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Rimborso IVA su TIA/TARSU. Federconsumatori chiede un incontro con l’Amministrazione

aumento tiaA distanza di pochi giorni dalla sentenza che vuole la restituzione dell’IVA pagata da alcuni cittadini procidani sulla TIA/TARSU degli anni passati, il presidente della FEDERCONSUMATORI Campania, Rosario Stornaiuolo, ritorna sulla questione e con una nota del 20 giugno scorso chiede un incontro con il Sindaco Vincenzo Capezzuto e l’assessore all’ambiente Elio De Candia per cercare di individuare le modalità per ritornare ai cittadini l’IVA pagata gli anni passati prima alla SEPA e poi al Comune di Procida.

Ma, per maggiore chiarezza, facciamo un rapido passo indietro per comprendere gli elementi della controversia nata quando quattro cittadini hanno presentato istanza al Giudice Ordinario. “Il Giudice – dicono gli avv.ti Ileana Capurro e Daniela Ambrosino – in via preliminare, ha rigettato la tesi della parte convenuta riguardante il difetto di giurisdizione in quanto le Sez. Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 2046 del 28.01.2011, hanno stabilito che in tema di IVA spetta al Giudice Ordinario la giurisdizione in ordine alla domanda proposta dal consumatore finale nei confronti del professionista o dell’impresa che abbia effettuato la prestazione di servizio per ottenere la restituzione delle somme maggiori addebitate in sede di rivalsa per l’applicazione di un’aliquota superiore a quella prevista dalla legge. Nel merito della domanda formulata dai consumatori, poi – continuano i legali– il giudice ha osservato che con sentenza della Corte di Cassazione n. 3756 del 09.03.2012 ha stabilito che la TIA è un tributo e non una tariffa e quindi non è assoggettabile ad IVA. La TIA, secondo la Corte di Cassazione, rappresenta una mera variante della TARSU conservando la qualifica di tributo. Per questi motivi – concludono Capurro e Ambrosino – il Giudice di Pace di Procida, dichiarando provvisoriamente  esecutiva la sentenza, ha condannato la SEPA e il Comune di Procida, per gli anni di rispettiva competenza durante i quali hanno effettuato il servizio di riscossione della TARSU e della TIA, al pagamento di quanto richiesto oltre alla refusione in solido  delle spese di giudizio liquidate in complessive € 900,00 oltre spese generali , I.V.A. e C.P.A, per i procuratori.”.

“Avevamo ragione i cittadini ai quali sono  stati  riconosciuti i propri  diritti. Ora – dice Rosario Stornaiuolo, presidente FEDERCONSUMATORI Campania – chiediamo  al  Sindaco  Capezzuto di  riconoscere la sentenza  per  tutti  i cittadini  Procidani evitando che  i  nostri legali siano costretti a  nuove  cause  che  procurerebbero a l’amministrazione solo nuove spese. Un’amministrazione  è  giusta anche quando sa riconoscere eventuali errori e  porvi rimedio. Noi aspettiamo  fiduciosi  ma  anche  pronti  a  nuove cause  per difendere i diritti  dei  procidani.”.

Intanto, la risposta del Comune di Procida non sembra andare nel senso auspicato dalla Federconsumatori. Infatti, con delibera di G.M. n° 137 del 24 giugno 2014, è stato conferito mandato all’avv. Umberto Corvino del Foro di Napoli di impugnare la sentenza n°39/2014 del Giudice di Pace di Procida presso il Tribunale di Napoli.

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