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“Savina Caylyn”: Il silenzio alimenta qualche speranza


Dopo una settimana molto dura e tesa per quanto riguarda il flusso di comunicazioni giunto della “Savina Caylyn”, ricordiamo da 110 giorni in mano ai rapitori somali, fiduciosi riportiamo l’impressione raccolta da www.liberoreporter.it che, in qualche modo, ci rincuora. Sembra, infatti, che ad uno degli ultimi tentativi della redazione di contattare telefonicamente il personale di bordo i rapitori, in maniera cordiale, abbiano risposto: “No friend, you can not talk now: recall Monday after twelve o’clock” (“No fratello, oggi non puoi parlare con nessuno. Richiama lunedì dopo le 12, ciao”).

Questa è una parte della conversazione (ore16:30 italiane del 27 maggio) intercorsa tra la redazione di Liberoreportor.it e la petroliera Savina Caylyn nel nuovo tentativo di contattare il comandante Lubrano (Procida) e il direttore di macchina Verrecchia (Gaeta). Ricordiamo che la nave è stata sequestrata dai pirati somali lungo le coste a nord della Somalia dall’8 febbraio 2011.

La chiamata avevo lo scopo di capire, a secondo ultimatum scaduto, se qualcosa fosse cambiato e se i contatti tra gli attori di questa vicenda, fossero ripresi. “Pensiamo – sostiene la redazione – si possa valutare positivamente il fatto che scaduti i termini imposti dai pirati non ci siano arrivate notizie dalla nave di eventuali ritorsioni posti in essere contro i nostri marinai a bordo” (ricordiamo che scaduto il termine ultimo lanciato dai pirati, senza una ripresa del negoziato o un contatto tra le parti, avrebbero fatto sbarcare a terra anche gli altri due membri dell’equipaggio italiano).

Per questo motivo, a naso, non valutiamo negativamente il fatto che non si sia potuto parlare con i marittimi della nave, ma che sarà possibile farlo non prima di lunedì. Se qualcosa non fosse andato per il verso giusto, conclude la redazione di Liberoreporter sarebbero stati gli stessi pirati a farci sapere che nulla era cambiato e che procedevano a mettere in atto quanto minacciato, come poi accadde nel precedente ultimatum.

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