Home > Procida. Vendita del porto: NO grazie, dal Coordinamento Cittadinanza Attiva

Procida. Vendita del porto: NO grazie, dal Coordinamento Cittadinanza Attiva

Foto manifestazione Coordinamento Cittadinanza AttivaIl Coordinamento Cittadinanza Attiva nel corso dell’Assemblea pubblica tenutasi domenica 21 settembre ale ore 12 in Piazza Marina Grande, hainformato la cittadinanza circa la questione della vendita del 49% delle quote detenute dal Comune di Procida, memtre il 51% è di proprietà di Isola di Procida Navigando che gestisce il porto turistico. Ha ribadito il suo NO alla vendita lanciando una proposta di azionariato popolare, con la costituzione di una cooperativa di cittadini procidani e chiedendo contemporaneamente lo slittamento del bando per la presentazione delle manifestzioni di interesse al 31.12.08.

Inoltre i ocnsiglieri di minoranza hanno richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale predisponendo un ordine del giorno,e che chiede l’acquisizione da parte del comune del 2% delle quote del socio maggioritario sufficiente ad acquisire il controllo del porto.

Inoltre ha informato dell’incontro avuto con il sindaco sulla questione della raccolta differenziata e delle bollette Sepa Equitalia. Su questo versante ci sono delle novità che vengono  dalla SEPA, si dovrebbe andare verso una modifica del regolamento che fissi 6 rate uguali per tutti,coloro che devono pagare le bollette ricevute.

Di seguito il testo del comunicato sul porto che è stato diffuso per l’assemblea.

Questa amministrazione prosegue inesorabile sulla strada dello sfascio e della dismissione delle risorse dell’isola.

Dopo lo sfacelo del territorio, le bollette dell’acqua gonfiate, i costi e disservizi della raccolta e smaltimento rifiuti, ora è la volta del mare. A partire dal porto turistico di Marina Grande.

Qual è l’idea geniale degli strateghi dello sperpero:

Venderlo per ripianare il bilancio comunale da loro stessi condotto al fallimento.

Nel 2004 celebrarono la ripresa dei lavori al Porto turistico come l’inizio di una nuova era di prosperità e progresso per l’isola e il 24 luglio2008, tra squilli di tromba, tagli di nastri e di torte, davanti a pochi intimi lo inaugurano.

Neppure un mese dopo il 4 settembre 2008 deliberano la vendita della quota comunale del 49% (il 51% è controllato dalla Regione ), con la scusa della finanziaria 2007 che dà agli Enti pubblici 18 mesi di tempo (a decorrere dal 1 gennaio 2008) per uscire dalle società che perseguono fini non istituzionali. Se ciò avvenisse il comune di Procida rinuncerebbe al controllo del suo Porto.

Ora è palesemente pretestuoso sostenere che in un isola la gestione di un porto ( turistico o commerciale che sia) non rientri tra i compiti istituzionali dell’ente comunale, tanto è vero che Capri e i comuni ischitani si guardano bene dal rinunciare al controllo dei propri porti.

Vogliamo continuare nella logica dello sperpero di risorse?

Ricordiamo soltanto alcune delle imprese dei nostri gloriosi Amministratori dei cui esiti disastrosi ancora paghiamo il conto:

Cassonetti interrati, Sepa, Parco Letterario, Ripascimento spiagge, Recupero Sentieri.

Questa vendita ci appare ingiustificata, precipitosa, poco trasparente e anticipatrice di futuri disastri finanziari ed economici.

Il Porto, risorsa fondamentale dell’isola, deve rientrare sotto il controllo dell’Ente comunale. E’ un investimento costato solo nell’ultima fase diversi milioni di euro di pubblico denaro e vorremmo conoscere i risultati di questo investimento:

Quanto vale oggi il Porto Turistico in termini di redditività, prospettive occupazionali, valori patrimoniali?

Potrebbe interessarti

Pubblicato nella radio del Procidano il Consiglio Comunale del 30 aprile 2014

In questo Consiglio: Esame ed approvazione del rendiconto finanziario 2013; Modifiche ed integrazioni Regolamento Consiglio …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *