioni la necessità di porre fine finalmente ad un problema che potrebbe assumere i contorni di un dramma sociale. Fiducioso in un vs accoglimento della presente, l’occasione mi è gradita per salutarvi cordialmente”.

Vincenzo Capezzuto si dice convinto che i sindaci della vicina isola verde non avranno difficoltà a sedersi attorno a un tavolo per analizzare la questione (“in passato più volte li ho visti interessati al fenomeno, che peraltro interessa Ischia in maniera molto più marcata rispetto a Procida”) e conclude con un auspicio: “Spero che l’iniziativa non sarà oggetto di facili strumentalizzazioni specialmente da parte di chi il problema non lo conosce a fondo o magari non lo conosce affatto – spiega – bisogna capire che non si intende difendere gli interessi delle grosse speculazioni edilizie realizzate in qualche parte della terraferma ed anche in maniera discutibile, ma soltanto chi, sia pure violando le leggi, ha investito i risparmi di una vita per dare una casa ai propri figli, diritto peraltro sancito dalla Costituzione. Mi pare che un indulto o un’amnistia, provvedimenti attualmente al vaglio, finirebbero per dare il colpo di spugna a reati ben più gravi…”.

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