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QUALE FUTURO CI ASPETTA ? (4)

con questo numero Procida Blogolandia giunge alla quarta puntata  di questo nostro appuntamento settimanale con la rubrica “QUALE FUTURO CI ASPETTA?” tratto da orbetello.blogolandia.it 

Quarta scheda:
tendenze e controtendenze.

Trasformazioni tecnologiche, economiche e culturali si susseguono rapidamente. Tutto lo spazio terrestre è ormai antropizzato, equilibri millenari sono saltati e nessun nuovo equilibrio sembra in vista.
Viviamo tra timori e speranze: ambiente malato, energia scarsa, risorse in rarefazione e, dall’altro lato, progressi informatici, fonti energetiche nuove, rallentamento (ancora poco) della pressione demografica mondiale.
il-mondo-e-ancora-bello-5.jpgQuesto deve spronarci a modificare il nostro modo di pensare, a prendere coscienza dei fatti nuovi e delle nuove certezze che potrebbero generare.
Dobbiamo ormai essere persuasi che:
– depurare non basta: per salvare la Terra e noi stessi, vanno posti limiti superiori, non oltrepassabili, a produzione e consumi;
– bisogna orientarci verso le tecnologie dolci, a basso consumo di energia-risorse-ambiente;
– non si risolvono i problemi della disoccupazione creata dall’automazione, né tornando indietro, né producendo sempre di più, ma con nuovi modi di lavorare e nuove prospettive, magari lavorando meno ore ma tutti, e lavorando un po’ di più a “piantare” alberi e a ricostruire l’ambiente fisico;
– prima di immettere nell’ambiente un prodotto nuovo ne vanno accertate le compatibilità ambientali;
– tutto questo deve essere accompagnato da due grandi battaglie: 1) contro il colonialismo economico (è assurdo che l’avvenire dell’uomo si basi ancora sull’ingiustizia e sullo spreco; 2) per il disarmo (siamo a livelli intollerabili e le probabilità, soltanto casuali, di catastrofi aumentano ogni giorno).
Questi sono i problemi reali che ci stanno di fronte, che gettano una luce
negativa sulla vita dell’umanità; sta qui, per tutti noi, il più grande impegno politico e morale.
il-mondo-e-ancora-bello-8.jpgDobbiamo convincerci fino in fondo, che il rapporto con la natura, conta, forse di più, delle comodità e dei soldi (riconoscendoci nella ricchezza sconfinata delle forme di vita, desiderio di salute, di serenità e di bellezza).
Riflettendo seriamente su tutto questo, distingueremo sempre meglio la differenza che esiste tra consumi non necessari e bisogni elementari ed essenziali. E fra questi, il bisogno di natura va rimesso ai primi posti.
Oggi si evidenzia una crescita dell’interesse per l’ambiente e la salvaguardia della natura. Dobbiamo farne la base di partenza per una consistente crescita culturale e sociale.

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