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Procida straripa di munnezza. Troppi netturbini malati, raccolta NU in tilt.

1230673119.jpgProcida straripa di spazzatura. Le strade, in particolare quelle periferiche, sono intasate di cumuli di rifiuti. Alcuni quartieri, come Centane, Solchiaro, Ciraccio, sono in ginocchio. Da oltre una settimana il servizio di raccolta curato dalla SEPA – una società mista fra Comune (75%) e Cooperativa sociale S. Marco di Napoli (30%) – avviene in maniera episodica. E’ effettuata, per lo più, solo nell’asse viario centrale e nelle marine dell’isola, da una diecina di operai. I restanti 28 sono inattivi: la maggior parte di loro ufficialmente risulta malata. Il sindaco dell’isola Gerardo Lubrano è disperato.

Racconta: “A Natale all’uscita della messa di mezzanotte, ho fatto i lgiro dell’isola per rendermi conto personalmente della situazione che numerosi cittadini mi avevano segnalato. Mi sono vergognato. Alle due ho chiamato a telefono uno dei responsabili del servizio. Ho appreso che lui compreso stavano lavorando solo n decina di unità, eppure – continua il primo cittadino – non c’era stata comunicata alcuna vertenza”.

Conferma Mimmo Lengua, sindacalista dell’ “Assotrasporti”, il sindacato di categoria che associa il maggior numero degli operai: “Non sono a conoscenza dialcuno sciopero o manifestazione di protesta.noi abbiamo avuto sempre un atteggiamento respoinsabile. I lavoratori hanno operato anche nei casi di amncato ricevimento dei salari”.

Ma la realtà è quella che è. I dieci operai che quotidianamente lavorano non riescono a smaltire la grande quantità di rifiuti accumulatisi negli ultimi giorni. Ci sono ormai anche rischi sanitari.

Il dottor Sergio Pepicelli, presidente della Sepa, mette sotto accusa la cooperativa addetta al servizio di raccolta: “Oggi – dice – avremo a Napoli una riunione definitiva. Siamo prontiad affidare il servizio ad un’altra ditta”.

Il vertice odierno dovrebbe portare ad una chiarificazione complessiva. Il vice sindaco Luigi Muro non ha peli sulla lingua: “Non capisco i motivi di  questo comportamento assurdo da parte dei lavoratori della Sepa.Non ci sono più i margini di composizione bonaria. siamo in guerra. Non escludo soluzioni drastiche, come lo stesso scioglimento della Sepa”

Non mancano, nel frattempo, episodi di teppismo: a Terra Murata, sul belvedere dei cannoni che s’affaccia sulla Corricella, è stato divelto dal muretto di protezione e fatto precipitare sul costone, uno dei contenitori “turistici”, di recente installati, per migliorare l’arredo urbano dell’isola.

DOMENICO AMBROSINO (da “IL MATTINO” del 30/12/2008)

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