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QUALE FUTURO CI ASPETTA? (3)

 Eccoci con la terza puntata di QUALE FUTURO CI ASPETTA?” tratta da orbetello.blogolandia.it.

Terza scheda:
quali caratteri dovrebbe avere questo nuovo modelli di sviluppo

il-mondo-e-ancora-bello-1.jpgLe considerazioni oggettive su queste realtà in trasformazione ci portano ad affrontare una prospettiva: quella dell’arresto della crescita materiale per perseguire l’obiettivo di una condizione economica stabile, basata sul minore consumo di energia e di risorse (usi parsimoniosi, risparmi, recuperi e riciclaggi delle energie non rinnovabili, riproduzione e aumento di quelle rinnovabili).
Cioè, sostituendo gradualmente gli obiettivi emulativi-consumistici, con misure sempre più vaste, originate da sempre maggiori arricchimenti qualitativi sulla nostra esistenza, a partire da un deciso e generalizzato avanzamento culturale e di comprensione di ciò che sta cambiando: più istruzione per tutti e a tutte le età, consapevolezza (senza mitizzazione) dell’evoluzione tecnologica, dei mezzi informatici, dei mass-media. Tutte cose necessarie per giungere ad un’altra condizione chiave per il cambiamento: la maggiore partecipazione dei cittadini alla conduzione delle comunità.
Dunque, se riusciamo ad applicare il nostro spirito d’emulazione non all’avere di più, ma all’essere di più sul piano intellettuale, etico-culturale, affettivo, dello stesso benessere fisico, la partenza giusta starà proprio nel ricercare il miglior rapporto uomo-natura.
il-mondo-e-ancora-bello-2.jpgDa ciò deriva, che nelle azioni quotidiane dovremo dare priorità assoluta ad una strategia che contempli la conservazione dell’ambiente, fatta di operazioni coordinate per la difesa del suolo, la regolazione delle acque, l’eliminazione degli inquinanti e degli inquinamenti, la salvaguardia degli ambienti naturali.
I punti su cui batterci dovranno essere due:
1- la semplificazione dei meccanismi sempre più complessi del modo di vivere urbano-industriale;
2 – l’eliminazione, più vasta possibile, degli aspetti massificati e massificanti del vivere quotidiano (dai consumi standardizzati, agli unanimismi politici), con le condizioni di esasperata insofferenza, sempre più preoccupanti, che vengono manifestandosi, soprattutto, tra i giovani

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