Home > politica > Progetto di Legge di Iniziativa Popolare: Insularità in Costituzione, domenica 29 raccolta firme a Chiaiolella e Marina Grande

Progetto di Legge di Iniziativa Popolare: Insularità in Costituzione, domenica 29 raccolta firme a Chiaiolella e Marina Grande

PROCIDA – (c.s.) I cittadini delle isole italiane chiedono di poter avere uguali punti di partenza come tutti gli altri italiani.

Da qualche settimana tutte le isole minori e non hanno organizzato banchetti in diverse zone dell’ Italia per raccogliere le firme perché le isole non siamo  “un pezzo di Italia separato”, ma siano parte dell’Italia a tutti gli effetti. Le 36 isole minori sono diverse per identità, tradizioni e peculiarità sociali ed economiche ma devono essere uguali nei Diritti di Cittadinanza.

Il progetto di Legge di iniziativa Popolare ha l’obiettivo di introdurre il principio di Insularità in Costituzione. Nello specifico chiede la modifica dell’art. 119 della Costituzione  e di inserire nell’art. 1 dopo il V comma la seguente frase: “Lo Stato riconosce il grave e permanente svantaggio naturale derivante dall’insularità e dispone le misure necessarie a garantire una effettiva parità ed un reale godimento dei diritti individuali e inalienabili”.

Dopo la Commissione Consiliare del 17 aprile che l’Assessore Rossella Lauro ha convocato per condividere il progetto di Legge, le Consigliere Lucia Mameli, Sara Esposito, Maria Capodanno e Carmen Muro hanno definito le linee guida per promuovere l’iniziativa con l’impegno di contribuire alla raccolta di firme anche nella comunità procidana.

Si chiede a tutti di aderire e sostenere il Progetto di Legge Popolare attraverso la diffusione dell’iniziativa con la raccolta di firme ai banchetti che verranno predisposti domenica 29 aprile presso Marina Chiaiolella e Marina Grande.

Nella storia i tentativi sono stati diversi ma nessuno ha raggiunto un obiettivo così importante e necessario per le isole. Il Trattato di Amsterdam del 2 ottobre del 1997 ha introdotto nell’ordinamento comunitario delle novità rispetto al regime riservato alle regioni insulari, sia attraverso l’art. 158 CE, sia attraverso la “Dichiarazione relativa alle regioni insulari” allegata allo stesso Trattato. Queste novità si inseriscono in un annoso filone del diritto internazionale che, dalle pronunce della Corte Permanente di Giustizia Internazionale, passando attraverso la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,  ha riconosciuto alle isole un regime differenziato.

In ambito comunitario, a parte alcuni riferimenti relativi alle regioni ultra periferiche (peraltro solo in parte insulari), si trovano dei regimi specifici riservati alle isole nei Trattati di adesione di Danimarca, Irlanda e Regno Unito. In questi ultimi si rinvengono alcuni dei fondamentali principi che hanno ispirato lo status comunitario delle regioni insulari nell’Unione europea ove si riconoscono esenzioni e deroghe rispetto al regime ordinario comunitario, con la finalità di raggiungere l’obiettivo fondamentale della coesione economica e sociale. Gli atti di diritto comunitario derivato concernenti l’insularità consistono prevalentemente in risoluzioni del Parlamento europeo e del Consiglio dei Ministri i quali riconoscono la particolare vulnerabilità dei territori insulari; lo stretto rapporto tra politica di coesione economica e sociale, da un lato, e regole e misure specifiche nei confronti delle isole, dall’altro; la necessità di integrare gli aiuti finanziari con “deroghe” alle generali regole di diritto comunitario.

Considerato che sebbene nel diritto internazionale, sin dai primi anni ottanta, l’insularità abbia assunto un rilievo sempre più denso tale condizione, che presenta «gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici», non ha avuto, ad oggi, una incidenza reale sulle pari opportunità tra gli isolani ed i cittadini del resto del continente Europeo ed italiano.

Si è ritenuto che l’inserimento dell’insularità in Costituzione limiterebbe la portata “negativa” di tutta una serie di provvedimenti legislativi nazionali che, oggi “penalizzano” le isole sul fronte delle risorse finanziarie, e a cascata potranno portare vantaggi per i cittadini in termini di infrastrutture, trasporti, sanità, opportunità lavorative, investimenti turistici…

 

Potrebbe interessarti

EAV se ci sei batti un colpo

PROCIDA – Dall’Associazione “Isola che non isola” ci fanno sapere che, a distanza di sei …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *