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Procida. Tommaso Forestieri risponde alla lettera sul porto, del Vice Sindaco Muro

Il documento a firma del vice Sindaco datato 30 settembre u.s, sull’intera vicenda amministrativa per la realizzazione e la gestione del Porto Turistico di Marina Grande, è una complessa dichiarazione resa a futura memoria, da un re “che ormai è nudo”.

Laddove se la prende con i capipopolo, ovvero con gli esponenti del Coordinamento Cittadinanza Attiva, tirando in ballo lo statuto comunale che a suo avviso “è fuori luogo” per discutere la questione suddetta in Consiglio Comunale, lo fa appositamente per confondere le idee ai procidani a digiuno della conoscenza della Legge che disciplina l’Ordinamento dei Comuni e delle Provincie. Infatti, il 3° comma dell’art. 8 (Titolo Partecipazione Popolare) della suddetta legge, recita così: “Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione (n.d.r., qui il legislatore si riferisce ai Referendum Popolari), nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte dei cittadini singoli ed associati diretta a promuovere interventi per la migliore tutela degli interessi collettivi e, devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame (n.d.r., in questo ultimo punto sottolineato, rientra il caso dell’istanza presentata al Presidente del Consiglio Comunale dal Coordinamento con proposta ai sensi del 1° e 5° comma dell’art. 9 dello Statuto Comunale, che per non appesantire la lettura di questo intervento, si pubblicano integralmente a margine).

Per il Vice Sindaco, invocare le suddette norme dello Statuto Comunale per ottenere l’adozione da parte del Consiglio Comunale di una delibera ricognitiva sull’intera vicenda amministrativa e la gestione del Porto Turistico di Marina Grande, ostacola l’azione amministrativa.

La sua  è rabbia e non ragione!

Perché, con due volantini e con un’assemblea pubblica svolta nei giorni scorsi, gli abbiamo rotto “le uova nel paniere”, pubblicizzando l’intera vicenda del porto turistico, visto che l’intero Consiglio Comunale ha lasciato fin ora correre tutto.

Per chi come me, che è stato l’estensore materiale dell’istanza innanzi detta  per conto del Coordinamento Cittadinanza Attiva, con una procedura intrapresa circa la richiesta al Consiglio Comunale, quasi inedita rispetto a quella consueta seguita dai consiglieri comunali. Dopo le affermazioni pretestuose del vice sindaco, non può fare altro che prendere atto della mancanza di volontà politica a far partecipare i cittadini singoli o associati all’amministrazione locale.

Vorrei poi dire al Vice Sindaco, dove sta la malafede dei capipopolo?

Essi non chiedono altro che l’adozione di un atto deliberativo ricognitivo, al fine di approfondire tutta la questione del porto turistico, di procrastinare a tutto il 31-12-08 p.v. ulteriormente i termini di scadenza del bando deliberato dalla giunta e, infine, di stabilire come da consulenza espressa dal Segretario Generale del Comune, pronunciata nella delibera del bando circa l’offerta degli stessi partecipanti alla gara sia in aumento rispetto ad un minimo preordinato.

Ci sono tutti i buoni motivi per affermare che, di giorno in giorno a Procida, si stanno restringendo tutti gli spazi di democrazia, soprattutto, quando vengono disconosciuti e sottovalutati i contenuti dello statuto e dell’art. 8 della legge sull’ordinamento degli Enti Locali.

Da sottolineare, che questa omertà politica, rende sempre più difficile il confronto sulle questioni amministrative.

E’ proprio la mancanza di confronto che ha determinato un siffatto sistema di potere oligarchico che va combattuto giorno per giorno.

Tommaso Forestieri

*Art. 9

comma 1. Per la tutela degli interessi collettivi, i cittadini singoli o associati possono avanzare istanze, petizioni e proposte su aspetti che riguardano l’azione amministrativa del Comune.

Comma 5. Le proposte dirette ad ottenere l’adozione di un atto deliberativo del Comune, devono essere sottoposte all’esame del competente Organo Comunale nella prima adunanza successiva alla loro presentazione che deve avvenire entro e non oltre 20 giorni.

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