Sanità: risparmio in pillole.

In tempo di crisi la parola d’ordine è una sola: risparmiare, risparmiare, risparmiare. Diciamo la verità, in questo, il cittadino ha fatto di necessità virtù dandosi subito da fare ingegnandosi per raschiare il barile del possibile e, in non pochi casi, anche dell’impossibile. Lo Stato, viceversa, al di là di tanti annunciati proclami, potrebbe e dovrebbe fare ancora molto di più ed in tempi rapidi. Prendiamo, ad esempio, il comparto sanitario che, in molte Regioni rappresenta una vera e propria pompa idrovora succhiando milioni di euro dai rispettivi bilanci. Grazie alla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco nelle parafarmacie e nei corner all’interno dei grandi centri commerciali i cittadini hanno ottenuto un notevole risparmio, quantificato, in media, al -8,3% nelle parafarmacie ed al -14,2% nei corner della salute presenti nella grande distribuzione. Altri considerevoli risparmi, inoltre, sarebbero possibili dando il via alla liberalizzazione della vendita dei farmaci di “fascia C” attraverso tali canali.
Un’ulteriore fonte di risparmio, poi, nonché di riduzione degli sprechi, potrebbe derivare dell’adozione delle cosiddette confezioni monouso (o conformi). Quante volte è capitato di chiederci perché, se abbiamo un semplice mal di testa o di denti, siamo costretti ad acquistare confezioni con 20 pasticche per utilizzarne una sola? Le confezioni conformi rappresentano la soluzione a questo problema, permettendo di vendere i farmaci nelle dosi e nelle quantità strettamente necessarie al trattamento prescritto o alle necessità del paziente, con costi inferiori ed abbattimento degli oneri da sostenere per lo smaltimento. Per tutti noi sarebbe un risparmio pari ad oltre 600-700 milioni di Euro annui che, con i tempi che corrono, non sono proprio bruscolini.

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