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Procida. Suor Orsola, Vivara inserito tra i cantieri del Progetto "Porte aperte"

L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha ospitato alle ore 11 di giovedì 20 maggio 2010 la presentazione di “Porte Aperte nei cantieri archeologici di Ateneo”, un progetto ideato e promosso dalla Facoltà di Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa con la collaborazione del Servizio di Orientamento e Tutorato di Ateneo.

Tra le attività più esemplari dell’Università nel settore dell’archeologia subacquea è, invece, il cantiere di Procida – Vivara, che fa parte dei cantieri inclusi nel progetto “Porte Aperte”.

Attraverso l’incontro è stata presentata al pubblico di esperti e di appassionati la “Guida ai Cantieri Archeologici di Ateneo” che illustra i lavori di scavo svolti da diversi anni in numerosissimi siti archeologici della Campania dall’Università Suor Orsola Benincasa. Tra questi risalta il cantiere di Pollena Trocchia, sito in zona Masseria De Carolis, che impegna ogni anno decine di studenti ed esperti italiani ed esteri: una ricchezza rinata grazie agli scavi che nel corso del tempo hanno portato alla luce una struttura simile a una villa e a un complesso termale, che potrebbe riservare nuove sorprese per il futuro. La costruzione è databile all’incirca al secondo secolo dopo Cristo, ma alcuni frammenti testimoniano la presenza di un centro abitativo precedente.

Le altre aree archeologiche sulle quali opera il Suor Orsola sono il Ponte della Lavandaia a Montella (AV), il cantiere di Pompei (NA), quello del Convento di San Francesco a Folloni in Montella (AV), quello di Somma Vesuviana (NA) e quello di Rupe Canina a Sant’Angelo di Alife (CE). Ma anche in aree archeologiche dislocate sul territorio nazionale ed internazionale, presso le quali l’istituto è stato convocato dalle amministrazioni locali per via delle competenze scientifiche nel settore acquisite negli anni, come il cantiere della Collegiata di Santa Maria Assunta a Otricoli (TR), quello di Mursia a Pantelleria (TP) e quello di Monastiraki sull’isola di Creta. Esemplare delle attività dell’Università nel settore dell’archeologia subacquea è, invece, il cantiere di Procida – Vivara, che fa parte dei cantieri inclusi nel progetto “Porte Aperte”.

Nell’ambito del nuovo ordinamento universitario recentemente entrato in vigore per dare alle strutture formative un’organizzazione più adeguata alle esigenze occupazionali e maggiormente rispondente ai veloci sviluppi che hanno interessato la ricerca scientifica degli ultimi anni, è stato oggetto di una profonda revisione anche il settore delle scienze dell’antichità, e in particolar modo quello dell’archeologia. A questo proposito, come ha affermato Massimiliano Marazzi, coordinatore del settore archeologico del Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, l’Università ha puntato fortemente sul rafforzamento delle attività di laboratorio e di quelle didattiche sul campo.

La vera novità di questa iniziativa è che da quest’estate tutti i cantieri archeologici sopraccitati non saranno accessibili solo agli studenti dell’Università, ma anche a quelli delle altre università campane che seguono corsi di studio inerenti alla ricerca archeologica. Inoltre, seguendo i tempi e le modalità indicate nella guida realizzata per ciascun cantiere e scaricabile sul sito web del Suor Orsola, anche i cittadini potranno richiedere di visitare gratuitamente i cantieri.

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