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Procida. Trasporti marittimi: la posizione dell’Ancim nelle parole del segretario Elio De Candia.

Il diritto alla mobilità e alla libera circolazione è garantito dalla Costituzione Italiana e dalla Unione Europea. I cittadini delle piccole e grandi isole italiane devono essere giustamente garantiti dallo Stato italiano nell’esercizio di questo fondamentale diritto.
Così come è affermato nell’art. 1 della legge 481/1995, i Comuni delle Isole minori chiedono che vengano garantiti i livelli di qualità dei servizi e che le tariffe siano coerenti e correlate agli interessi degli utenti e dei consumatori. Questi principi devono essere attuati nel rispetto della concorrenza e di un sistema tariffario compatibile per i soggetti esercenti il servizio.

In molti paesi dell’Unione Europea i traghetti, considerati come “naturale” prosecuzione di strade pubbliche, sono a costo zero per i residenti.
Riteniamo quindi doveroso da parte del Governo, nel momento in cui pone in essere gli atti per la vendita e lo spacchettamento di Tirrenia, di tener conto prima di tutto delle necessarie garanzie obbligatorie per i cittadini residenti nelle isole.
La continuità territoriale e tariffe assimilabili al sistema dei trasporti sulla terraferma devono essere i criteri ispiratori della definizione della nuova convenzione che è in via di adozione.

Questo elemento diventa ancora più importante alla luce della crisi economica che ha investito l’economia e le famiglie.
Inoltre si ritiene che questi provvedimenti vadano correlati all’approvazione del disegno di legge sul federalismo fiscale e soprattutto ai decreti amministrativi.
Abbiamo bisogno di servizi di trasporto marittimo alla stessa stregua di un servizio di trasporto pubblico locale. Per questo vanno garantite risorse in grado di mantenere, anzi migliorare, l’attuale livello di collegamenti.
Va garantita quindi quantità e qualità del servizio.

I cittadini isolani italiani sono poco meno di sette milioni, ma movimentano con il turismo l’economia nazionale, con notevoli benefici per i territori che sicuramente già penalizzati dalla crisi mondiale, subirebbero ulteriori gap, insormontabili sul piano della concorrenza europea e internazionale.
Le isole devono essere collegate per l’arco dell’intera giornata (h24) con un costo del biglietto per l’utenza realmente proporzionato al tempo di percorrenza.
La qualità dei vettori deve essere adeguata alle norme di sicurezza europea e quindi deve far parte delle condizioni di un eventuale gara anche la modernizzazione dei mezzi utilizzati.

Deve essere garantita una reale concorrenza, che dia risultati positivi a favore dell’utenza, tra le compagnie vecchie e nuove che operano nelle varie tratte.
Per quanto riguarda il rispetto dei principi comunitari, si evidenzia che la stessa Unione europea ha sempre affermato che le Isole e la montagna, proprio per la loro peculiarità e per i fattori di svantaggio che esprimono, necessitano di norme particolari anche in deroga.
Quindi, i Comuni delle Isole minori chiedono di rappresentare alla U.E. l’elemento della deroga per la definizione degli orari e delle tariffe. Inoltre chiedono che venga costituito un tavolo di coordinamento in cui, a fianco alle Regioni, vengano chiamate anche le Autonomie locali in modo da garantire la rappresentanza dei cittadini primi fruitori del servizio.

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