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Procida: Trasporto pubblico locale da zero in condotta

Di Giuseppe Giaquinto 

PROCIDA – Il fine settimana appena trascorso ha ancora una volta messo in evidenza la precarietà del trasporto pubblico locale che non riesce a garantire assolutamente gli spostamenti né ai Procidani né alle centinaia di turisti che sbarcano o che vogliono muoversi sull’isola. I piccoli bus hanno viaggiato sovraffollati, sebbene oltre 22/25 persone non riescano a mettere al loro interno, almeno quelli più grandi. Una sola porta per salire e scendere, alcuni mezzi con aria condizionata fuori uso e senza neanche finestrini da poter aprire. Ma la giornata di domenica appena trascorsa ha fatto vivere momenti addirittura allucinanti alle tantissime persone sbarcate in cerca di un servizio pubblico degno di un’isola turistica. Al porto scene da terzo mondo con centinaia di persone in attesa sotto il sole o al riparo in qualche bar o negozio della zona. Tantissime persone ferme sulla piazzola di stazionamento che rendevano il lavoro degli autisti molto complicato, creando situazioni di estremo disagio e pericolosità. Centinaia le persone che hanno chiesto di salire su a Terra Murata e che lasciate a terra dal piccolo bus di 15 posti sono state costrette a cambiare itinerario o ad avventurarsi a piedi. Nella mattinata, sulla salita verso Terra Murata, si sono aggiunte pure le numerose auto ferme che hanno creato non poco disagio tanto che ad un certo punto, con il bus appeso e nella impossibilità di proseguire, ci si è visti costretti a far scendere i passeggeri per non creare situazioni di pericolosità. A San Rocco ancora auto e motorini a bloccare il transito del bus. Ma la insostenibilità maggiore si è verificata lungo l’asse principale con pochissimi bus di piccole dimensioni a dover sopportare una richiesta di trasporto 10 volte superiore alla capienza totale offerta. Così al Porto come alla Chiaiolella turisti e procidani costretti ad aspettare 60/70 minuti per poter salire su un pulmino. Lungo le fermate ancora decine e decine di procidani e turisti hanno atteso invano la possibilità di poter entrare in qualche bus per raggiungere le spiagge o il porto nel pomeriggio. Avevamo già da tempo preannunciato queste scene a causa della assoluta inidoneità ed insufficienza dei mezzi impiegati su Procida. Basti pensare che rispetto allo scorso anno abbiamo una riduzione di capienza totale nel trasporto pubblico di oltre il 40% con notevoli danni economici anche per l’azienda che gestisce il servizio. Questo basta a rendere l’idea della pochissima efficienza che offriamo all’utenza nel trasporto locale. Se poi aggiungiamo la carenza di autisti e di personale coadiuvante a terra oltre alla esiguità del numero dei bus presenti sul territorio ben si comprende che non rappresentiamo un buon biglietto da visita per l’isola ne siamo in grado di fornire un adeguato servizio pubblico alla popolazione locale. Fare turismo propagandando le nostre bellezze serve a poco se poi non si riesce a garantire a chi viene a trovarci un trasporto locale almeno decente. Così come predicare la mobilità alternativa per i procidani e’ fumo negli occhi se questi stessi procidani non hanno un trasporto pubblico almeno sufficiente. E non tutti possono andare in motorino o in bici elettrica e non tutti si divertono a camminare sotto il sole alle 16 del pomeriggio per la concomitanza del salutare blocco delle auto.

Bisogna subito chiedere alla Regione e all’EAV di mandare su Procida un numero maggiore di bus, con capienza maggiore e un po’ di comfort in più, giusto un poco. Bisogna immediatamente attivare la procedura per le assunzioni in servizio degli autisti stagionali. Bisogna far da subito entrare in vigore l’orario estivo, come avvenuto già da tempo a Ischia, e bisogna aumentare il kilometraggio assegnato a Procida in modo tale da garantire una maggiore frequenza, a cominciare dal raddoppio della linea per Terra Murata in alcune fasce orarie per finire ad una notevole intensificazione sulle altre linee.

Speriamo che tra qualche piuma che vola, qualche scoglio che affiora e qualche romantico tramonto, i nostri amministratori trovino il tempo ed il modo di pensare a Procida.

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Un commento

  1. Purtroppo anche su terra ferma il trasporto pubblico lascia assai a desiderare . Bisogna che il dott. Giaquinto si rassegni a relegare all’ultimo posto ogni esercizio che riguardi la pubblica utilità, quella per intenderci tassata per la maggioranza dei cittadini che, il governo ha delegato per comodità e quieto vivere, alle regioni . La sanità, la scuola, le abitazioni residenziali e via dicento, rappresentano per ognuno di noi croce ma non delizia quotidiana . Ogni altra emergenza, d’ordine privato, assume assoluta precedenza su questi scottanti ed irrisoluti argomenti che i sindaci, dove questi siano presenti, devono affrontare quotidianamente e dolorosamente con la giunta locale, frammentata e scarsamente collaborativa !

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