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Procida: Mostra fotografica dedicata alla Processione del Venerdì Santo

di Giacomo Retaggio
Da Sabato 17 Marzo e fino al 14 Aprile, presso la Chiesa di San Tommaso d’Aquino in Via Marcello Scotti n° 20, sede della Congregazione dei Turchini, sarà possibile visitare la mostra fotografica: “Procida tra Storia, Fede e tradizione: La Processione del Venerdì Santo”.
Si potrà discutere a lungo se la fotografia sia opera d’arte o meno, ma di sicuro essa è un’incursione rapida, a volte violenta, nella realtà di una persona, di una situazione, di un ambiente.
Essa rende con immediatezza la realtà che ci circonda.
Sino a qualche secolo addietro il compito di descrivere il mondo circostante, le variegature degli stati d’animo dei personaggi, la bellezza o la bruttezza dei vari soggetti, era affidato esclusivamente alle arti figurative.
Basti solo pensare alle grandi opere pittoriche o di scultura che riempiono le nostre chiese per rendersene conto.
Queste sono servite ad illustrare ad un popolo analfabeta Dio, le verità di fede, gli accadimenti della storia.
Con l’avvento della fotografia qualcuno avrebbe potuto pensare che questa scalzasse le arti figurative dal loro ruolo, ma si sarà dovuto subito ricredere perché la nuova attività appariva senza anima, affidata, com’era, ad un apparecchio meccanico.
Oggi, però, a fronte di un progressivo allontanarsi della pittura e della scultura dalla realtà col diventare sempre meno comprensibili per il profano, la fotografia si va evolvendo sempre più fino ad assurgere ad una vera e propria forma di arte.
E il concetto di arte risiede nella mente e nel cuore di colui che scatta la foto: la medesima realtà, ripresa da fotografi diversi, può essere recepita da chi guarda in maniera differente suscitando emozioni e sensazioni poliedriche.
E questo è arte.
La mostra fotografica allestita dalla Congrega dei Turchini è un viaggio a ritroso nel tempo, nel cuore della processione del Venerdì Santo procidano.
Si osserveranno visi di persone ormai scomparse, luoghi e ambienti dimenticati e trasformati, modi di fare e “misteri” non più in uso.
E’ un viaggio nella nostra memoria di Procidani.
E cosa penserà quella signora, ormai abbondantemente adulta e per noi sconosciuta, nel rivedersi vestita da “angioletto”, con il viso imbronciato di bambina?

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