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Procida. La controllata Trrenia: La cordata campana all’assalto di Caremar

Un gruppo di privati scende in campo e presenta un progetto per l’acquisizione della controllata partenopea di Tirrenia, Caremar, ma immediata è la reazione della Regione Campania. Pasquale Sommese, presidente della Commissione dedicata all’urbanistica, ai trasporti ed ai lavori pubblici: «Ovviamente non abbiamo alcuna preclusione di principio ad ipotesi che vedano l’intervento di cordate di privati, a patto che siano compatibili con i tempi stretti previsti per l’acquisizione di Caremar. Ogni soluzione, peraltro, deve garantire non solo efficienza, economicità di gestione e qualità dei servizi ma l’indispensabile mantenimento dei livelli occupazionali».

Ma cosa dice il piano presentato nella sede dell’Unione degli Industriali, da una ventina di imprenditori del settore turistico del golfo? Si tratta di un progetto industriale preparato da un advisor esperto del settore, Fausto Fiorucci & C. La società, che sarà costituita entro la prossima settimana, ha un obiettivo ben preciso: offrire ai visitatori del golfo di Napoli un servizio ed una accoglienza migliori di quanto avvenuto finora. Ad illustrare programma e dettagli della società che non ha ancora un nome, è l’avvocato Mario Santaroni, albergatore in questo caso nel ruolo di coordinatore e portavoce.

La società sarà così composta: 30% imprenditori turistici, 30% componenti aziendali Caremar tra cui alcuni manager e, a sorpresa, un buon numero di dipendenti, (potrebbero parteciparvi con una parte del Tfr, oppure con il lavoro, la formula sarà studiata in un secondo momento – chiarisce Santaroni) ed un ulteriore 30% sarà riservato ad un socio industriale. Quest’ultimo, armatore, sarà scelto in seguito e, precisa Santaroni, «si occuperà solo degli aspetti tecnici. Le strategie saranno stabilite, invece, da quanti hanno il solo interesse di migliorare l’offerta turistica». Il rimanente 10% sarà appannaggio di una primaria istituzione finanziaria.

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«Lo studio – continua Santaroni – è partito cinque mesi ed è diventato progetto quando ne abbiamo constatato la concretezza. Ci siamo decisi a questa operazione partendo da un semplice ragionamento: sul golfo opera sia il privato che il pubblico ma perché il primo guadagna ed il secondo perde in maniera così spropositata? Era una buona idea dettata dal buon senso che le cose potessero andare molto meglio se gli stessi servizi venissero gestiti in modo virtuoso. Abbiamo affidato il progetto ad uno studio esperto ed ecco i risultati. Con la nuova società che partirà con un capitale di un milione di euro per arrivare poi a cinque quando saranno confluiti tutti i soci, pensiamo di poter rimettere in pareggio l’azienda nel periodo massimo di quattro anni con una perdita in bilancio di 10 milioni l’anno. La proposta sarà inviata quanto prima al ministero per lo Sviluppo Economico. Noi siamo pronti ad acquisire la gestione della società o, in alternativa a partecipare alla gara per il suo acquisto».

Nel progetto della neo società si prevede il mantenimento dei servizi attuali, con un sostegno dello stato per i servizi essenziali, e degli attuali livelli occupazionali ma con “contratti innovativi”. Sull’iniziativa interviene anche il senatore Salvatore Lauro, armatore storico del golfo: «Ben vengano altri operatori, purchè la competizione sia ad armi pari e si confrontino con il mercato. D’altronde offrire servizi migliori ai turisti è interesse di tutti. È tempo di porre fine a sprechi macroscopici e alla concorrenza sleale nei confronti dell’armamento privato».

Bianca d’Antonio

dal Secolo XIX

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