Procida: Problemi in vista per l’accesso dei veicoli a Porta di Massa

disagi porta di massaA distanza di qualche anno si ritorna a parlare delle modalità di accesso dei veicoli a motore all’attracco napoletano di Porta di Massa questo in virtù di un nuovo futuro  dispositivo di traffico veicolare che dovrebbe entrare in vigore nel capoluogo e che, secondo le prime indiscrezioni,  porterebbe non pochi problemi, a residenti e turisti, per raggiungere i traghetti ed imbarcarsi per le isole del Golfo.
Da segnalare, pertanto, una nota a firma del Sindaco Vincenzo Capezzuto e del Vice presidente del Consiglio Comunale e delegato ai trasporti Pasquale Sabia, indirizzata, tra gli altri, al Prefetto di Napoli, Dott.  Francesco Musolino, Presidente Autorità Portuale, Amm. Luciano Dassatti, all’Assessore ai Trasporti della Regione Campania, Prof.   Sergio Vetrella, all’Assessore alla Mobilità, Dr Anna Donati, al Presidente Consiglio Provinciale, Dr Luigi Rispoli, ai Sindaci dell’Isola d’Ischia, Capri e Anacapri, nella quale si riavvia la discussione sull’argomento per cercare di evitare obbrobri sempre in agguato.
“In riferimento alla nota dell’Associazione “Cittadina attiva in difesa di Napoli” inviataci dal Presidente del Consiglio Provinciale di Napoli – si legge nella nota –  condividiamo pienamente il contenuto della stessa e vogliamo ribadire quanto da questa Amministrazione ha espresso nelle innumerevoli riunioni, anche presso la Prefettura, all’istituzione dell’attracco traghetti a Calata Porta di Massa.
Il Consiglio Comunale di Procida con delibera n° 59 del 30 Ottobre 2006 espresse notevoli perplessità circa le difficoltà di raggiungere rapidamente l’attracco suddetto suggerendo proposte alternative. Di questi Ns precedenti interventi, unitamente a quelli di Capri, Anacapri e dei Comuni dell’isola d’Ischia, non si è avuto nessun riscontro.
All’epoca – continuano Capezzuto e Sabia – fu concesso l’ingresso dal Bausan, cioè dal varco che proviene dalla tangenziale e quindi dalle autostrade, solo ai possessori di biglietti e fu da noi contestata chiedendo che  fosse permesso a tutti i residenti delle Isole previo presentazione del libretto di circolazione e carta d’identità attestante la residenza isolana, ma ci fu negato per ragioni di sicurezza che non avevano nessuna fondatezza visto che le stesse esistevano anche per i possessori di biglietto.
Nella riunione del 28 Febbraio 2006 presso l’Autorità Portuale, avendo ribadito la suddetta richiesta, ci fu assicurato che, essendo in esecuzione i lavori di rifacimento di via Marina, sarebbe stata creata una rotativa all’altezza del varco Pisacane onde consentire un accesso  diretto al porto.
Quanto promesso non è stato realizzato e in più si è creato un dispositivo di traffico che rende tortuoso l’ingresso a tale varco.
Oggi apprendiamo – conclude la missiva del Comune di Procida – che si vuol creare un dispositivo di traffico e zona ZTL che renderanno ancora più impossibile accedere all’area portuale dal varco Pisacane e quindi a Calata Massa.
Pertanto si richiede di rivedere quanto previsto dal nuovo dispositivo in modo da rendere più agevole l’accesso e il deflusso da Calata Massa, di permettere l’accesso e l’uscita dal varco Bausan anche per snellire il traffico cittadino e la riapertura di un tavolo tecnico per la risoluzione delle problematiche su esposte. “
 Guglielmo Taliercio

 

 

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2 commenti

  1. eh eh una volta avevamo un senatore (salvatore lauro)che si “prodicava” x i probbbblemi degli isolani–adesso non si vede più in giro-
    è il caso di rivolgersi alla Sciarelli- ( chi l’ha visto)
    ma della medmar non centgra qualcosa anche l’ex presidente del consiglio regionale? chiedo scusa alla bellissima signora se sono informato male-
    e ciò che si paventa non è anche negativo per le società di navigazione oltre a essere un forte disagio degli isolani?
    bàh bàh hab———-

  2. Io credo che siano del tutto inutili ed ingiustificate queste Perplessità,in uno stato democratico, ove menti di superiore intelligenza governano, non renderanno mai la vita impossibile a chi uscito fuori delle mura della propria città per esigenze diverse debba far rientro obbligatoriamente al proprio domicilio ove si augurano di poter vivere sino al compimento della loro esistenza, ma nella malaugurata sorte tali eccelse menti rendessero loro la impossibilità al rientro sappino che gli spazi cimiteriali sono momentaneamente non disponibili.

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