Procida – Pianificazione territoriale ed urbanistica: se ne parla in un tavolo tecnico/politico

Nelle ultime settimane l’Amministrazione Comunale ha allestito un tavolo tecnico/politico, coordinato dall’ex sindaco Enzo Esposito, per ragionare di pianificazione territoriale, argomento complesso strettamente legato all’edilizia, da sempre comparto volano dell’economia non solo procidana, che, in modo particolare negli ultimi tempi, ed in seguito agli abbattimenti, ha registrato una sensibile frenata.
Il fatto, in se, non è una novità assoluta, negli anni passati non sono mancate occasioni del genere con idee più o meno interessati tutte ferme e bloccate al palo in quanto per concretizzarsi bisogna modificare, o quanto meno armonizzare, i Piani Paesistico e Regolatore, disegnati su iniziativa commissariale tra gli anni ’60 e ’70, che non rispondono più alle esigenze del territorio.
Da questo punto di vista, ovvero sul piano delle esigenze territoriali, o meglio ancora sulla fotografia del territorio, offriamo alla discussione due spunti di riflessione.
Un primo dato numerico riguarda la consistenza della platea scolastica (che poi è la platea dei produttori di redito del domani, dei fruitori di servizi, etc) in netta diminuzione di circa il 50% rispetto agli anni ’80 (cosa che, tra l’altro, metterà a rischio altri posti di lavoro nel comparto) e che ha spiegazione in almeno due motivazioni: 1) si nasce meno; 2) c’è più emigrazione.
Il secondo, di carattere politico, lo “recuperiamo” da un intervento formulato, sempre dalle pagine de “Il Golfo” nel novembre 2009 dall’attuale capogruppo consiliare di “Procida Insieme”, Dino Ambrosino che proponeva:
“…Tanto premesso è opportuno chiedersi cosa c’è ancora da fare per il futuro. Noi proponiamo innanzitutto tre cose:
1) Informazione e sensibilizzazione della cittadinanza sul problema dell’abusivismo. In ogni sede bisogna chiarire che la legge va rispettata e che in caso di infrazione i rischi oggi sono enormi;
2) Dare seguito al processo di acquisizione a patrimonio comunale subito per ogni nuova costruzione. L’acquisizione ha inizio per legge 90 giorni dopo la scoperta dell’abuso se l’interessato non demolisce. Dare seguito significa intervenire dopo i 90 giorni con gli adempimenti burocratici, la destinazione a pubblica utilità o con l’abbattimento ad opera del Comune; nei 90 giorni gli Amministratori possono cercare di persuadere l’interessato a demolire a proprie spese per non correre il rischio di perdere anche la proprietà della terra;
3) Iniziare una seria politica della casa. Favorire con tutti gli strumenti possibili l’apertura di un mercato concorrenziale dei fitti con l’obiettivo di far aumentare i proprietari disponibili a cedere le proprie case ai procidani e ridurre i prezzi. Risolvere con il parere della Soprintendenza i casi di condono edilizio pendenti per consentire ai proprietari di vendere legalmente gli immobili, immettere nel mercato questi manufatti, ed ottenere un abbassamento dei prezzi.
E’ evidente che queste proposte necessitano di serio impegno a realizzarle e di tempo. Ma è anche vero che se si fosse iniziato 15 anni fa oggi saremmo a buon punto. Si è preferito invece mettere la testa sotto la sabbia ed aspettare gli eventi.”
Possibili sviluppi sulla materia potrebbero arrivare entro fine anno.

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