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Procida: “Summa” musicale del Coro polifonico S. Leonardo

Di Giacomo   Retaggio

PROCIDA – La “performance” del Coro polifonico S- Leonardo, la sera del 24 marzo u.s., presso la chiesa di S. Margherita nuova di Procida, si potrebbe definire una “summa” musicale, in quanto il suo contenuto ha spaziato dalla musica barocca al Jazz. E ciò a dimostrazione, ove mai ve ne fosse ancora bisogno, dell’alto grado di preparazione e di versatilità raggiunto da questa Associazione, ma soprattutto della ecletticità nella scelta dei programmi da parte del maestro Aldo De Vero. Mantenere la resa vocale con duttilità e armonia nel passare da un tipo di canto all’altro non è cosa facile, ma le coriste ci sono riuscite alla grande. Altro è eseguire un brano vocalmente morbido come un pezzo barocco, altro è cantare un brano di jazz dai toni spesso aspri e talvolta dissonanti! La serata è iniziata con le dolci note del “Salve Regina” di Scarlatti per poi proseguire con il “Lacrimosa” dal Requiem di Lotti, “Ave Verum” di Faurè, “Notte” di Frisina, “Der 23 Psalm” di Schubert, “Mary’s theme” dal film “The passion of the Crist” di Watts e Debney e “Ave Maria” di Lorenc. Il pezzo forte, però, si è avuto nella seconda parte con l’esecuzione di “A   Little Jazz Mass” dell’americano Chilcott. Qualche parruccone benpensante potrà arricciare il naso e obbiettare: “Come il jazz in un concerto di Passione? Sacrilegio!” Ma quando mai! La musica quando è bella, sia essa di Bach, di Mozart, di Beethoven o del jazzista Chilcott, è sempre bella. Occorre solo il coraggio di fare certe scelte ed Aldo De vero l’ha avuto. Il fatto che più mi ha colpito, nell’ascoltare questa “Piccola messa jazz”, è che questi suoni, che evocavano praterie americane e cow boy con il lazo, musicavano un testo, Kyrie, Gloria, Sanctus, Benedictus, Agnus Dei, rigorosamente in latino. Un perfetto connubio tra la cultura anglosassone e quella classica europea in nome del canto e della musica. La “standing ovation” finale ha dimostrato che il pubblico l’ha gradita molto. Al concerto hanno collaborato Celeste Costagliola di Fiore, flauto traverso, Sara Scotto di Perrotolo, clarinetto, Glorianna Caiazzo, clarinetto basso, Vittorio Romano, basso, Donato Scotto di Monaco, percussioni, Elio di Bernardo, organo e arrangiamento strumentale.  Ed anche la partecipazione sentita ed entusiasta di questi giovani musicisti contribuisce ad ampliare ed a radicalizzare sempre più sul territorio la conoscenza del bel canto e della buona musica portata avanti da anni dal Coro di S. Leonardo. Complimenti e sempre…ad maiora!

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