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Procida: La Vice Sindaco folgorata sulla via di Damasco

titta lubrano lavadera 2PROCIDA – Per inquadrare la vicenda relativa all’area di stoccaggio di via IV Novembre è opportuno fare una analisi storica ricordando che la gestione del ciclo integrato dei rifiuti è stato sempre un grosso problema, non solo locale, ricordo i tanti anni di gestione Commissariale regionale, con impegni assunti, con responsabilità, dai due primi cittadini dell’isola di Procida, Gerardo Lubrano Lavadera e negli ultimi anni con le battaglie di Vincenzo Capezzuto.

Infatti, nel periodo del sindacato di Lubrano, il Presidente della Regione Campania ha invitato le amministrazioni ad utilizzare tutti gli strumenti al fine di consentire il temporaneo stoccaggio dei rifiuti giacenti nei rispettivi territori.  Dal lontano 2007 si è cercato di predisporre un’area per lo stoccaggio, nello specifico alla via IV novembre, allestendola al meglio rispettando, anche con varianti, i progetti che avrebbero portato a termine l’esecuzione dei lavori. L’Amministrazione (allora Sindaco Lubrano) non si è fermata, anzi, con delibera di Giunta Provinciale n.634 del 11/09/2008 venne emanato un bando per i  trasferimenti ai Comuni della provincia di Napoli di investimenti finalizzati allo sviluppo e incremento della raccolta differenziata, bando al quale l’Ente ha partecipato con un proprio progetto. Con determina dirigenziale n. 4860 del 24/04/2009 il Comune di Procida fu ammesso al finanziamento per Euro 90.305 comprensivi della quota a carico del’Ente Locale.

Si è cercato anche di poter verificare se vi erano sul territorio Comunale ulteriori aree da destinare al servizio di incremento della raccolta differenziata dei rifiuti, predisponendo un iter procedurale nel 2011 per il reperimento di un’area privata da adibire ad Isola Ecologica/Centro di raccolta. A seguito del procedimento di cui sopra pervenne solo una domanda di adesione riguardante l’area già in uso e il Responsabile dell’ufficio tecnico Comunale la ritenne idonea per regolarità orografica, posizione, accessibilità e congruenza con i parametri fissati dalla disciplina che regola i  centri di raccolta comunali. Nel 2011  con delibera di Giunta Municipale n.18 si adegua il quadro economico del progetto necessario per la redazione definitiva di tale opera e poi successivamente approvato il progetto esecutivo che disciplinava i centri di raccolta comunali costituiti da aree presidiate ed allestite ove si svolge unicamente l’attività di raccolta mediante raggruppamento per frazioni omogenee per il trasporto agli impianti di recupero, trattamento e smaltimento dei rifiuti conferiti in maniera differenziata rispettivamente dalla utenze domestiche e non rientranti nelle linee guida per la redazione dei progetti per le isole ecologiche.

Il progetto generale redatto dall’ing Vincenzo Giuliana oltre alla piastra in calcestruzzo già collaudata, prevedeva una ripartizione dell’area in quattro zone interne e quindi le scelte localizzative e distributive furono scaturite dal considerare l’uso razionale degli spazi e quindi il minor consumo di superfici. Il progetto esecutivo veniva trasmesso all’Asl competente territorialmente la quale, il 09.01.2012, esprimeva parere favorevole sulla progettazione presentata dal Comune di Procida. Copia del medesimo fu inviato all’Arpac che, con nota del 24.05.2012 comunicava che l’impianto progettato presentava i requisiti tecnici relativi alla salvaguardia delle matrici ambientali.

E poi inviato alla Provincia di Napoli per la verifica degli atti necessari per l’erogazione degli stati di avanzamento del finanziamento, e si richiedeva un’ulteriore revisione del quadro economico relativamente alle spese tecniche non potendo le stesse rientrare a carico del contributo provinciale. E’ stato quindi riapprovato il progetto esecutivo e nel corso del tempo si è provveduto all’affidamento dei lavori per messa a norma del fabbricato, dell’impianto elettrico e idraulico nel 2013 regolarmente ultimati e collaudati. Ai fini paesaggistici, il progetto è stato autorizzato con parere della Soprintendenza anche se con delle prescrizioni che sono state risolte con apposite perizie di varianti tecniche.

Certo non ci dimentichiamo che il lavoro dell’isola ecologica ha comportato uno stato di disagio sul territorio isolano ma intanto i lavori proseguivano e furono affidati alla Sap  per un importo di  circa 150.000 euro per ultimare la lavorazione, ormai terminata da diversi mesi, e non si riesce ancora a capire perché il tutto non sia ancora fruibile da parte dei cittadini. Sembra abbastanza improbabile, da questo punto di vista, la tesi sviluppata dal Vice sindaco con delega all’ambiente Giuditta Lubrano per la quale si dovrebbe completare la lista di coloro che sono in attesa da mesi (per cui l’intera comunità) prima di poter consentire l’accesso diretto ai cittadini. In effetti, se il sito è ufficialmente agibile, cosa che non si è ben compresa, non si vede il perché i cittadini non possano recarsi direttamente a conferire, così come da Regolamento approvato unanimemente in Consiglio Comunale, anche perché tale operazione consentirebbe di smobilitare nell’immediato risorse umane per desinarle a questioni rilevanti, vedi la pulizia delle spiagge libere che versano in uno stato indecoroso.

Un ultimo appunto lo rivolgo alla “doppiezza” dell’attuale vice Sindaco che, negli ultimi anni, prima del mandato amministrativo assunto nel giugno del 2015, quale legale di alcuni cittadini della zona, ha sempre combattuto affinché l’isola ecologica fosse delocalizzata altrove, ed oggi, forse folgorata sulla via di Damasco, la pubblicizza come un grande risultato.

di Menico Scala

Capogruppo Consiliare “Per Procida”

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