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Quale futuro per gli LSU impiegati al Comune?

dino ambrosino2Il capogruppo di “Insieme per Procida”, Dino Ambrosino, in vista della riunione di Consiglio Comunale che, probabilmente, si terrà il prossimo 23 dicembre, ha presentato una interrogazione indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, al Sindaco, al Segretario e per conoscenza alla Sezione Affari Generali, nella quale chiede chiarimenti in merito all’attività degli LSU (Lavoratori Socialmente Utili).

“Premesso – scrive Ambrosino – che con la legge 196 del 1997 e con la delibera di Giunta Municipale 76/1997 iniziava l’attività dei Lavoratori Socialmente Utili nel Comune di Procida; visto che: il Consiglio Comunale di Procida si è espresso per la soluzione della questione LSU in seguito all’interrogazione di cui alla delibera n.15 del marzo 2003 e in occasione della mozione di cui alla delibera 80/03; e che con la delibera 337 del settembre 2003 la Giunta Comunale manifestava la volontà di verificare tutte le opportunità di stabilizzazione; valutato che nel corso degli anni le mansioni degli LSU sono state modificate fino a diventare attività di supporto per gli uffici comunali; considerato che progressivamente il personale comunale sta maturando i requisiti per la pensione e che nei prossimi 5 anni il loro numero si ridurrà di circa un terzo; tenuto conto che l’attività di sportello e di back office del Comune ha comunque bisogno del supporto di personale già formato e qualificato; si interroga l’Amministrazione Comunale – conclude Dino Ambrosino – per conoscere, in primo luogo, gli indirizzi che sta seguendo in merito alla questione LSU ed anche se ha sinora valutato la richiesta di integrazione dell’orario di servizio avanzata dagli stessi”.

Come si ricorderà i lavoratori socialmente utili, passati poi alla storia come LSU, vennero introdotti all’inizio degli anni novanta dello scorso millennio attraverso il protocollo sulla politica dei redditi e dell’occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo del 23 luglio 1993, al fine di utilizzare i lavoratori espulsi dalle medie e grandi imprese ai quali veniva erogata la CIGS (Cassa integrazione guadagni straordinaria) dalle casse dello Stato. Si decise quindi, a fronte di quel costo sostenuto, di adirli ad attività rivolte alla collettività (cosiddetti socialmente utili) presso i comuni di residenza, utilizzandone le professionalità e capacità lavorative. Gli interventi legislativi susseguitisi hanno disciplinato la materia con frammentazione, ricordiamo in tema la legge 19 luglio 1994, n. 451 e la legge 28 novembre 1996, n. 608. Una risistemazione organica dell’istituto si ebbe solo con il decreto legislativo 1º dicembre 1997, n. 468 (“Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili, a norma dell’articolo 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196”). In seguito, i lavori socialmente utili sono stati estesi anche ai lavoratori in mobilità ed ai disoccupati di lunga durata.

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Un commento

  1. Se l’Italia è sottosopra

    e anche e specialmente perchè è stata adottata specialmente dai comunisti la politica delle ” vacche grasse ” ,cioè del gonfiamento,a scopo elettorale e clientelare,ipertrofico di enti statali,comuni regioni ,province,COOPERATIVE, e chi piu ne ha piu ne metta), tanto Pantalone pagava e paga.

    Puro assistenzialismo e clientelismo,da ciò l’interrogazione folle .

    Una legge ,quella del 1994, proposta del NEFASTO On. BERTINOTTI che doveva essere temporanea, un anno con una proroga max di 6mesi e 6 mesi, e che doveva PREVEDERE PER LEGGE UNA ROTAZIONE alla scadenza,sempre attingendo dalle liste di collocamento

    la si vuol stabilizzare : ma è pazzesco. Comunisti di 4 soldi,andatevene a casa che sirte la rovina dell’Italia

  2. Campagna elettorale sulla pelle delle persone. Se questo e’ il nuovo…

  3. LSU. Puro assistenzialismo italiano provocato da un colpo di coda di quel politico che non ha mai avuto voce in capitolo, e in una sola volta ha contribuito ad elevare il deficit pubblico italiano. Onorevole bertinotti Figlio e frutto dell’assistenzialismo piu puro! Nati piu come bisognosi di sussidio per mancanza di lavoro, che come lavoratori, senza pensare che tra quelle persone vi erano e vi sono nuclei familiari che superano i 70/80 mila euro l’anno. Mogli e familiari di persone integrati nello stesso nucleo che di certo non avevano e non hanno bisogno di alcun sussidio. Trovo ingiusto che un comune che come procida è in perenne deficit, in vista dei pensionamenti, anzichè ridurre la pianta organica degli sprechi, pensi ad assumere. Ma se ne uscirà mai da questo spreco di denaro ai danni dei contribuenti?

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