Regione Campania: Rinviare in Commissione il nuovo Piano Paesistico

Comunicato  del 24 settembre 2012

 Riportare nelle Commissioni competenti il Disegno di Legge Regionale

 sulle “Norme di Cancellazione della  Tutela del Paesaggio in Campania”  !

 

La sospensione della discussione da parte  del Consiglio Regionale della Campania sulla legge definita, in maniera totalmente impropria,  come “Norme in materia di tutela e valorizzazione del paesaggio in Campania” è stata una decisione saggia per una scelta di più ampia portata che è quella di riportare la stessa nelle commissioni competenti.

La legge così come pervenuta in Consiglio, nella filosofia che la ispira, nelle procedure e nei contenuti,  è difatti   di  estrema gravità per  tutto il territorio campano a partire sia da quello di maggior pregio paesaggistico ed ambientale, come la costiera sorrentino- amalfitana – protetta già con difficoltà dal PUT – , le Isole, l’Area Flegrea,  Aree archeologiche come Velia, sia ad alto rischio per le popolazioni residenti, come la zona rossa del Vesuvio, sia per il Suolo Agricolo, che anche in base a tanti studi e ricerche e  documenti  nazionali, politici, associativi, culturali,  è da considerare prezioso ed intoccabile, sia per  la Biodiversità, dovunque sia ancora presente e  sia soprattutto a rischio.

La legge non parte dagli strumenti di pianificazione e di tutela esistenti per armonizzarli, rafforzarli  e valorizzarli in un unico  disegno legislativo unitario “paesaggistico” –  con i limiti connessi a  tale termine,  giustissimo e necessario,  ma riduttivo della dimensione complessiva della tutela e della pianificazione necessarie –  come si vuole fare intendere dal titolo, ma al contrario li cancella, spezzettandoli e disgregando l’unitarietà del territorio e dei suoi valori: i VAS condividono in tal senso anche le importanti osservazioni  enunciate  sia nel “documento dei professori universitari della Federico II di discipline attinenti allo studio ed al governo del territorio e del patrimonio storico-culturale e paesaggistico”, sia della Direzione regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania.

Se, come forse è anche necessario, si vuole attivare un percorso per una legge  unificante di tante leggi oggi esistenti, occorre, andando nella direzione delle cose prima dette,  ribaltare radicalmente   la filosofia e gli obbiettivi di quella oggi pervenuta in Consiglio Regionale, partendo dal recupero integrale dei contenuti e della territorialità  delle leggi di tutela oggi esistenti.

Occorre perciò anche che il Consiglio recuperi il dovuto rapporto istituzionale di consultazione e di audizione con il Mondo Ecologista, Culturale, Scientifico,che nel percorso che ha portato la legge all’attuale discussione in Consiglio Regionale è stato  totalmente assente  per quanto a nostra conoscenza: siamo associazione nazionale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente sin dal 1991 e non siamo stati consultati! Tale gravissimo fatto, difforme dallo stesso Statuto Regionale,  fa sì che  si giunge in Consiglio Regionale senza le  Osservazioni di tale Mondo, quale sostanza fondamentale della riflessione dei singoli Consiglieri e dei Gruppi Politici. Il perché sia avvenuto ciò  deve costituire attenta riflessione,  anche per  noi tutti del Mondo delle  Associazioni Ambientaliste, a partire dal rilancio di una riflessione, nella naturale autonomia secondo le finalità proprie ispiratrici dei singoli Statuti fondanti, sullo  stare insieme in una “Consulta” per  fondamentali momenti di scelte politiche ed ecologiche della Regione e degli Enti Locali.

Napoli, 24 Settembre 2012

Nicola Lamonica, Coordinatore regionale VAS Campania

Ermete ferraro, Portavoce Circolo Napoli

Antonio D’Acunto, Presidente onorario VAS Campania

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