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Procida, ospite d’onore alla “Vita in diretta”

Di Miriam Colturi

PROCIDA – Nel corso della puntata dello scorso 31 Luglio, come promesso, gli appuntamenti con Procida, puntuali all’ora stabilita, sono stati due, ma troppo brevi per rendere giustizia ad una piccola e variegata porzione di Italia, così vicina al continente eppure tanto, regalmente, distante e quasi ferma nel tempo.

La brava inviata della “Vita in diretta”, d’altronde, ha provato a contenerne, nei pochi minuti disponibili, le innumerevoli sfaccettature: paesaggistiche, urbanistiche, ed anche le più peculiari, proprie della tradizione di gente, da sempre dedita al mare in condizioni di duro lavoro  e, solo da poco, più determinata ad affermare la propria economia in uno sbocco turistico che travalichi quello, alquanto scontato, di famiglie della borghesia napoletana, che, durante i mesi estivi, approfittano della prossimità a belle spiagge dalle acque cristalline, in un ambiente nel quale è consentita anche ai bambini la fruizione di spazi liberi  eppure controllati, in quella agognata “sicurezza” che, ormai, in città si va perdendo.

Il collegamento apre con le prime immagini di molteplici colori: rosa, azzurro, verde, rosso… le casette del porticciolo della Corricella, si sono mostrate, ancora una volta, nel loro allegro e vivace scintillio.

“Dalle barche, in mezzo al mare, gli uomini distinguevano in lontananza il proprio focolare domestico e potevano dare seguito al prezioso e vitale scambio di ’amorosi sensi’ con la donna amata”.  Così un abitante della contrada, intervistato, ha spiegato, motivando le diverse colorazioni delle palazzine.

Nella seconda parte della trasmissione, l’appuntamento con Procida è alle 18,10 e, magicamente, lo scenario cambia.  Ora siamo in spiaggia, sullo sfondo si stagliano i “faraglioni”: anche Procida ha i suoi.

Sono sufficientemente alti, eppure appaiono alla stregua di moncherini che restano a testimonianza di una preesistente grotta, franata più volte, in epoche successive ed in cui si narra che, sovente, trovassero riparo giovani coppie in cerca di intimità.

Elemento centrale, secondo la modalità consueta del format prestabilito, è la tavola imbandita con prelibatezze tipiche, tra le quali, qui, troneggia l’insalata preparata con i limoni, la cui specialità è data da una scorza particolarmente doppia e pregiata, che li rende una produzione tipica.

 A presidiare le vivande sono signore, belle quanto le due Miss presenti, denominate “Graziella” come la più famosa protagonista del noto romanzo che Alphonse De Lamartine compose, ispirato da un suggestivo soggiorno nell’isola.

Sarà esistita, davvero, Graziella o si è’ trattato solo di una figura concepita dalla fantasia dello scrittore?  Chi lo sa? e, soprattutto, cosa conta?

Quello che è certo è che, ogni anno, Graziella assume le sembianze di una giovane donna procidana, la più bella per quella stagione.

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