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Riconoscimento delle unioni civili. Savio: battaglia di civiltà ed emancipazione sociale

savio incatenatodi Gennaro Savio

A Forio, come in tutta l’Isola sui molteplici problemi sociali, non conosce soste l’instancabile e costante attività politica e sociale portata avanti, nel paese e nel Civico consesso, dal Consigliere comunale di opposizione Domenico Savio, Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, a difesa dei diritti dell’intera collettività, contro il razzismo, le discriminazioni, il bigottismo, la sudditanza e per il riconoscimento delle Unioni Civili eterosessuali o dello stesso sesso. Si tratta di un’azione politica capillare, che abbraccia le più svariate problematiche che attanagliano la vita quotidiana dei cittadini, a partire da quelli più deboli socialmente, come l’atavica emergenza rifiuti, il pericolosissimo dissesto stradale, la vergogna delle strisce blu, il mancato abbattimento delle barriere architettoniche, l’abbandono sociale dei rioni baraccati e dei quartieri popolari di Panza e Forio centro, la difesa delle spiagge libere, di cui da tempo ne chiede l’ampliamento, e la questione “il porto ai Foriani”, tanto per citarne solo alcune.

Ma l’azione di Savio tocca anche i grandi temi di cui da tempo si dibatte a livello nazionale, come il riconoscimento delle unioni civili, le cosiddette coppie di fatto, che ora potrebbe concretizzarsi anche a Forio con la proposta del Consigliere del PCIML. Una proposta concreta e completa, in quanto Domenico Savio oltre ad aver chiesto ufficialmente l’inserimento dell’argomento all’ordine  del giorno del prossimo Consiglio comunale ha anche elaborato e protocollato la bozza di delibera da discutere e approvare in Consiglio allegando persino i fac-simili dei moduli da compilare per l’iscrizione nel registro amministrativo delle unioni civili o la cancellazione.

Si tratta di una proposta di civiltà e giustizia sociale che punta a mettere fine alle discriminazioni che oggi ci sono tra le coppie sposate e le coppie di fatto e che in alcuni Comuni è stata approvata già nel secolo scorso, se pensiamo  che a fare da apripista al riconoscimento delle unioni civili è stato il Comune di Empoli approvando la delibera nel lontano 1993. Con l’approvazione della delibera presentata da Domenico Savio il Comune garantirebbe uguaglianza di trattamento alle persone e alle formazioni sociali nell’esercizio delle libertà e dei diritti, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione e condizione personale o sociale.

Infatti il Comune può e deve operare nell’ambito delle proprie competenze per promuovere pari opportunità per le unioni di fatto, favorendone l’integrazione sociale e prevenendo forme di disagio, con particolare riferimento alle persone anziane, nonché forme di discriminazione fondate sull’orientamento sessuale. Le ragioni che sono alla base della proposta avanzata dal Segretario generale del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista sono avallate da varie sentenze della Corte di Cassazione, la quale, tra l’altro, ha affermato, sulla scorta, in particolare, dell’art. 2 della Costituzione, che i conviventi in stabile relazione di fatto (si trattava in quel caso di una coppia omosessuale) sono titolari del diritto alla “vita familiare”, del diritto inviolabile di vivere liberamente la loro condizione di coppia e, in specifiche situazioni, del diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata, che possono far valere dinanzi all’autorità giurisdizionale.

Le aree tematiche entro le quali gli interventi del Comune sono da considerarsi prioritari sono:

a) casa; b) sanità e servizi sociali; c) politiche per giovani, genitori e anziani; d) sport e tempo libero;

e) formazione, scuola e servizi educativi; f) diritti e partecipazione; g) trasporti.

L’augurio, naturalmente, è quello che già dal prossimo Civico consesso a Forio possa concretizzarsi la possibilità di legalizzare le coppie di fatto. E’ una questione di civiltà e giustizia sociale. che non può essere ulteriormente ignorata. Chi fosse interessato a leggere la proposta di delibera con l’allegato regolamento può chiederne copia a Domenico  Savio, indirizzo e-mail domenicosavio@pciml.org  . Riteniamo che l’intera società civile debba avvertire il dovere di sostenere l’iniziativa per contribuire al superamento delle differenze sociali.

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