Procida: “Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra”

Il prossimo 1 ottobre a Procida, Giuseppe Tornatore riceverà il Premio Elsa Morante-Isola di Arturo quale grande «Complice d’autore». Il riconoscimento, che negli anni scorsi andò a Riccardo Muti e a Uto Ughi, si aggiunge a quello per la saggistica andato A. Baldoni – G. Borgna, con “Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra”.
Proprio soffermandoci su questo libro, “Confesso – dice lo scrittore Giacomo Retaggio, componente della giuria – che, cresciuto negli anni ’50 del secolo scorso negli ambienti dell’Azione Cattolica e, poi, in quelli della Democrazia Cristiana, non mi ero mai interessato veramente al fenomeno Pasolini. Per noi, giovani cattolici di allora, lo scrittore, poeta e regista era una sorta di tabù da condannare o, quantomeno, da ignorare.
D’altra parte questi non è che facesse molto per farsi accettare: libri colmi di sconcezze, films regolarmente censurati, militanza politica nel P.C.I. ed una dichiarata ed ostentata omosessualità (colpa gravissima allora!) lo facevano diventare inviso alla maggioranza delle persone di cosiddetto buon senso. Col passare degli anni, – continua Retaggio – pur modificandosi gradualmente il mio giudizio in senso positivo verso lo scrittore, non sono mai riuscito ad amarlo troppo, forse per i residui della mia cultura cattolica- democristiana.
Leggendo “Una lunga incomprensione” di Baldoni e Borgna, mi sono dovuto ricredere: Pasolini, comunque lo si veda, da Destra o da Sinistra, appare come un gigante della cultura mondiale.
Non fu compreso, ai suoi tempi, né dai comunisti che spesso lo osteggiavano fino a radiarlo dal partito, né dai cosiddetti “fascisti” che francamente lo perseguitavano.
Perché Pasolini era un personaggio scomodo per tutti: aveva il coraggio di dire la verità, di accusare, di parlare alla gente , di andare al nocciolo delle questioni.
Vedi, a tal proposito, i suoi articoli sulle stragi di Piazza Fontana, di Brescia, sul ‘ 68 ed altri.
Si rese, pertanto, “spiacente a Dio ed ai nemici suoi”! Aveva una visione profetica del mondo e della storia: aveva previsto, ad esempio, con oltre tent’anni di anticipo lo sbarco in massa di nordafricani sulle nostre coste.
Eppure fu un perseguitato, un emarginato, un ricattato soprattutto per la sua omosessualità. Non fu mai compreso appieno o non si volle comprenderlo.
La verità – conclude Retaggio – è che Pasolini era troppo avanti nella concezione del mondo, della politica e della storia. Ed era circondato da nani…”

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