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Procida: Papa Francesco

papa francescodi Paoliello

L’altra sera, davanti al televisore, dopo aver atteso con ansia  che dalla loggia della basilica  di san Pietro si affacciasse il nuovo Papa, appena costui è apparso, ho provato un sentimento misto di sorpresa e delusione. E poi ho avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato. Anche la grande folla, che attendeva  sotto la pioggia nella piazza stracolma, all’apparire del nuovo Papa, mi è apparsa immobile, come in un “fermo immagine”. Una massa compatta, muta, fissa,  senza  che accennasse a nessun applauso: una sorpresa pietrificata!

La sorpresa, credo, per aver visto spuntare da quel balcone,  un Papa, che lontanamente si aspettava, un Papa sconosciuto, che sembrava essere caduto dal Cielo. Si!  proprio caduto dal cielo! Non nel senso che la sua apparizione fosse  l’indizio di un grande miracolo, ma nel senso che, inaspettato, desse la sensazione che lo Spirito Santo si fosse sbagliato.

Non poteva essere il nuovo Papa quell’uomo,vestito di bianco che appariva frastornato, quasi impaurito dalla folla, che spasimava per l’attesa. Un illustre sconosciuto, che dava l’impressione che si fosse affacciato soltanto per dare, anche lui, le dimissioni, come aveva fatto il  Papa precedente. Ma, appena ha aperto bocca per salutare la folla  con un semplice:”Fratelli e sorelle, buonasera!”  si è capito che quell’uomo rappresentasse il segno del destino e che fosse il Papa adatto per i tempi difficili, in cui  oggi vive la Chiesa. La folla è esplosa allora in un lungo e caloroso applauso, come a significare con tale gesto spontaneo l’ accettazione del nuovo Papa, che non per caso si chiama Francesco, come il poverello d’Assisi.

Come costui seppe far risorgere la Chiesa, molti secoli fa, anche il novello Papa è visto capace di far rivivere la Chiesa, oggi, e capace soprattutto di curarne le ferite. Quante piaghe la Chiesa ha nascosto sotto le bende della Misericordia, e oggi  diventate croniche rischiano di tramutarsi in gangrena, portandola inesorabilmente alla morte!

Anche io, dopo quell’applauso liberatorio della folla, mi sono ricreduto. Mi sono risvegliato dalla sorpresa, e ho superato la primitiva delusione. Mi son ricordato  di Papa Woitila, e come la sua elezione fosse stata per tutti una sorpresa. Quel pomeriggio del 15 ottobre del 1978, mi trovavo a Trieste e assistetti alla grande delusione dei triestini, che si rammaricavano per l’elezione di un Papa straniero, un Papa “slavo” addirittura, “slavo”, come il popolo a loro confinante, che visceralmente odiavano.

Ebbene in seguito abbiamo visto chi è stato papa Woitila, quello che ha fatto per la Chiesa,  quello che ha rappresentato per l’Umanità intera. Coloro che hanno il dono della Fede, credono che la scelta di Papa Giovanni Paolo II, all’epoca, sia stata opera dello Spirito Santo. Anche io lo credo, ma penso che lo Spirito Santo nella sua grande  oculatezza, abbia rivolto anche uno sguardo particolare ai problemi terreni. Allora i problemi più impellenti per la Chiesa  erano le condizioni dei popoli oltrecortina, oppressi dal blocco sovietico  e divisi dal muro di Berlino. Chi meglio di un papa polacco sarebbe stato in grado di risolverli? Si domandò  la Chiesa. E lo Spirito Santo  rispose indicando Woitila.  Più che una scelta divina, la sua fu una scelta “geopolitica”. Con Papa Giovanni Paolo II la Chiesa infatti è riuscita a sanare il conflitto Est-Ovest dell’Europa, definendone l’assetto.

Anche la scelta del cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, è stata una scelta “geopolitica”. Dopo l’assetto dell’Europa, la Chiesa  ha pensato all’assetto del mondo. Il conflitto con l’Est non è che sia completamente risolto. Permane tuttora il problema della Cina. Ma è un problema molto grosso, ed è stato rimandato a tempi più maturi. Restano problemi altrettanto importanti e gravi, che interessano il sud del mondo. Problemi vitali soprattutto per  i paesi del Sudamerica, i cui popoli convivono con la miseria. E non avendo nient’altro a cui credere, i disgraziati per la disperazione stanno abbandonando anche la Chiesa.

Ed ecco perché la Chiesa, nell’occasione del recente Conclave, ha suggerito allo Spirito Santo la scelta giusta. Chi meglio di un cardinale argentino, che per giunta si è fatto chiamare Francesco, hanno pensato i cardinali, avrebbe riportato all’ovile quei disperati  del sud del mondo?

Per concludere vorrei rivolgermi direttamente a Lei, Sua Santità.

Consentimi però di darti del tu e chiamarti semplicemente Papa Francesco.

Penso che mi perdonerai, essendo il mio un tentativo per sentirti più vicino, più mio fratello.

Caro, papa Francesco, io sono contento che ti hanno eletto. La tua semplicità e la tua onestà morale mi piacciono. Con la tua umiltà io credo che saprai conquistare il cuore della gente. Perciò vai avanti tranquillo, abbracciati la Croce e non la lasciare mai. Dimostra a tutti gli increduli che tu nonostante l’età, sei forte e tenace, e mi raccomando, non gettare mai la spugna. Ingoia in silenzio anche l’aceto, e rallegrati al pensiero che la Storia ti ricorderà come il Papa che ha risolto i problemi del mondo. Tanto basta. Per rivoluzionarlo, rischi di farti ammazzare. E io ti voglio bene. Il mondo intero ti vuole bene!

Considera per un momento anche questa nostra povera Italia! Che grande confusione tra Grillo, Berlusconi e Bersani. Povero Napolitano non riesce a metterli d’accordo. Ma poverino, lui non è lo Spirito Santo. Tu pensi se Grillo, Berlusconi e Bersani fossero stati cardinali. Per motivi geopolitici lo Spirito Santo avrebbe scelto Grillo. Innanzitutto Grillo avrebbe unito l’Italia. Non è che avrebbe risolto i problemi meglio di Berlusconi o Bersani, ma almeno avrebbe fatto dimenticare i guai agli Italiani, facendoli ridere. Tu pensi , caro Papa Francesco, che io in questo momento stia scherzando? Non sia mai! Oggi non si può scherzare. La vita, per quanto difficile, è una cosa seria!

Avrei tanta voglia di ridere anch’io, ma i guai come gli esami non finiscono mai, e quindi non posso scherzare.   Vorrei però, capire un pochino di più la politica e dare magari anch’io  qualche consiglio. Ma mi rendo conto che non sono lo Spirito Santo.

Nel piccolo  paese in cui vivo, anche qui ci sono abbastanza guai, grandi e piccoli, Alcuni li sopportiamo, di altri ci lamentiamo. Alcuni vengono risolti, altri diventano cronici. A volte ci siamo anche ribellati. Ma inutilmente.

Povero Cristo, alla fine concludo, pensando al Sindaco, ma chi glielo fa fare, a risolvere tutti questi guai e alla fine sentire anche le nostre lamentele. Eppure ogni volta, ad ogni tornata elettorale tutti corrono per accaparrarsi la poltrona. E per conquistarla lottano addirittura.  Bene o male chi viene eletto va avanti con la sua amministrazione, cercando di risolvere i tanti guai del paese.

Chi non viene eletto  propone sempre soluzioni diverse da chi comanda, e alla fine i guai restano sempre gli stessi. Io non lo so i cardinali come facciano. Ma una volta scelto il Papa, penso che anche quelli che non ti hanno votato, si facciano” i fatti suoi” .Penso che  abbiano voglia di aiutarti, altrimenti si sarebbero dimessi. A proposito di dimissioni, ho constatato che  nessun Sindaco, alla stregua di Benedetto XVI,  si sia mai dimesso. Forse essi evitano le dimissioni, perché lasciando vuota la poltrona temono che ne approfitti l’avversario non eletto. O forse temono che in un ulteriore confronto possa spuntare a sorpresa dalla folla anonima un Sindaco francescano, diciamo così,  un novello Savonarola, giovane di idee, anche se avanzato di età, come Te, che catturando la fiducia del popolo, fosse capace di rubargli la poltrona. Ma purtroppo anche nell’Amministrazione del mio paese non c’è lo Spirito Santo.  E quindi nemmeno Sua Santità riuscirebbe a guadagnarsi la poltrona di Sindaco. (Dio sia lodato)

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3 commenti

  1. mario caiazzo

    GRANDE PAOLIELLO, concordo in tutto con te, ma non nascondo che alle parole del Papa Francesco la mia pelle d’oca….ero a tavola pronto per la cena, ma finchè il Papa parlava io non riuscivo a mettere niente in bocca…..ho atteso la fine della sua breve seppur intensa presentazione quasi con le lacrime agli occhi…..subito ho pensato ….Questo rivoluzionerà la Chiesa e finalmente attuerà quel chi il concilio a suo tempo ha approvato, ma non ancora attuato…… credo in un disegno divino che guida i passi dell’uomo quando è in difficoltà .. speriamo in una lunga vita di Francesco e nella discesa in campo tra i popoli dei vescovi!

  2. Egr signore paoliellu Lei ha poca memoria: mi suggerisce mio nonno che ci fù più di un sindaco a dimettersi dalla carica, nel Suo Comune di Procida- nel 1982 ci furono una ” sorte di dimissioni da parte di Cennamo- e nel 1993 le Dimissioni di Capezzuto PADRE (brav’uomo dice mio nonno io non lo conosco) ciò che dico io , e questa volta non centra niente mio nonno: perchè capezzuto figlio (SINDACO) non faccia come fece il PADRE? sarebbe il caso che si ravvedesse- visto che non riesce neanche a tenere a quinzaglio l’altro capezzutino – ih ih “storie in famiglia-”

    a me del papà, poi, chiunque fosse………. quà la gente si muore di fame( non ancora nella vostra procida- la disoccupazione aumenta e lo ior continua a fare il proprio comodo – anche, e prevalentamente con i soldi degli Italiani- riformi8amo i patti lateranesi- mandiamo a lavorare le tuniche nere- che molti sono neri fuori e dentro- ma si va.. mi fermo quà.

  3. volevo solo dire che

    non mi trovo nella posizione di Peppino,che l’elezione del Papa sia stata solo un fatto geopolitico per quanta riguarda questo Papa e Papa Wojtila.

    Il ” muro di Berlino ” è caduto perchè è imploso ,per endogenesi,il sistema dittatoriale ed economico comunista : La Chiesa non c’entra assolutamente niente.

    Nei paesi sudamericani è la stessa cosa,perchè quei popoli sono dieci mila volte più bravi di noi europei,che sanno lottare più di noi per i loro diritti e hanno una concezione della vita molto più umana di noi.

    Anzi, proprio in Sud America , le Chiese locali ( vedi Argentina e cile o altri..) hanno ” brillato ” solo per i loro ” silenzi” ,per non dire ” sottomissione..”.

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