Professione navigante: Sfogo di un capitano italiano di mezza età…

di Nicola Silenti da Destra.it

Professione navigante: Cristi in croce che cercano un’identità negata, abusata, sfruttata. Categoria abusata e bistrattata….A cavallo degli anni 90 un nostro emerito ministro disse: “il marittimo italiano è un turista ben pagato ….” Che la pensino davvero tutti così?? Sono un vecchio caprone di mare, cane sciolto che insegue la chimera della dignità. Ho navigato con diverse società, varie bandiere estere e tanti tipi di carichi e operazioni diverse.

Ho iniziato durante le vacanze estive nei miei anni di studio al Nautico su una motocisterna costruita nel 1923…, era tutta rivettata…, la vita mi ha riservato diverse esperienze nei più diversi ambiti lavorativi, dalla pubblicità alla cantieristica, con la NATO, in società di Ship Management, ecc. Ho visto cambiare la professione di navigante da un’arte a un lavoro da scrivania, la professionalità dei lavoratori del mare decadere a causa di sciagurate scommesse, dei “Gestori della Proprietà” (una volta ARMATORI), su personale non propriamente addestrato – non parlo dei Filippini, Malesiani, Indiani ecc. – ma in possesso di “”certificazione adeguata””. Quella che una volta era conosciuta come Arte Marinaresca, è ora screditata a vantaggio di nuove tecnologie che vanificano il buon senso o senso comune derivato dall’esperienza costruita su anni di lavoro e di errori. Non sono un nostalgico poiché capisco che l’essere umano è costretto a progredire.

Questo breve cappello per introdurre ciò che penso a proposito dei corsi, professionali e non, che vessano i moderni naviganti.

Da quando ho iniziato questo bellissimo/atroce lavoro posso dire di aver speso circa il 60% delle mie licenze in corsi di aggiornamento, sicurezza, professionali, manageriali, comunicazione e tutti quelli propinatimi dalle varie società per le quali ho lavorato.

Pensate che tutti i suddetti corsi mi abbiano reso più sicuro o più accorto o più professionale o più comunicativo o più aggiornato?

NO, mi hanno solo reso più scoglionato. Gli unici che mi sono stati d’aiuto sono quei pochi corsi professionali che erano (almeno in parte) comunque materia di studio al Nautico e che non sono stati altro che un leggero approfondimento di ciò che avevo già appreso durante la mia carriera scolastica.

L’ideale sarebbe fare “comm’ facevn ‘a’ntic” , permettere a tutte le nuove leve di fare esperienza partendo dal basso per rendersi conto sulla propria pelle di cosa significa eseguire un ordine per poter essere in grado, in futuro , di darlo con coscienza quel benedetto ordine. Avremmo così personale preparato che si rende conto, con cognizione di causa, dei rischi e delle potenzialità dell’ambiente in cui lavora. Avremmo dei dirigenti/ufficiali preparati alla Direzione perché conoscerebbero a fondo le sinergie dei gruppi di lavoro e le loro potenzialità. Invece, oggi, un testa di “……” qualunque o meglio, un signor “Nessuno” legittimato non si sa bene con quali sistemi o criteri di valutazione dai “liberi” Enti preposti , deve giudicare le mie capacità direttive, senza, probabilmente, aver mai vissuto un secondo della sua vita da personale della marina mercantile. Mi sto dilungando, volevo solo parlare dell’impatto che i corsi per naviganti hanno sul nostro equilibrio e sulla nostra vita sociale.

Corsi Base e Avanzato Sopravvivenza e Antincendio.

Sono quasi 40 anni che navigo, ho partecipato a circa 16 corsi sinora, più altri 16 per chi lavora in Offshore. In mare si sopravvive sempre allo stesso modo e gli incendi si estinguono alla stessa maniera, unico cambiamento in 40 anni la messa al bando della COe dell’ Halon a basso prezzo.

Corsi Radar, Arpa, Sar.

Ho imparato molto di più durante i miei studi e per esperienza diretta che delle quattro cose che mi hanno passato .

Pssr, Mams, Mabev

Che roba è. Erano tutte cose che facevo da ragazzo dopo scuola e dopo studio. Le suddette sono esagerazioni ma che rendono l’idea… Mi sono già stufato di continuare. Scrivo con disgusto.

Ma due righe di chiusura le devo scrivere.

L’ultima invenzione della nostra amministrazione sono i corsi HELM (Human Helement and Leadership Management) obbligatori in tutte le nazioni, firmatarie STCW 1978 come emendata da Manila 2010 e precedenti, per Ufficiali di macchina e coperta al momento del “PRIMO RILASCIO CoC” per il grado che si dovrà ricoprire… tranne che in Italia, nel nostro paese tutti gli Ufficiali devono “attendere” a questo corso a costo del proprio CoC.

Ora, io vi ho partecipato, perché non voglio perdere il lavoro per uno stupido e inutile attestato di frequenza. M’avesse insegnato qualcosa, sarei stato pure contento. Ma si è rivelata una bufala ancora più grossa dei corsi Security…… meno male che mi pagano e che me li pagano… In conclusione: non sono a conoscenza di nessun lavoratore che rischia l’abilitazione alla Professione se non corre con un estintore in mano o non si tuffa in piscina o che non sappia che differenza c’è fra un leader assertivo o un leader autoritario ecc.ecc.ecc. La carenza di professionalità non si può e non si deve compensare con training che lasciano il tempo che trovano e che non fanno altro che arricchire i gestori dei vari centri e una mala politica oramai istituzionalizzata specialmente nel nostro paese.

Un Capitano stanco

( A proposito… come Capitano… io non esisto più… sono una figura che appartiene al passato…)

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2 commenti

  1. Ho letto l’articolo del capitano di marina, e
    pur non essendo esperta in materia
    vi ho ritrovato tutta la delusione che,
    anche noi docenti di scuola dell’obbligo
    provavamo ogni volta che, un corso d’aggiornamento
    c’era proposto in assemblea ai docenti in carica .
    Tra i vari corsi come sempre,
    poteva capitare quello giusto, quello preposto
    ad aprire non solo i portafogli ma anche le menti
    di noi contribuenti .
    Ai miei tempi erano materie emergenti come l’informatica,
    la robotica, i progressi educativi ed innovativi
    delle varie discipline, gli interventi in stile orizzontale,
    volti al recupero e potenziamento didattico…
    Tutte iniziative coinvolgenti e promettenti
    proposte da considerare,
    Compatibile e collettiva era ogni valutazione .
    Però i colleghi più demoralizzati ci condizionavano !
    Le scelte operate, non sempre da tutti condivise,
    erano applicate mediante strumenti spesso insufficienti ! Senza questi aggiornamenti però
    avremmo insegnato materie trascorse e circoscritte
    allo stato precedente e politico del nostro territorio !

    • le considerazioni con la scuola vanno bene anche se a tuttoggi i docenti delle superiorii,vedi il nautico,non sono all’altezza per quanto riguarda i notevolissimi progressi fatti dallo shipping.Nella fattispecie ha ragione il collega in quanto per esperienza diretta tutti i corsi proposti sono di una inutilit0 aberrante.Basti solo pensare a chi dirige i corsi,ma soprattutto,a chi insegna.Recentemente ho assistito ad un corso superiore per comandanti di navi da crociera tenuto da un capitano che ha navigato per tutta la vita su aliscafi del golfo di Napoli

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