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Procida, un nuovo costume del vivere comune: Ristorante o Biblioteca?

michele romanodi Michele Romano

Viviamo in una realtà, come quella contemporanea, dove la rozzezza, la volgarità, l’insulto, l’aggressività, la minaccia, l’insipienza, la spocchiosità, la vanità sono tra gli aspetti apicali del vivere quotidiano e, di contrappasso, la cultura, non più intesa come elevazione dello spirito ma come elemento insulso che non offre da mangiare.

In questo, il nostro paese, è in prima fila. È sufficiente osservare il violento attacco che una parte di classe politica cialtrona, gretta, accattona, belluina ha condotto contro i senatori a vita Abbado, Cattaneo, Piano, Rubbia, figure di primo ordine nel campo scientifico-artistico tanto da mantenere ancora in alto la credibilità nel mondo dell’Italia, nonostante il marciume di questi anni invece di vergognarsi del disastro socio-economico creato anche a danno delle future generazioni.  Ebbene, in questi momenti così bui per le relazioni umane bisogna dare fiato alla riflessione, alla profondità, all’arricchimento interiore attraverso lo scambio amorevole del dialogo in modo da mettere in moto un nuovo costume organizzativo del vivere comune. Così, senza fare voli pindarici e calandosi nel territorio in cui si vive (Procida), inviterei l’attuale classe dirigente, dalle cui meningi il massimo risultato che emerge è quello di emanare un bando per aprire un altro ristorante dentro la struttura ex macello, ad uscire dalla mediocrità in cui versa e invece di volare in alto e pensare alla costruzione di un terreno culturale (humus) su cui investire il progetto di un futuro degno delle prossime generazioni. Infatti, lentamente e costantemente in questi anni, come abitanti di questo splendido scoglio in mezzo al mare, non possiamo più definirci isolani ma isolati in quanto ciascuno è racchiuso nella propria muraglia cinese fatta di angosce, frustrazioni, paure, violenze e emarginazioni. Il segno di tutto ciò si visualizza presso il Distretto sanitario dove i servizi più affollati, oltre a quello di diabetologia, sono quelli di Salute e Igiene Mentale, di Neuropsichiatria Infantile e del recentissimo progetto Spazio adolescenti, sintomi di un’acuta emergenza che investe sia i singoli che i nuclei familiari.

Se la politica vuole riprendersi la propria centralità, il proprio posto d’onore deve, in modo prioritario, provvedere a “mettere su” fonti di aggregazioni, di socialità, di comunicazione e di memoria storica. E quale migliore habitat per abbattere l’isolamento, superare l’angoscia e la grassa ignoranza, può essere se non la fondazione di un polo bibliotecario museale e una ludoteca dove l’incontro con un libro, la pittura, la scultura, la musica in comunione con tanti altri compagni di viaggio, diventa una profonda cura dello spirito su cui fondare le premesse per una migliore qualità della crescita e sviluppo della cara terra mikhaelica.

D’altra parte lo spazio c’è, basta mettere a frutto una parte significativa dell’ex struttura carceraria di Terra Murata, senza rimanere in attesa di quale grande progetto speculativo che certamente non arrecherà alcun beneficio alla popolazione se non a pochissimi eletti.

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5 commenti

  1. Sig. Romano parlando di Senatori a Vita, a parte la classe politica che lei definisce in parte “cialtrona, gretta, accattona, belluina” ma lei non da’ una definizione su colui che ha fatto le nomine …. io penso che, molto meglio di Abbado, la nomina in oggetto l’avrebbe meritata RICCARDO MUTI, meridionale, formatosi musicalmente al Conservatorio di Napoli e vicino in prima persona a tutte le numerose istanze e problematiche meridionaliste nonche’ al nostro passato musicale napoletano prestigioso (Paisiello, Cimarosa, Scarlatti, etc.) Non crede che, anche in questo caso, il pesce puzza sempre dalla testa ????

  2. raffaella salvemini

    carissimo hai ragione la cultura potrebbe aiutarci contro l’oscurantismo e la miopia del tempo presente ma basterebbe parlare di libri e mettere libri ovunque: nei bar, in pasticceria,in chiesa e provocare la classe dirigente con la lettura. Aspettare la realizzazione di poli o ludoteche vuol dire stimolare appetiti!!! a proposito il macello è un luogo storico di cui mi va bene il recupero per la ristorazione ma provassero in poche righe e foto a farne la storia prima della trasformazione. Comunque complimenti a Michele Romano

  3. Il dubbio amletico ” Ristorante o biblioteca ”

    è del tutto inappropiato,non c’azzecca,come direbbe l’ex on. DiPietro.

    Era già ampiamente previsto nella Convenzione sottoscritta tra il Comune e il ” Marina di Procida “,cosi come sono previste nell’ambito portuale altre strutture,tipo ” Circolo nautico ” e altre cose.

    Piuttosto lo ” scandalo ” lo vedo da un altro punto di vista.Quello che trovo allucinante è il mancato accollo delle spese di ristrutturazione di una parte dell’ex macello da parte della stessa ” Marina di Procida “.E’ una cosa assurda che questa società non abbia mai attivo di cassa,lo stesso Comune quasi ogni anno ci deve rimettere la propria quota sociale.

    Che facciano vedere i bilanci entrate ed uscite!!!!! Cosi ne vedremmo delle belle!!!!!

    Per quanto riguardo alla Biblioteca,beh ci sarebbe molto da dire…
    Comunque sono discorsi del tutto virtuali,non penso che la presenza o meno di un polo museale sia sinonimo di una sicura crescita culturale : basta osservare che fine hanno fatto fare al grandissimo Prof.Runcini con i suoi 25.000 volumi per rendersene conto.

    Per quanto riguarda all’istituzione dei ” senatori a vita ” ,li eliminerei totalmente. Sono soldi buttati al vento,visto che i nominati sono totalmenti assenti nel Parlamento.

    Abbiamo un “Palazzo della cultura ” a Terra Murata ,non mi sembra che i procidani se ne siano accorti,e aloà : ” ma di che parliamo!!!!! Di aria fritta..

  4. Il tutto in due righe:
    Classe dirigente amministrativa con capacità eccezionali. Infatti nessuno riuscirà mai a metterli in galera!Sanno come muoversi, ai limiti della legge, e rifilandola a quel posto solo agli inermi cittadini.
    Porto turistico? venduto! Carcere? a breve! Palazzo Cultura/ristorante/centro commerciale? Si! effettivamente si è rilevato un buon centro commerciale, anche se solo per due o tre esercenti!
    Intanto gli abitanti di Via Morea e Via Raia ringraziano che dopo centinaia di anni, con questa amministrazione, hanno finalmente ricevuto strada e illuminazione sistemata!

  5. Vorrei solo chiedere,perche’ non si pensa a una biblioteca a san giacomo o nel palazzo della cultura a terra murata. I tempi di realizzo sarebbero molto piu brevi, grazie a chi vorra’ rispondere

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