L’altra sera, davanti al televisore, dopo aver atteso con ansia che dalla loggia della basilica di san Pietro si affacciasse il nuovo Papa, appena costui è apparso, ho provato un sentimento misto di sorpresa e delusione. E poi ho avuto la sensazione che il tempo si fosse fermato. Anche la grande folla, che attendeva sotto la pioggia nella piazza stracolma, all’apparire del nuovo Papa, mi è apparsa immobile, come in un “fermo immagine”. Una massa compatta, muta, fissa, senza che accennasse a nessun applauso: una sorpresa pietrificata!
La sorpresa, credo, per aver visto spuntare da quel balcone, un Papa, che lontanamente si aspettava, un Papa sconosciuto, che sembrava essere caduto dal Cielo. Si! proprio caduto dal cielo! Non nel senso che la sua apparizione fosse l’indizio di un grande miracolo, ma nel senso che, inaspettato, desse la sensazione che lo Spirito Santo si fosse sbagliato.
Non poteva essere il nuovo Papa quell’uomo,vestito di bianco che appariva frastornato, quasi impaurito dalla folla, che spasimava per l’attesa. Un illustre sconosciuto, che dava l’impressione che si fosse affacciato soltanto per dare, anche lui, le dimissioni, come aveva fatto il Papa precedente. Ma, appena ha aperto bocca per salutare la folla con un semplice:”Fratelli e sorelle, buonasera!” si è capito che quell’uomo rappresentasse il segno del destino e che fosse il Papa adatto per i tempi difficili, in cui oggi vive la Chiesa. La folla è esplosa allora in un lungo e caloroso applauso, come a significare con tale gesto spontaneo l’ accettazione del nuovo Papa, che non per caso si chiama Francesco, come il poverello d’Assisi.
