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Rosalia d’Amato, 6 mesi dal sequestro tra misteri e silenzi surreali

Oggi compie 6 mesi il sequestro della Rosalia d’Amato e ancora la vicenda pare che sia, è il caso di dire, in alto mare.

da Liberoreporter.it – La nave di proprietà della compagnia armatrice Perseveranza S.p.A. di Navigazione Napoli, è stata sequestrata dai pirati somali il 21 aprile scorso a circa 350 miglia marine a sud-est di Salalah, Oman, nell’Oceano Indiano, mentre era in navigazione da Paranagua in Brasile a Bandar Imam Khomeini in Iran. La Rosalia è stata soprannominata la nave “fantasma” a causa dei troppi tasselli che non riescono a comporre il puzzle. I misteri della Bulk carrier italiana, pare non abbiano limiti.

Ad oggi infatti, ancora non ci si spiega le anomalie riscontrate nella lista dell’equipaggio che siamo riusciti a reperire dopo oltre 5 mesi dal sequestro, grazie a un notevole lavoro di ricerca per conoscere almeno i nomi dei marinai filippini di cui nessuno parla mai. Secondo la crew list ufficiale, Maresca – secondo ufficiale di coperta, italiano, non risulta imbarcato. Infatti il secondo ufficialmente sarebbe un certo D.R. (per la privacy inseriamo solo le iniziali) marittimo di Sorrento, che risulterebbe ancora imbarcato. A parte questo mistero l’equipaggio in profondo stato di sofferenza è composto da 21 marittimi, di cui 6 italiani e 15 filippini. Ecco i nomi: Orazio Lanza – comandante – di Messina; Antonio Di Girolamo – direttore di macchina – di Mazara del Vallo; Gennaro Odoaldo, terzo ufficiale di coperta, Vincenzo Ambrosino, allievo ufficiale di macchina, entrambi di Procida; Giuseppe Maresca, secondo ufficiale di coperta di Vico Equense, Pasquale Massa primo ufficiale di coperta di Meta di Sorrento, ma residente in Belgio. Macavinta Neil Campos, primo ufficiale di macchine, filippino di Manila; Jose Medenilla, secondo ufficiale di macchine, filippino di Manila; Lequin Raymundo Jr. Barrientos, terzo ufficiale di macchine, filippino di Manila; Galang Jess Reyes, Elettricista, filippino di Manila; Simmons Jhon Sazon, Nostromo, filippino di Manila; Bibaño Earl Dorado, Marinaio scelto, filippino di Manila; Gicos, Danilo Gealon, Marinaio scelto, filippino di Manila; Gale, Wendell Buenafe, Marinaio scelto, filippino di Iloilo; Apdua Andy Daron, Operaio Meccanico, filippino di Manila; Tejana Joefy Bañas, Oiler (addetto alla lubrificazione macchine), filippino di Manila; Mabeza Bon Rey Sario, Wiper (addetto alla pulizia macchine), filippino di Manila; Bayeta Sammy Nebreja, Cuoco, filippino di Manila; Piñon Domingo Altiza, Aiuto Cuoco, cameriere, filippino di Manila; Oller Tristan Salvador, Mozzo, filippino di Manila; Tanjay Segundo Jr. Pepito, Mozzo, filippino di Cebu.
Il silenzio assordante sul caso Rosalia d’Amato, anche da parte dei familiari, nonostante la grave situazione sanitaria a bordo della nave, ci sono dei casi di Tubercolosi, è surreale. Aggiungendo poi le considerazioni sulla rotta del tutto anomala percorsa dall’imbarcazione, esce un quadro che inevitabilmente fa emergere mille sospetti. Il telefono di bordo è costantemente scollegato.
Tutti zitti. Dall’armatore nemmeno una parola. A 6 mesi dal sequestro nulla si muove. Ma se accadesse una tragedia di chi sarà la responsabilità? Sempre che non sia già accaduta…

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