Vi proponiamo una piccola riflessione di Roberta Scotto, sulle tematiche della scuola sull’isola e su cui proviamo sempre a tenere alta l’attenzione.
In questo fine settimana ho incontrato due mie amiche e mamme. La prima ha una bimba all’asilo di via libertà. Ho sorriso alla bambina e le ho chiesto come andava la scuola. la mia amica ha sorriso: era stata chiusa cinque giorni: avevano trovato cacche di topo e sporcizia. per dare una mano alla scuola – loro si fanno carico di portare dai colori alla carta igienica ai giochi- hanno preso tutti i giochi e li hanno lavati nelle loro case con l’amuchina. Ebbene, acqua nera e fogli rosicchiati.
Giustamente mi esprimeva la preoccupazione riguardo a tutti i bambini che mettono mani dappertutto e potrebbero prendersi qualche malattia seria in quella sporcizia. Come darle torto? lei a dirmi che ci sono i tagli di gelmini, i tagli del comune e l’unico modo per far funzionare bene la scuola è dare una mano.
La domenica m’incontro con un’altra amica, la sua bambina va alle elementari. ebbene, ha inziato dalla mensa – dove trovano i capelli nei piatti e se non erro pagano intorno alle 70 euro al mese- alle classi piene d’acqua dell’anno scorso che hanno creato tutta una serie di macchie d’umido, mattonelle staccate, posti pericolosi. I problemi della scuola sono noti in tutta Italia ma a Procida abbiamo mamme attente, pronte a dare una mano e una vasta popolazione infantile.
Credo sia fuori luogo dire che le mamme isolane sono ansiose – conclusione a cui giungono i più quando le signore vanno a protestare – se mandare tuo figlio a scuola significa rischiare che cada o si senta male o – peggio – gli sbaglino il pasto perchè celiaco.
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